La Russia e l'Unesco: 60 anni di collaborazioni

Il segretario esecutivo della Commissione russa degli Affari dell’Unesco, Grigory Ordzhonikidze (Foto: Vladimir Trefilov / RIA Novosti)

Il segretario esecutivo della Commissione russa degli Affari dell’Unesco, Grigory Ordzhonikidze (Foto: Vladimir Trefilov / RIA Novosti)

Come si svilupperanno i rapporti con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura? Quali altri siti russi verranno inseriti? L’intervista al segretario esecutivo della Commissione russa, Grigory Ordzhonikidze, che spiega perché la chiusura della sede moscovita non avrà ripercussioni sulle relazioni tra la Federazione e l’Unesco

Nel 2014 la Russia ha festeggiato i 60 anni dalla sua adesione all’Unesco. Rbth ha intervistato il segretario esecutivo della Commissione russa degli Affari dell’Unesco, Grigory Ordzhonikidze, per capire meglio il lavoro dell’organizzazione. 

La Russia e l'Unesco

I siti russi che fanno parte del patrimonio mondiale dell’Unesco sono: il centro storico di San Pietroburgo e i complessi monumentali ad esso legati; il complesso architettonico Kizhi; il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa; i monumenti storici di Novgorod e i suoi dintorni; il complesso storico-culturale delle isole Solovky; i monumenti in pietra bianca di Vladimir e Suzdal; il complesso architettonico del monastero della Trinità di San Sergio.

L’Unesco chiuderà i propri uffici a Mosca nel 2015. Per quale motivo? Come si svilupperanno i rapporti tra la Russia e l’organizzazione?

Credo che la chiusura della sede moscovita dell’Unesco non possa che avere effetti positivi: inizialmente era stata creata per favorire la partecipazione delle repubbliche ex sovietiche alle attività dell’organizzazione. L’ufficio ci ha permesso di realizzare nuovi progetti su questo vasto territorio. Dopo il crollo dell’Urss, questa necessità è venuta meno. Soprattutto perché si riconosce che la Commissione russa degli Affari dell’Unesco è tra le strutture nazionali più forti tra quelle che coordinano i lavori dei paesi con l’organizzazione. Nel 2004 la Commissione era diretta dal ministro degli Affari Esteri Sergei Lavrov e ha ottenuto lo status governativo. 

In questo senso la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, ha accettato la chiusura dell’ufficio moscovita nel 2011. Una decisione che non ha niente a che vedere con le sanzioni anti-russe o con motivazioni politiche. I fondi liberi, inizialmente destinati al sostegno dell’ufficio, potranno ora essere inviati dall’Unesco a quei paesi in via di sviluppo che non dispongono di commissioni forti come le nostre. 

Quali altri siti pensa di proporre la Commissione russa nel 2015? 

In “lista d’attesa” ci sono oltre 20 luoghi russi di interesse culturale e naturale. In primis, ci sarà il Cremlino di Pskov. Il complesso si chiamerà “Grande Pskov” poiché comprende anche la l’antica fortezza d’Izborsk. 

L’Unesco celebrerà il 70esimo anniversario nel 2015. La Commissione prevede di organizzare qualche manifestazione in particolare? 

Sì, abbiamo delle idee concrete per questa ricorrenza. Il prossimo Forum culturale internazionale di San Pietroburgo - giunto alla quarta edizione - sarà dedicato all’Unesco. Sarà un’ottima opportunità per attirare l’attenzione del pubblico sul lavoro dell’organizzazione e per mettere in luce i settori legati alle sue attività. Sarà una grande manifestazione internazionale che coinvolgerà tutti i programmi dell’Unesco in Russia. 

Qui la lista completa dei luoghi russi appartenenti all'Unesco

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