Mosca, capitale dell'Art Decò

La collezione del museo Okrojan, che comprende oltre 700 sculture di un'epoca leggendaria, è stata valutata 100 milioni di dollari

L'uomo d'affari e gallerista Mkrtich Okrojan iniziò a raccogliere la propria collezione di opere d'arte alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. Come spesso avviene, i suoi primi sporadici acquisti resero la collezione estremamente eclettica: essa comprende infatti opere di Ajvazovskij, Savrasov, Goncharova, Bakst, Sudejkin, oggetti d'arte decorativa applicata, mobili e stoviglie di varie epoche e stili. Ma, come racconta il collezionista, "una vera e propria passione per l'art déco mi prese fin dal principio, ed ebbe inizio dall'architettura". Verso la fine degli anni Novanta Okrojan si è concentrato sulla ricerca di sculture rare, opere pittoriche e mobili di quel periodo.

 
Foto: Museo dell'Art Decò

Oggi la collezione vanta oltre settecento sculture dei maggiori maestri europei dell'art déco, tra cui diverse opere di Dimitri Chiparus e Ferdinand Preiss, Claire Colinet e Bruno Zach, che costituiscono il nucleo dell'esposizione museale. La collezione di Okrojan è considerata una delle più vaste al mondo. Alla vigilia dell'inaugurazione ufficiale Rbth ha selezionato nella collezione del nuovo museo dieci pezzi forti da non perdere.

Jean Dunand. "La caccia". 1935 circa.

Si tratta di una copia d'autore di dimensioni ridotte del panneau realizzato per la sala fumatori dei passeggeri di prima classe del leggendario transatlantico francese Normandie. La nave venne definita "uno splendido museo galleggiante" per l'abbondanza di opere d'arte e di mobili creati dai più grandi maestri del tempo. Il pannello intitolato "La caccia" è una delle sette opere in legno laccato e dorato realizzate da Dunand per i saloni della nave.

Dimitri Chiparus. "Les Girls"

Foto: Museo dell'Art Decò

Il museo va fiero della propria raccolta di opere del grande scultore francese di origini romene Dimitri Chiparus. "Les Girls" è un'opera ispirata dai cabaret di Parigi e dalle stagioni del balletto di Sergej Djagilev. Questa è una delle cinque versioni della statuetta bronzea, e i curatori della collezione affermano che è quella meglio conservata. I volti delle danzatrici sono intagliati nell'avorio, mentre il piedistallo è di marmo e quarzo. 

Dimitri Chiparus. "Thais" 

Un altro capolavoro di Dimitri Chiparus fu ispirato dall'opera di Jules Massenet "Thais", la cui prima si tenne all'Opéra di Parigi nel 1894. Il libretto era basato sulla trama di un romanzo di Anatole France che narrava della famosa etera Taide, la quale, secondo una leggenda, divenne l'amante di Alessandro Magno quando il condottiero conquistò Atene. A posare come modella per lo scultore fu Sibyl Sanderson, una famosa cantante d'opera e musa di Massenet, che scrisse appositamente per lei la parte di Taide. 

Paul Follot. Tavolo e sedia con motivo geometrico. Anni Venti 

Anche questo famoso ebanista, come Dunand, partecipò alla decorazione degli interni del transatlantico Normandie. Il successo dell'artista ebbe inizio con la presentazione dei suoi mobili alla famosa Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925 a Parigi e con l'esperienza di lavoro nell'atelier Pomone. Il set in esposizione proviene dalla collezione della famosa decoratrice francese Madame Andrée Putman ed è realizzato in ebano con incrostazioni di avorio.

 

Edgar Brandt. Consolle. Anni Venti.

Maestro del ferro battuto nell'architettura e nell'arte decorativa, Edgar Brandt è rappresentato nella collezione del museo da diverse opere, tra cui vi sono mobili sia di metallo che di legno.  Uno dei pezzi migliori è una consolle in ferro battuto con un tavolino di marmo che racchiude in sé i tratti fondamentali dello stile art déco, con tutto il suo rigore geometrico e la passione di Brandt per l'arte dell'antico Egitto. 

Albert Cheuret. Coppia di specchi con lampade "Cicogna" incorporate. 1925.

Il design di queste lampade, fatto di semplici forme geometriche e rappresentazioni stilizzate di uccelli e piante, è il biglietto da visita di Albert Cheuret. Questo designer e scultore partecipò assiduamente ai saloni d'arte parigini, e nel 1925 insieme a molti dei fondatori dello stile art déco espose le proprie opere all'Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi.

Louis Majorelle. Set di mobili per sala da biliardo. 

Foto: Museo dell'Art Decò

"Sono molto orgoglioso di quello che probabilmente è l'unico set da biliardo di Louis Majorelle completamente conservato", afferma il proprietario del museo Mkrtich Okrojan. E benché le opere di questo leggendario ebanista, custodite anche al Musée d'Orsay di Parigi, appartengano all'epoca moderna, la loro presenza nella collezione è più che giustificata. Basta posare lo sguardo sulle curve floreali dei mobili, che rimano tra loro, e sulle vesti delle danzatrici sospese immobili nel bronzo.    

Pierre Bobot. Panneau senza titolo. 1947

Foto: Museo dell'Art Decò 

Questo pannello composto di otto sezioni è un frammento di una gigantesca decorazione murale realizzata dal pittore e scultore francese Pierre Bobot dopo la Seconda guerra mondiale per adornare la famosa Roseland Ballroom di New York. Nel 2000 questi pannelli di gesso rivestiti di foglia d'oro e smalto furono venduti separatamente all'asta da Christie’s, a New York. La composizione misura oltre sei metri di lunghezza per due metri di altezza.

Ferdinand Preiss. "Il salto nel fuoco"

Intorno al 1920 il fotografo tedesco Hugo Erfurt, scattate alcune fotografie di ballerini nell'atto di saltare, fu il primo a ritagliare le foto per creare l'effetto di una figura che si libra nell'aria. Nella scultura del periodo art déco questo effetto fu sfruttato in maniera geniale da Ferdinand Preiss, che posizionò la figura della ballerina sopra delle lingue di fiamma. La modella per questa scultura fu la danzatrice Gret Palucca, famosa per i suoi salti incredibilmente alti e lunghi.  

Bruno Zach. "Ragazza con la frusta"

Le statuette bronzee di questo eccentrico scultore austriaco furono prodotte in contemporanea da diverse rinomate fabbriche europee, come ad esempio la Argentor-Werke e la Broma Companie, ed ebbero successo nei saloni maschili di Europa e America. Le eroine di Zach sono sempre audaci cortigiane, danzatrici e amanti del vestire all'avanguardia; la "Ragazza con la frusta" è un tipico esempio della sua arte. 

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