Bambini, ora arrivano i russi!

Disegno illustrato

Disegno illustrato

Anastasia Arkhipova
Due illustratori e uno scrittore della Federazione sono in lizza all'Astrid Lindgren Memorial Award, il premio più prestigioso per il contributo allo sviluppo della letteratura per i più piccoli. Ecco cosa li ha portati verso il successo

Anastasija Arkhipova

Arkhipova, classe 1955, è nata a Mosca da una famiglia di artisti. Suo padre e suo nonno erano grafici editoriali. Ancora ai tempi degli studi universitari presso l'istituto d'arte moscovita intitolato a Surikov, avviò una collaborazione con la più storica casa editrice di letteratura per l'infanzia, “Detskaja literatura”, dove vennero pubblicati i primi libri da lei illustrati: “La regina delle nevi”, “La principessa sul pisello”, “Gianbabbeo”, “L'acciarino magico” e “Il soldatino di stagno” di Andersen; “Il borghese gentiluomo” e “Tartufo” di Jean-Baptiste Molière; “Le fiabe degli scrittori russi” e molti altri. Nel 1895 Arkhipova realizzò i disegni per l'edizione tedesca “Schreiver Verlag”, “Le fiabe di Andersen” e “Le fiabe dei fratelli Grimm”: questi libri vennero pubblicati in molti Paesi del mondo, dalla Scandinavia al Brasile, e le loro illustrazioni vennero più volte riconosciute come le migliori rappresentazioni di fiabe classiche. Mostre dei disegni dell'artista si sono svolte con successo a Bologna, Barcellona, Parigi, in alcune città della Germania. Il segreto di tanto plauso da parte del pubblico sta nel fatto che i suoi finissimi acquerelli sono caratterizzati da uno stile irripetibile: si tratta di immagini classiche magistralmente eseguite, con liricità e morbidezza del tratto. Il suo è proprio quel caso unico in cui il lavoro dell'illustratore coesiste allo stesso livello con l'opera letteraria, senza cederle il passo per forza espressiva.

Anastasia Arkhipova per Dikkens "La Notte di Natale"

Sergej Ljubaev

Ljubaev, come Arkhipova, appartiene ai più famosi e riconosciuti illustratori della Russia. È uno dei pochi artisti librari contemporanei che ha reso il libro un'opera totale, che racchiude in sé l'idea ispiratrice, la costruzione, l'ordine, il carattere dello scritto e delle immagini.

Ljubaev si occupa della presentazione formale e del design del libro per le migliori case editrici russe dal 1984: sue sono le illustrazioni dei libri di Tolkien, Kipling, Aleksandr Blok, Gogol, Esenin, Chukovskij, Lev Tolstoj, Perelman, Mark Twain e molti altri. Spesso, le edizioni illustrate da Ljubaev diventano oggetti da collezionismo che non lasciano indifferenti neppure gli adulti. Così, ad esempio, è avvenuto per i due tomi di Mark Twain “Le avventure di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn” che richiesero all'artista un lavoro di due anni. Questa edizione è unica per la quantità di illustrazioni realizzate nella tecnica mista dell'autore: 1.500 in totale, fra disegni a pastello, collages con l'utilizzo di fotografie, incisioni rarissime e grafica a stampa del IX secolo. Gli appunti ai margini, una vecchia cartolina, il ritratto della zia Polly, ricostruiscono il variopinto diario di avventure di ragazzini, le cui peripezie continuano ad entusiasmare a due secoli di distanza.

Sergej Liubaev. Tom Sawuer/ arbor.ru  

Artur Givargizov

Affermato maestro di racconti umoristici, poeta per bambini i cui versi fanno ridere anche gli adulti. Viene spesso identificato come l’erede della tradizione di Daniil Kharms, Kornej Chukovskij e Samuil Marshak. Il primo racconto venne pubblicato nel 1997 nel giornale “Satirikon”. Da allora, i suoi versi e la sua prosa breve compaiono regolarmente nelle più varie edizioni periodiche per bambini. Il primo libro, una raccolta di poesie intitolata “Il mio povero Sharik”, è uscito nel 2002. Fino ad oggi ha pubblicato 20 libri, fra cui una raccolta di pièces e sette antologie poetiche. Di formazione, Givargizov è musicista professionale (ha terminato l'istituto musicale presso il Conservatorio di Mosca portando a termine il corso di chitarra).

Leggendo i suoi versi emerge la sua natura di autentico poeta, malandrino e incantatore che riesce a capire i bambini come nessun altro ed è sempre in sintonia con i propri lettori. Per questo fatto i genitori possono non amarlo del tutto e definirlo “antipedagogico”. In compenso, i piccoli lettori non possono certo rimproverarlo di essere noioso.

Il suo secondo libro “Appunti di un pessimo scolaro di successo” (“Zapiski vydajushchegosja dvoechnika”) forse può essere riconosciuto come il più popolare in Russia; in questa raccolta ci sono più di 70 miniature umoristiche i cui protagonisti sono i bambini e i genitori, gli allievi e gli insegnanti, i secchioni e i somarelli.

Artur Givargizov.Tricheco, insegnante e poeta.

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