Musica, il know how italiano per i violini del Museo Glinka di Mosca

Strumenti musicali in vetrina.

Strumenti musicali in vetrina.

: freemanphoto/ Flickr.com
Due preziosi strumenti del Settecento, un violoncello e un Santo Serafino di scuola veneziana, sono stati affidati al Museo del Violino di Cremona per una delicata opera di restauro

La cultura è da sempre uno degli ambiti in cui i rapporti tra Russia e Italia trovano terreno fertile. Ne è un esempio la collaborazione tra il Museo del Violino di Cremona e il Glinka Museum Consortium di Mosca. Ad unire le due città ci ha pensato, infatti, la musica. E in particolare due strumenti conservati nel museo moscovita che, per ritornare all’antico splendore, hanno bisogno della cura e della conoscenza del museo cremonese. 

Il legame tra i due musei è iniziato in realtà già qualche anno fa, quando, all’indomani dall’apertura dal museo cremonese, il direttore del Glinka contattò il direttore del Museo del Violino, Paolo Bodini, per proporgli un incontro conoscitivo nel quale parlare di possibili collaborazioni tra le due realtà.

“Si erano resi conto - spiega Paolo Bodini -, di avere una collezione grande e preziosa e che per migliorarla era necessario il nostro know how”. La relazione tra il Glinka e il Museo del Violino si è poi consolidata anche in occasione di una mostra che ha ospitato tre strumenti della collezione di Stato mai esposti prima, tra cui una viola di Stradivari del 1715.

In occasione della mostra, spiega Bodini, il Glinka “ci ha chiesto una consulenza perché avevano due violini in cattive condizioni e avevano intenzione di valutarne il restauro. Così alcuni esperti del nostro museo si sono recati a Mosca un anno fa e hanno valutato i due strumenti e preso accordi con il Museo russo”.

Se da una parte infatti il Glinka custodisce nella sua collezione oltre 300 strumenti, dall’altra il Museo del Violino vanta una grande e approfondita conoscenza del settore che ha affascinato gli amici russi al punto da chiedere una consulenza rispetto a un progetto a lungo termine che prevede il restauro dei due strumenti. 

Il Museo del Violino ha quindi deciso di fare da garante affinché il restauro di questi strumenti venga compiuto in maniera appropriata. Attualmente i due strumenti si trovano a Cremona e sono oggetto di un’attenta e dettagliata fase di studio che precede il vero e proprio restauro che sarà effettuato da una liuteria della città.

Nello specifico si tratta di un Santo Serafino del 1749 di scuola veneziana e di un violoncello databile 1750 e attribuito a Pietro Guarnieri. Il violoncello, che si trova in pessime condizioni, sarà anche oggetto di uno studio più approfondito volto a capire se si tratta effettivamente di un Guarnieri e, soprattutto, a decifrarne l’esatta data di costruzione. 

Dopo l’indagine scientifica e storica fatta dagli esperti del Museo, entrambi gli strumenti subiranno dei lavori molto particolari che dureranno oltre un anno. Una volta terminato il restauro, i violini saranno probabilmente esposti temporaneamente a Cremona per poi fare rientro al Glinka di Mosca.

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