Il cinema per oltrepassare gli stereotipi

Il pubblico in sala (Foto: Anton Churochkin/Rbth)

Il pubblico in sala (Foto: Anton Churochkin/Rbth)

Al via il Nice, il festival che porta a Mosca e a San Pietroburgo il cinema italiano. Abbiamo incontrato Paolo Genovese e Sabrina Impacciatore

L’evento è di quelli da non perdere. La diciottesima edizione del festival Nice (New Italian Cinema Events) porta a Mosca e a San Pietroburgo una buona rassegna dei nuovi film italiani. Commedie, drammi, thriller e persino un film d’animazione. Il meglio del cinema italiano. A inaugurare la kermesse l'attrice Sabrina Impacciatore e il regista Antonio Morabito, al festival con la commedia “Sei mai stata sulla Luna”. RBTH ha incontrato la madrina del festival e il regista Paolo Genovese. 

Il cinema come specchio della società

“Ho partecipato al Nice anche in passato”, dice il regista Paolo Genovese. “Sono stato a New York e San Francisco. E trovo che sia molto importante per un autore confrontarsi con spettatori di altre nazionalità. Quando vai all’estero riesci a capire se la storia che hai raccontato ha un valore universale o no”. Ancora: “Presentare i propri film è molto importante anche per poter conoscere realtà diverse da quelle italiane”, continua Genovese. “È molto importante per un autore conoscere gli altri paesi attraverso gli occhi dei registi lo raccontano”. Il parere del regista è simile all'opinione della Impacciatore: “L’idea di poter presentare il film addirittura in Russia, luogo di una cultura così affascinante e così lontana, sicuramente ha un'importanza enorme per me. E quello che mi affascina è la reazione del pubblico. In una commedia, per esempio, culture diverse si divertono in momenti diversi”.

L’attrice Sabrina Impacciatore, madrina del festival, insieme a Naum Kleiman, storico del cinema (Foto: Anton Churochkin/Rbth)

"Il cinema russo? Nessuno lo conosce"

Grazie ai numerosi festival il pubblico russo studia il cinema italiano, ma questo scambio purtroppo non è reciproco. «Zvyagintsev? Non lo conosco”, confessa il regista. “Forse il cinema russo non riesce a essere esportato. Magari non arriva in Italia. Come tanto cinema italiano che non arriva all’estero”. L’attrice lo conferma: “In Italia il cinema russo purtroppo non è distribuito. Noi in Italia abbiamo problemi di distribuzione: ci sono pochissimi film stranieri. Arrivano soprattutto i film americani. Negli ultimi anni c’è stata un'apertura al cinema francese: ma arrivano solo quelli che hanno fatto grandi incassi”.

Innamorata di Mosca in un giorno

Poi le note personali. La Impacciatore vede Mosca come un posto dei sogni: “Sono arrivata soltanto ieri. Ho l’albergo vicino alla Piazza Rossa ed ieri ho posato le valige e sono corsa a vederla. Mi sono emozionata molto. Quasi fino alle lacrime…”. L'attrice continua: “Poi di notte sono andata in giro per la città. Le cupole d’oro, l’illuminazione suggestiva... È veramente tutto molto bello”. Sabrina racconta le sue impressioni sui russi. “Sono affascinata. Sono stata colpita dall’attenzione della stampa: c’era una grande partecipazione e le domande erano intelligenti”. E non è mancata una considerazione quasi universale: “Mi sembra che una delle caratteristiche dei russi sia quella di parlare in maniera romantica. Sembra che ci sia un contatto particolare con la parte poetica della vita”.

Il festival si svolge al cinema Illusion di Mosca (Foto: Anton Churochkin/Rbth)

Gli stereotipi

Seguendo il tema del carattere russo, l’attrice fa un'osservazione. “L’unico stereotipo che avevo prima era quello sulla vodka. E ho visto quanto un russo può bere rispetto a un italiano e non c’è neanche un paragone. É proprio incredibile. Ma in questo momento magari in Italia lo stereotipo del russo è quello dell’uomo molto ricco, facoltoso, di potere e che può comprarsi tutto, molto più degli italiani che sono poverissimi. A volte quando vede una cosa molto costosa dice: “Va be’, questa solo un russo la può comprare”.   

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