Eros, in Russia il tour è “Perfetto”

Da Mosca a Novosibirsk, con il suo ultimo lavoro discografico Ramazzotti si prepara a salire sui palcoscenici dell’est: “Amo le sfide. Per me sarà un’esperienza unica”. L'appuntamento è per la primavera del 2016
Eros Ramazzotti (Foto: ufficio stampa)

Per il suo prossimo tour Eros Ramazzotti si esercita ripetendo “da”. Il cantante romano, amatissimo in Russia dove con il suo album “Noi” ha conquistato il triplo platino, sta cominciando ad allenare il suo russo per i suoi prossimi impegni dal vivo che nella primavera del 2016 lo porteranno ad attraversare diversi paesi dell’ex Urss. Ad annunciarlo è stato lo stesso Ramazzotti nel corso della conferenza stampa di lancio di “Perfetto”, il suo nuovo album pubblicato lo scorso 12 maggio, alla quale ha partecipato anche una rappresentanza della stampa russa. In quell’occasione l’interprete di “Una storia importante” ha rivelato le dodici città russe e delle ex repubbliche sovietiche in cui farà tappa con il suo “Perfetto Tour”. Tra queste c’è Mosca, dove si esibirà il 2 aprile al Crocus City Hall, Ekaterinburg, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Omsk, Tchelyabinsk, Kazan, Voronezh, Krasnodar e Tbilisi, Baku e Minsk.

Si tratta di un impegno molto importante che renderà felici i tuoi fan della Federazione Russa. Come ti muoverai tra una tappa e l’altra?

Non so ancora. Sicuramente non userò esclusivamente l’aereo perché si tratta di un’esperienza unica per me. Anzi, forse è la prima volta per un cantante italiano, non so se c’è stato qualche altro artista che abbia fatto un tour di questo genere in questi Paesi. Mi piacerebbe anche girare del materiale video del viaggio e dei concerti che poi potrebbe diventare un documentario che lo racconti.

Come sarà il tour di “Perfetto” che debutterà a Rimini il prossimo 12 settembre?

A me piace l’idea di far sentire la musica, per questo l’impatto sonoro sarà fondamentale. Naturalmente anche la mia voce è importante e anch’io, fisicamente, dovrò mantenermi in forma per dare il massimo in ogni spettacolo. Non dimentico mai che per venirmi a vedere la gente paga un biglietto ed è giusto che riceva in cambio quello che si aspetta.

Perfetto è un disco “d’autore”. Perché hai deciso di seguire una strada diversa dal solito?

A me piacciono le sfide, amo cantare belle canzoni e fondere l’arte e le radici italiane con l’internazionalità dei suoni. Così stavolta ho voluto chiamare attorno a me collaboratori provenienti dalla canzone d’autore: Kaballà, Francesco Bianconi, Federico Zampaglione, Mogol e Pacifico. Ho trovato in loro una bellezza e una freschezza di scrittura di cui avevo bisogno alla mia “tenera” età. 

La copertina del nuovo album (Foto: ufficio stampa)

Anche i suoni sono molto diversi…

Sono un ragazzo degli anni ’70 legato alla tradizione e per questo ho deciso di fare un disco suonato, senza elettronica. Oggi i dischi, pur essendo belli, sono un po’ freddi, tutti uguali: così ho deciso di tornare alle radici. Tutto questo lo faccio anche per i miei fan.

Non hai paura di spiazzarli?

In una canzone l’importante è ciò che vuoi dire, poi puoi vestirla in tanti modi.

I giornalisti della stampa russa ti hanno fatto i complimenti per “Alla fine del mondo”, che tra le nuove canzoni è la più distante dal tuo stile…

Sono contento che in Russia sia piaciuta, perché in tanti hanno storto il naso, ma io mi sono trovato molto bene dentro quest’arrangiamento un po’ country. Anche Cose della vitaPiù bella cosaAurora e Fuoco nel fuoco, quando uscirono, erano diverse dalle mie solite cose. Però, tolta Alla fine del mondo, “Perfetto” è decisamente ramazzottiano.

Perché hai scelto “Perfetto” come titolo del disco?

Non perché sia convinto che il disco lo sia. “Perfetto” è autoironico, perché nulla è perfetto. Ed è anche un intercalare italiano molto riconoscibile all’estero, Russia compresa. Non è un caso che la grafica sulla copertina non sia del tutto perfetta. 

Infatti nella copertina di “Perfetto” hai rovesciato la R del titolo facendola sembrare la lettera dell’alfabeto cirillico “я”…

Davvero? Che figata! Magari venderò di più in Russia (sorride). Però girare la R è stato, appunto, un espediente per contrastare anche visivamente la perfezione che non c’è.

Quello che c’è in “Perfetto” è tanto amore…

Perfetto è un viaggio nell’amore di cui ho voluto parlare in maniera originale senza riferirmi solo all’amore per una donna o per i figli. Però rispecchia molto il mio stato d'animo di adesso.

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