Una nuova culla per l’Impressionismo russo

I primi visitatori del nuovo museo.

I primi visitatori del nuovo museo.

: ufficio stampa
È stato inaugurato a Mosca un museo privato dedicato a questa corrente artistica. In mostra, piccoli capolavori come la "Finestra" di Valentin Serov e "Pista del ghiaccio Dinamo" di Petr Konchalovskij

Passando attraverso la porta d'ingresso dell’ex fabbrica dolciaria “Bolshevik”, ci si ritrova sul piazzale di un museo circondato da condomini e dagli edifici di un moderno business centre. La fabbrica è stata ricostruita in stile loft: vecchia muratura in mattoni dei primi del Novecento con nuove costruzioni in metallo, cemento e vetro. Gli architetti della ditta britannica John McAslan + Partners, autori del progetto del nuovo Museo dell’Impressionismo, inaugurato a Mosca il 28 maggio scorso, hanno piantato sulla sommità dell'edificio un parallelepipedo e rifinito l'esterno con una rete in alluminio.

Lo spazio espositivo, sviluppato su quattro piani, risulta piuttosto ristretto: circa mille metri quadrati, più o meno come una galleria d'arte di Larry Gagosian a New York o Parigi. Le sale rotonde all'interno sono collegate da scale a chiocciola lungo il diametro. Al terzo piano, dal parallelepipedo, è possibile accedere ai terrazzi su due lati dell'edificio, dove durante la bella stagione si terranno probabilmente corsi di pittura per adulti e bambini.

Fonte: ufficio stampaL'edificio del museo realizzato dalla ditta britannica John McAslan + Partners. Fonte: ufficio stampa

L'Impressionismo russo

Boris Mints, 57 anni, uomo d'affari e proprietario della società di investimento O1 Properties, collezionista e fondatore del nuovo museo, dice di essersi avvicinato all'arte nel 2001, quando un commerciante di arte russa a Mosca lo ha "introdotto" nella cerchia di artisti del XIX e XX secolo. "Il collezionismo richiede molto tempo e conoscenze - afferma Mints -. Bisogna leggere, guardare e interagire con i professionisti".

Alcune opere le aveva acquistate anche prima, a scopo decorativo. Poi “durante la ricerca del suo percorso” ha iniziato con la grafica di Alexandre Benois fino ad arrivare a opere di suoi contemporanei, dal concettualista Ilya Kabakov a Valerij Koshlyakov, di cui è oggi grande fan. Tra l'altro, Mints e il suo team sono anche disposti a definire le opere di quest'ultimo come appartenenti “all'impressionismo russo” e pensano di organizzare presto una mostra personale dell'artista.

L'uomo d'affari racconta di essere diventato davvero "malato di arte" quando gli sono capitati davanti agli occhi i bozzetti degli impressionisti classici russi: Konstantin Korovin, Boris Kustodiev, Valentin Serov, Petr Konchalovskij e altri. I bozzetti erano assai pochi: per gli artisti russi sono sempre rimasti una “esercitazione”. Non sono diventati lavori fondamentali per l'arte, non avevano quell'ardore e poetica immediatezza propria dell'Impressionismo.

Vladimir Ragozin. Il sole d&#39inverno. 2010Fonte: ufficio stampaVladimir Ragozin. Il sole d&#39inverno. 2010
Igor Grabar&#39. Un paesaggio invernale. 1940-1950Fonte: ufficio stampaIgor Grabar&#39. Un paesaggio invernale. 1940-1950
Konstantin Korovin. Gurzuf. 1921Fonte: ufficio stampaKonstantin Korovin. Gurzuf. 1921
Konstantin Yuon. I portoni del Cremlino di Rostov. 1906Fonte: ufficio stampaKonstantin Yuon. I portoni del Cremlino di Rostov. 1906
Leonid Turzhanskij. Mosca. Samotyoka. 1910Fonte: ufficio stampaLeonid Turzhanskij. Mosca. Samotyoka. 1910
Nikolaj Gorlov. Natura morta con le uve e la teieraFonte: ufficio stampaNikolaj Gorlov. Natura morta con le uve e la teiera
Valentin Serov. La finestra. 1887Fonte: ufficio stampaValentin Serov. La finestra. 1887
Boris Kustodiev. Venezia. 1913Fonte: ufficio stampaBoris Kustodiev. Venezia. 1913
 
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Da qui il rifiuto, da parte dei professionisti nel settore, di un nome simile per il nuovo spazio espositivo. La maggior parte degli esperti la considerano una strumentalizzazione volta ad attirare il pubblico e ricordano l'autorevole professore e ricercatore del Museo Russo di San Pietroburgo Mikhail German. Nel suo libro "Gli Impressionisti: destini, arte, tempo", German delinea chiaramente la gamma di stile dell'Impressionismo definendolo "parigino" e appartenente a una peculiare pagina della storia della pittura francese (e solo francese!): gli anni '60 e '80 del XIX secolo, otto mostre dal 1874 al 1886, nomi concreti, destini, avvenimenti, problemi, fino all'esistenza di un gruppo più o meno stabile e, a tratti, persino di un'organizzazione di artisti".

Una raccolta ragionata

La collezione di Mints, presentata al pianterreno, si può definire ragionata. Non si vedranno qui grandi capolavori oggetto di offerte da milioni di dollari alle aste dedicate alla Russia a Londra. Tutte le migliori opere impressioniste di artisti russi di quel tempo sono ormai distribuite nei vari musei. Il miliardario, come dicono fonti di Rbth, non ha acquisito opere per più di 500mila dollari l'una (il prezzo di “Parco con laghetto” di Boris Kustodiev).

Ma il museo è pieno di opere piacevoli di piccole e medie dimensioni, perlopiù bozzetti, appartenenti ai primi nomi dell'arte russa. Ad esempio, qui c'è una "Venezia" atipica per Kustodiev, artista del “ritratto nazionale russo”; la "Finestra" di Valentin Serov, uno schizzo del ritratto della sua sposa Olga Trubnikova conservato alla Galleria Tretyakov; "Pista del ghiaccio Dinamo" di Petr Konchalovskij.

Inoltre, all'inaugurazione del museo è prevista una retrospettiva dell'artista ebreo Arnold Lakhovskij, vissuto perlopiù a Parigi e New York, allievo del famoso Ilya Repin e autore che rientra nella categoria dei "sottovalutati" o "ingiustamente dimenticati". Il museo ha intenzione di organizzare un'intera serie di mostre con nomi simili, promettendo almeno così nuove esperienze al pubblico.

Il museo si trova in Leningradskij Prospekt 15, edificio 11. Per maggiori informazioni: www.rusimp.su

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