Il futuro animato

"Il mio alce personale" (2013) di Leonid Shmelkov

"Il mio alce personale" (2013) di Leonid Shmelkov

archivio personale
Disegni che prendono vita. Fotogrammi che, susseguendosi, abbandonano la statica freddezza delle immagini per convertirsi in piccoli capolavori in movimento. Senza tempo. Ci solo voluti anni, ma finalmente l’animazione russa è riuscita a conquistare il pubblico italiano. Che oggi ha la possibilità di ammirare alcuni tra i lavori più interessanti del cinema d’animazione russo. Tappe a Bari, Roma e Milano

Si tratta di uno dei brand che non conosce crisi. Perché nessuna congiuntura economica può fermare l'immaginazione. Il Grande Festival del Cartone Animato compie nove anni e come sempre travalica i confini della Federazione. E arriva in Italia: oggi a Bari, a Roma il 6 dicembre e a Milano l'11 e il 12 dicembre. Con un merito particolare: quello di aver realizzato alcuni dei prodotti migliori per la famiglia e per i bambini. Basta menzionare la serie "Masha e Orso", nota e molto apprezzata anche dal pubblico italiano.

La forza dell’animazione russa sta soprattutto nella sua tradizione consolidata. Un passato in grado di illuminare il presente "tecnologico" in cui si muovono i prodotti legati all'animazione. Una parte proviene dallo studio "Pilot", fondato agli inizi degli anni Novanta da Aleksandr Tatarskij. Infatti, "Masha e Orso" è frutto dell'immaginazione di un ex assistente dello studio "Pilot", Oleg Kuzovkov. Alcune delle edizioni più di successo sulle vicende della birichina Masha e dell'orso buono sono state create da un altro "ex-Pilot", Oleg Uzhinov, che a Bari racconterà il proprio metodo di lavoro.

"La neve sull'erba", il libro scritto da Yurij Norshtejn, è il manuale di riferimento per ogni animatore in Russia. Fonte: archivio personale

La tradizione e il passaggio dal cinema d'animazione sovietico a quello russo, dall'animazione d'autore a quella commerciale rappresentano, per i partecipanti di questo intero processo, un concetto chiave, mentre la sfida principale è quella di raccontare temi e soggetti che sono eternamente all'ordine del giorno con l'aiuto di tecnologie nuove, adattando i vecchi formati a quelli attuali. Una delle esperienze più positive in questo senso è stata la messa a nuovo dell'almanacco "Allegro carosello" ("Veselaja karusel"), lanciato dal noto studio Soyuzmultfilm a partire dal 1969. Purtroppo, a differenza dei tempi sovietici, i cortometraggi d'autore non trovano grande distribuzione né in Russia, né all'estero, nondimeno, a volte sorgono progetti molto grossi.

Uno dei personaggi del cartone "Offesa" (2013) di Anna Budanova. Fonte: archivio personale

Nonostante la grande attenzione rivolta all'animazione per bambini, i registi russi non dimenticano che il loro cinema è destinato anche a un pubblico adulto. Ne è testimonianza il film di Konstantin Bronzit "Non possiamo vivere senza lo spazio" ("My ne mozhem zhit bez kosmosa"), appena entrato nella short list dei candidati all'Oscar. 

Purtroppo, proprio per via del fatto che il film si trova ora in lista, non potrà essere presentato agli spettatori italiani che dovranno aspettare i mesi successivi alla premiazione dell'Academy. 

"Brutus" (2014) di Svetlana Filippova. realizzato su carta carbone. Fonte: archivio privato 

Ma nel programma per gli adulti sono previsti non pochi altri splendidi cortometraggi, come ad esempio, il vincitore del premio del festival Berlinale "Il mio alce personale" ("Moj lichnyj los") di Leonid Shmelkov, il vincitore di Annecy "Offesa" ("Obida") di Anna Budanova e l'affascinante "Brut" di Svetlana Filipova. Una schiera di prodotti che rendono l'animazione in Russia un settore da tenere d'occhio. Da critici e soprattutto dal pubblico. 

L'autrice è una critica specializzata in film d'animazione, nonché direttrice del programma "Il grande festival dei cartoni animati"

L'articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Rbth del 3 dicembre 2015

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