Viaggio nella lingua russa

Libri di grammatica russa. Lyubov Tshilikova / RIA Novosti

Libri di grammatica russa. Lyubov Tshilikova / RIA Novosti

I casi e i verbi sono gli scogli principali per gli italiani che si avvicinano allo studio del russo. Ma, al di là delle apparenze, non mancano i tratti comuni che aiutano ad apprendere più agevolmente l'idioma di Pushkin. Un'esperienza nella Federazione può sicuramente aiutare ad acquisire dimestichezza
"Non ci sono suoni, sfumature, immagini e pensieri, siano essi semplici o difficili, che non sia riuscito a trovare, con precise espressioni, nella nostra lingua"

Konstantin Paustovskij, scrittore russo del Novecento

Conoscere una lingua non significa solo essere in grado di comunicare. Ma implica la capacità di comprendere una struttura di pensiero, una modalità di concepire la nascita delle frasi e della sintassi. In poche parole, è necessario sintonizzarsi su un modo di ragionare molto spesso diverso rispetto a quello di partenza. Da questo punto di vista, chi si avvicina allo studio del russo si ritrova a percorrere una serie di irti sentieri che solo la pratica e l'esercizio riusciranno a rendere meno ostici. 

"Siamo ben consapevoli del fatto che la lingua è un insieme di forma e contenuto. Un idioma straniero si apprende attraverso la forma, per arrivare poi ai concetti, alle idee". Irina Dvizova insegna lingua russa all'Università degli Studi di Firenze da 25 anni. E collabora con il Centro russo di scienza e cultura a Roma. "Per avvicinarsi allo studio dell'idioma di Pushkin - spiega Dvizova -, bisogna lasciarsi un po' andare, senza aver paura di fare errori: c'è bisogno di una certa apertura mentale". 

La parola d'ordine, quindi, è perseverare. "Sono due le difficoltà principali che incontrano gli studenti italiani - racconta Irina Kurlova, collaboratrice dell'Istituto di lingua russa e cultura dell'Università Mgu di Mosca -. Il primo scoglio è composto dai casi. Il secondo, dai verbi". La lingua russa presenta infatti sei casi, che declinano, e tre generi: maschile, femminile e neutro. Per quanto riguarda i verbi, non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che il russo comprenda solamente tre tempi verbali (presente, passato e futuro): la parte più ostica, infatti, sta nel fatto che i verbi sono accompagnati dall'aspetto (perfettivo e imperfettivo), che indica il processo o il risultato di un'azione. 

"Sono questi gli elementi più complessi per gli stranieri - dice Kurlova -, perché si tratta di costruzioni del pensiero che non appartengono al loro modo di ragionare. La stessa cosa vale per i verbi di moto: spesso forme come prishel, zashel, idti e khodit (vari modi per indicare "andare", ndr) sono intraducibili in altre lingue, se non attraverso perifrasi e giri di parole". 

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I ragazzi europei, però, non devono disperare: ai loro colleghi asiatici va molto peggio. Lo sa bene Maya Nakhabina, autrice di uno dei primi manuali sovietici di lingua russa per stranieri. "Gli studenti europei apprendono più velocemente rispetto ai giovani asiatici, che hanno un sistema linguistico totalmente differente dal nostro - spiega Nakhabina -. L'italiano, infatti, ha molti più elementi in comune con la lingua russa. Però c'è anche da dire che spesso gli studenti del Belpaese, grazie al fatto che sono molto chiacchieroni e si lanciano subito in conversazioni, fanno meno attenzione alla grammatica. E il rischio è quello che essa venga tralasciata, perché ci si accorge che si riesce ugualmente a comunicare, seppur a un livello abbastanza elementare". 

Uno studio costante, un buon insegnante e un valido metodo didattico sono le fondamenta indispensabili sulle quali costruire una solida conoscenza linguistica. "È importante studiare in piccoli gruppi - commenta Svetlana Persiyanova, insegnante dell'Istituto Pushkin di Mosca -. E poi, ovviamente, ritengo indispensabile recarsi sul posto per praticare.Tra gli studenti si nota subito chi ha studiato in Russia e chi no. Il rischio, altrimenti, è quello di non conoscere la lingua nella sua forma più viva. Chi non viaggia, tende a usare un registro più 'letterario', a utilizzare espressioni che nelle conversazioni di tutti i giorni non si sentono. Bisogna quindi capire che, se si vuole apprendere il russo, bisogna faresicuramente un'esperienza all'estero, in una delle fantastiche città del Paese: solo così si avrà la possibilità di entrare a diretto contatto non solo con la lingua viva, ma anche con la cultura, le tradizioni, la storia di un popolo. Insomma, con il vero spirito russo".

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Invece, per chi non puó lasciare il proprio Paese, l'Istituto Pushkin nell'autunno 2014 ha lanciato il portale: "Educazione in russo", unendo gli sforzi di più di 70 insegnanti. Il portale si compone di tre sezioni principali: "Russo come lingua straniera", per gli stranieri interessati allo studio della lingua russa; "Scuola russa", per gli scolari della Federazionee i loro genitori all'estero e "Scuola di sostegno professionale" per il miglioramento delle qualifiche degli insegnanti, dei filologi, dei linguisti nella sfera dell'insegnamento del russo come lingua straniera. 

"Vogliamo che il portale diventi una risorsa per le università, per le facoltà di lingua straniera, per i centri di formazione e verifica, per i licei e le scuole dove sia presente l'insegnamento della lingua russa. Si tratta di un sistema che propone l'insegnamento della lingua russa dai primi passi al perfezionamento", ha detto il direttore dell'Istituto Margarita Rusetskaja. Attualmente sul portale ci sono oltre 300mila utenti iscritti. "Poi vi sono 10-15mila persone circa che si sono iscritte ad altri programmi, come quello di miglioramento delle qualifiche per i pedagoghi", conclude Rusetskaja.

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