Leggere in trincea

Durante la Seconda Guerra Mondiale in Russia si continuavano a pubblicare libri e le biblioteche erano sempre aperte. Nel corso di quegli anni, fecero la loro comparsa le nuove edizioni di Pushkin, Dante, Plutarco, le note di Rachmaninov e persino l'album dell'artista russo Karl Brjullov. Una mostra celebra quel periodo

Soldati al fronte (Foto: ufficio stampa)

Il mondo dei libri in periodo di guerra era decisamente speciale. Nonostante le difficoltà, si leggeva molto e si aprivano biblioteche. Nell'oblast' di Mosca, negli anni della Grande guerra patriottica ne vennero aperte 200. “Il bibliotecario assunse allora molte nuove funzioni. Ad esempio, se l'edificio veniva colpito da una granata, tutti i libri rimasti integri dovevano essere raccolti e distribuiti in altri istituti", racconta la curatrice della mostra, Elena Arlanova. "Più tardi, furono gli impiegati stessi delle biblioteche ad andare dove si scavavano le trincee per leggere ad alta voce i libri, o ancora negli ospedali”. Per far sì che ai soldati fosse più semplice consultare i libri in quelle difficili condizioni, molte edizioni uscirono in formato tascabile. “Osservate con attenzione questa brochure - mostra la curatrice -. Si tratta di un'edizione speciale per i soldati, una raccolta di detti del leggendario generale Suvorov. Come vedete le dimensioni sono quelle di una tasca o di un borsello. Secondo l'opinione di un mio conoscente veterano, la guerra l'hanno vinta non gli artiglieri o i capicarro, ma i commissari politici che li preparavano alla lotta, sostenevano il loro stato d'animo e spirito”.

I classici e la politica

Negli anni della guerra venivano pubblicati diversi generi di letteratura. Da un lato, molte opere filosofiche e politiche: testi di Bismarck, la “Diplomazia” di Harold Nicholson, il “Mondo “ di Tardieu, Plutarco, “La storia della filosofia in due volumi”, alcune opere sulla Guerra patriottica del 1812 o sugli scontri fra tribù slave e tribù germaniche. Dall'altro, molte opere classiche: testi di Shakespeare, Pushkin, Dante, Maksim Gorkij, Dickens e Tolstoj. Vi furono inoltre edizioni del tutto inaspettate. Tra le altre, volumi dedicati al “Giardinaggio decorativo” e alla “Caccia”. In questo periodo uscivano anche libri la cui pubblicazione non era affatto urgente, ma poteva benissimo essere rinviata. Ad esempio, alcuni tomi della “Grande Enciclopedia Sovietica”, l'album dei lavori artistici di Karl Brjullov o ancora le basi della composizione musicale. Uscivano le ristampe di musica delle opere classiche: Glinka, Rimskij-Korsakov, Rachmaninov.

La mostra, che raccoglie i volumi editi dal 1941 al 1945 e conservati nelle biblioteche moscovite, verrà allestita nella biblioteca Chernyshevskij. Qui saranno presentati 348 libri provenienti da 18 diversi istituti.

Frasari per i soldati

Oltre ai libri riguardanti la guerra e la diplomazia, l'epoca richiese evidentemente anche la pubblicazione di dizionari e frasari: spostandosi, l'armata russa si ritrovava in altri paesi: bisognava dunque essere in grado di comunicare con la popolazione locale. E così, seguendo la storia di certe edizioni, è possibile ricostruire gli spostamenti degli eserciti: vocabolario di russo-polacco, romeno-russo, turco-russo, giapponese-russo. Veniva pubblicata anche la letteratura in lingua dei popoli dell'Unione Sovietica, ciò permetteva alle persone di leggere in lingua madre le opere dei propri scrittori, dando al contempo la possibilità di conoscere le culture di chi combatteva al loro fianco, spalla a spalla. Erano attive più di dieci case editrici, molte delle quali furono fatte evacuare. I libri, tuttavia, continuavano a essere pubblicati.

Come ha spiegato a RBTH l'esperto di letteratura di guerra, Boris Leonov, il conflitto aveva apportato molte novità nella letteratura russa, innalzandone anche il valore. “Questo periodo ci ha regalato un intero strato di letteratura militare divenuta un classico e al quale si è ispirata in seguito tutta la creatività del XX secolo - sostiene Leonov -. Fecero la loro comparsa anche molte opere poetiche, romanzi, racconti sulla guerra. Parte di tutto ciò venne edito proprio negli anni di guerra”. Durante la Grande guerra patriottica i libri erano a grande richiesta, la cultura era verbale. “Ora tutto questo non è più possibile: la gente ascolta perlopiù musica e guarda film. Il libro ha smesso di essere la base della cultura”, riassume lui.

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