San Pietroburgo, una città in libri

Vista sulla città di San Pietroburgo

Vista sulla città di San Pietroburgo

Ajay Kamalakaran
Il Festivaletteratura di Mantova porta in Italia una fetta di Russia: fino al 13 settembre sarà disponibile, in libera consultazione, una bibliografia dedicata alla Venezia del Nord. Un viaggio in quell'affascinante città che ha ispirato moltissimi scrittori. Il curatore Gian Piero Piretto: "Vorrei che restasse la voglia di leggere qualcosa, magari titoli scarsamente noti"

Immergersi nell’atmosfera di San Pietroburgo leggendo un libro. Così, semplicemente. Accade in questi giorni al Festivaletteratura di Mantova (9-13 settembre 2015) attraverso i 56 libri della bibliografia in libera consultazione selezionati da Luca Scarlini e Gian Piero Piretto per il focus "Una città in libri: San Pietroburgo". Una selezione che comprende libri russi e non russi i cui personaggi si muovono tra le strade, i palazzi, i cortili e, soprattutto, nella società dell’antica capitale russa che, spiega Piretto, docente di cultura russa all’università di Milano, “nelle intenzioni di Pietro il Grande doveva aprire la famosa finestra russa sull’Europa. Una finestra che oggi Putin sembra voler chiudere così da far ritornare in auge il problema Russia-Occidente. Per questo Scarlini, cui si deve la paternità della decisione, ha pensato che parlare di San Pietroburgo potesse essere la scelta opportuna”.

Come avete costruito la bibliografia?

Luca (Scarlini, ndr) aveva elaborato una sua lista. Io l’ho integrata proponendo alcune modifiche e sostituzioni. Infine abbiamo allargato ai giovani ricercatori di letteratura slava, presenti anche a Mantova per commentare i libri a chi lo desidera, di segnalare sulla base del loro interesse anche autori di studi recenti sulla città letteraria. Naturalmente qualunque scelta è riduttiva, magari chi verrà a trovarci cercherà qualcosa che non abbiamo previsto, mentre alcuni testi che avremmo voluto inserire sono ormai quasi irreperibili in traduzione italiana. In quest’ultimo caso non ci è sembrato giusto portare qui gli originali in lingua russa poiché avrebbe cambiato il taglio dell’iniziativa che vuole essere divulgativa e stimolare interesse. Le prime 300 copie della bibliografia sono andare esaurite in men che non si dica.

I libri esposti al Festival (Foto: Mariella Caruso)

Nella vostra bibliografia qual è il libro più classico e quale quello più inconsueto?

Come si fa a scegliere tra Dostoevskij, Pushkin e Gogol? Se proprio devo scelgo il primo perché la prima San Pietroburgo, per me, è quella Dostoevskijana. Tra i più insoliti quei romanzetti non di livello molto alto, che però hanno dato un contributo sul discorso politico. Ci sono storie d’amore contrastate perché i cattivi bolscevichi avevano spaccato in due la coppia. Oppure Sacher Masoch che in “Diderot a Pietroburgo” scrive una storia tutta sua utile per capire l’importanza dei rapporti fra l’Europa e Caterina II. Poi c’è il “Diario proibito. La verità nascosta sull’assedio di Leningrado” di Olga Berggol’c, ovvero la voce di Leningrado durante i 200 giorni dell’assedio alla città, ma anche colei che ha registrato minuziosamente ogni cosa in un diario che teneva sotterrato nel giardino.

Sulle orme interattive
di Delitto e Castigo

Cosa le piacerebbe restasse a chi passa dallo spazio mantovano dedicato a San Pietroburgo?

Non certo il desiderio di andare a fare un viaggio nella San Pietroburgo turistica all’inseguimento del grande fascino delle notti bianche che, come sottolinea la letteratura da Dostoevskij in poi, sono fonte di disagio, suscitando non soltanto incanti estetici, ma anche profondi turbamenti psicologici. Mi piacerebbe che restasse la voglia di leggere qualcosa, magari titoli scarsamente noti, alcuni dei quali reperibili soltanto in biblioteca. Non ci illudiamo che questa sia una proposta esaustiva, ma se riuscissimo a stimolare in qualcuno la voglia di prendere uno di questi libri e leggerlo, per noi sarà una grande soddisfazione.

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