Roma rivive la poesia di Pushkin

I partecipanti del Gran Ballo Russo nel salone dell’Hotel St. Regis di Roma (Foto: Simone Ghera, fotografo ufficiale dell'evento)

I partecipanti del Gran Ballo Russo nel salone dell’Hotel St. Regis di Roma (Foto: Simone Ghera, fotografo ufficiale dell'evento)

Viaggio nel tempo al Gran Ballo Russo, dove si è reso omaggio allo scrittore e al suo capolavoro Eugenio Onegin. In sala, anche la trisnipote di Pushkin

Se in Russia il 2015 è stato proclamato dal Presidente Vladimir Putin l’Anno della Letteratura, in Italia il Gran Ballo Russo, svoltosi sabato sera a Roma presso l’Hotel St. Regis, non poteva che essere dedicato a questa nobile arte e in particolare a una delle sue penne più celebri: Aleksandr Pushkin.

 
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Un omaggio focalizzato soprattutto sull’opera “Eugenio Ogenin” e reso ancora più emozionante dalla presenza in sala della trisnipote di Pushkin, la soprano Natalia Pavlova, accompagnata al ballo dal pittore e scrittore italiano David Colantoni, che, tra le altre sue esposizioni, vanta quella alla “Miami Biennale” negli Stati Uniti con la sua opera “The pietà in ground zero”.

“È un onore per me essere qui stasera come discendente diretta di Pushkin. Sono felice di essere in questo luogo bellissimo e molto allegro e di vedere ancora una volta come la cultura russa è molto rispettata e apprezzata in Italia nonostante questo momento storico difficile. Adesso solo l’arte e la bellezza possono salvare il mondo”, afferma Natalia Pavlova citando Dostoevskij.

La trisnipote di Pushkin, la soprano Natalia Pavlova (Foto: Simone Ghera, fotografo ufficiale dell'evento)

Dal trisavolo Pushkin, l’arte ha raggiunto Natalia attraverso una catena ereditaria che ha coinvolto, tra gli altri, la nonna, Maya Pushkina, cantante lirica che vive in Italia, e la mamma, Vera Pavlova, poetessa che vive a New York.

 
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Prima di aprire le danze e dopo il saluto degli organizzatori Nino Graziano Luca, direttore artistico e presidente della Compagnia di danza storica, e Yulia Bazarova, responsabile di “Eventi Rome” e promotrice della cultura russa in Italia, il Gran Ballo Russo dà il benvenuto agli ospiti proprio con un’esibizione di Natalia Pavlova insieme con le altre due soprano, Yulia Zhukova ed Ekaterina Giuliani, e la pianista Mirella Zuccarini. La kermesse italo-russa, tutta al femminile, si esibisce al centro dello sfavillante Salone Ritz, che accoglie i suoi partecipanti, giunti a centinaia da tutta Europa e dalla Russia, avvolgendoli con la bellezza delle sue marmoree colonne corinzie e dei meravigliosi affreschi del soffitto a volte impreziosito dai luccicanti lampadari che splendono sopra le teste degli artisti e dei danzatori in abiti d’epoca.

Un momento del ballo (Foto: Simone Ghera, fotografo ufficiale dell'evento)

È davvero ammirevole la cura dei dettagli con cui è stata ricostruita l’atmosfera dell’ambientazione dell’800 russo e dei suoi celebri romanzi: dal vestiario alla musica, adottando come filo conduttore la doppia componente italo-russa in ogni aspetto dell’organizzazione. A riportarci alla realtà sono le decine e decine di tablet, Ipad, telefoni cellulari che le dame e i cavalieri tengono in alto, stretti tra i loro guanti bianchi o di pizzo, al di sopra di merletti e stemmi, per immortalare i momenti della serata. Oltre agli intermezzi musicali, ad arricchire questa terza edizione del Gran Ballo Russo sono stati anche i reading dedicati all’Eugenio Onegin di Pushkin, realizzati come un intreccio di musica e recitazione.

E così, come se le pagine del capolavoro dello scrittore russo si fossero materializzate, i partecipanti hanno potuto assistere al momento in cui Eugenio, interpretato dall’attore Vincenzo Bocciarelli (a molti noto soprattutto per la serie tv “Orgoglio”), ritorna da Tatiana, interpretata dall’attrice russa Alena Gromova, la quale, sebbene ancora innamorata di lui ma ormai sposata, lo rifiuta per restare fedele a suo marito. Tutto ciò avviene sulle note dell’Eugenio Onegin di Tchaikovskij suonate da una chitarra e un violencello e cantate dalle tre soprano che, come le tre Moire che intessono il destino della vita degli esseri umani e poi ne tagliano il filo decretandone la morte, alla fine si allontanano dalla scena anticipando l’addio tra i due amanti.

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