I balletti di Ratmanskij che conquistarono il mondo

Dal Bolshoj di Mosca alla Scala di Milano, il coreografo russo ha sedotto il pubblico con le sue rappresentazioni, tra le più richieste sui palcoscenici internazionali

È uno dei coreografi più richiesti al mondo. I suoi balletti sono accolti con entusiasmo in America, in Europa e in Australia. Dopo la prima mondiale della sua “Paquita” portata in scena a Monaco di Baviera, Rbth ricorda i cinque allestimenti di Alexei Ratmanskij che hanno conquistato il mondo intero.  

1. "Cenerentola". Teatro Mariinskij, 2002

Foto: Yuri Belinskij / Tass

Commissionando a Ratmanskij questo balletto di Prokofiev in tre atti, il teatro Mariinskij promosse il coreografo trentaseienne dalle file dei principianti a quelle dei professionisti di alto livello. Solo un maestro può allestire un balletto su questa partitura, e Ratmanskij nel metterlo in scena ha dimostrato una grande maestria. Il coreografo ha richiesto la collaborazione degli scenografi Ilja Utkin e Evgenij Monakhov, che prima di lui sarebbe stato impensabile far lavorare in un teatro accademico russo. Insieme, i tre artisti hanno ideato un omaggio all'utopia del balletto russo dove i sollevamenti nel "valzer delle stelle" sono una velata citazione dei "valzer di Moshkovskij" e degli "studi di Glière" che amavano danzare i baldanzosi ballerini del periodo anteguerra e che mandavano in visibilio le focose ragazze del Komsomol. 

2. "Il limpido ruscello". Teatro Bolshoj, 2003  

L'idea di resuscitare questo balletto sovietico colpito dalla repressione e che parla della vita in un kolkhoz fu accolta da molti con scetticismo. Ma la musica vivace e grottesca di Shostakovich per Ratmanskij si rivelò più importante della trama stessa. D'altronde, sotto l'apparenza del kolkhoz si celava un vero e proprio vaudeville francese. Il marito agronomo non sospetta nemmeno che la moglie, lavoratrice del kolkhoz, abbia studiato alla scuola di balletto, e questa circostanza dà il via a tutta una serie di scherzi. Il balletto è costruito intorno all'assolo di un ballerino classico che si è recato a un appuntamento galante in campagna con un anziano villeggiante, ed è costretto a recitare la parte della partner Silfide. Il coreografo in questa scena ha reinterpretato con eleganza sia lo stile del balletto antico, sia la danza maschile sulle punte, sia la stessa psicologia maschile. Nonostante i pronostici sfavorevoli, lo spettacolo ebbe un enorme successo nella tournée del Teatro Bolshoj a Parigi e a Londra, e l'American Ballet Theatre presentò il balletto persino sul palcoscenico della Metropolitan Opera.

3. "Le stagioni russe". New York City Ballet, 2006

Foto: New York City Ballet

Lontano dalla realtà russa, caratterizzata dalla competizione tra le ballerine e dal loro desiderio di primeggiare, Ratmanskij mise in scena un balletto assai profondo sulle note dei canti del Nord della Russia. Le canzoni furono raccolte e trasposte dal compositore Leonid Desjatnikov, che per il coreografo era diventato un autore non meno importante di Shostakovich. A dispetto del titolo, il balletto non contiene particolari etnografici: queste danze ricordano dei girotondi solo in maniera stilizzata, così come le tuniche delle ballerine ricordano dei sarafàn (abiti tradizionali smanicati), mentre a dare un colorito nazionale allo spettacolo non sono delle coroncine sulle teste delle ballerine, bensì l'inimitabile gioco di ritmi diversi. Le combinazioni appaiono estremamente chiare e i movimenti riconoscibili. Cinque coppie di danzatori danno vita ora a una sfrenata baldoria, ora a una profonda malinconia, e ciascuno di loro a turno conduce la danza degli altri.  

4. "Opera". Teatro alla Scala, 2013

Foto: Teatro alla Scala

Lo spettacolo messo in scena nel maggiore teatro d'opera d'Europa ha fatto conoscere Ratmanskij non solo come un intenditore e amante del passato sovietico dell'arte del balletto. In questa nuova collaborazione con il compositore Leonid Desjatnikov il coreografo ha realizzato un omaggio alla grande arte pre-mozartiana. Nel balletto, su testi di Metastasio e parafrasi di Gluck magnifici dei ed eroi dell'antichità si abbandonano a barocchi festeggiamenti. La coreografia conserva tutto il carattere bizzarro e paradossale dei ritmi di Ratmanskij e la sua infernale concentrazione di movimenti in ogni singola battuta musicale. 

Foto: Teatro Nazionale di Monaco di Baviera

L'antico balletto di Petipa è una delle passioni del coreografo Ratmanskij. Negli anni in cui era direttore del corpo di ballo del Teatro Bolshoj, insieme a Jurij Burlak Ratmanskij aveva messo in scena un magnifico "Corsaro". "Paquita" si incontra ancora più di rado nel repertorio ballettistico. Per resuscitare lo spettacolo, andato perduto in seguito alla Rivoluzione, è stato necessario consultare gli archivi dell'università di Harvard. Il balletto è una gioia per gli occhi, per l'armonia con cui coesistono in esso antichità e contemporaneità. Tutte le peripezie dell'aristocratica francese allevata in Spagna da una carovana di zingari sono rese con una pantomima molto espressiva. Le gambe delle ballerine non si slanciano fino alla testa, ma si sollevano delicatamente poco più su della vita. I loro partner non cercano di lanciare in aria le ballerine più in alto della propria testa, ma ne sfiorano appena la vita tenendole in pose pittoresche. La protagonista zingara permette a se stessa di accettare la proposta dell'innamorato aristocratico solo quando viene a sapere delle proprie origini nobili.

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