Un anno di cultura. Gli eventi che passeranno alla storia

Dal film “Leviathan” di Zvyagintsev al 250esimo anniversario dell’Ermitage, la Russia si è fatta apprezzare dal mondo intero, con un calendario ricco di iniziative e manifestazioni artistiche di successo. RBTH ricorda quelli che sono stati gli eventi culturali più importanti del 2014

Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi

Foto: AP

La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali 2014, svoltasi il 7 febbraio a Sochi, ha presentato al mondo intero una nuova immagine della Russia. Lo spettacolo teatrale "I Sogni della Russia" è stato l’allestimento più straordinario e high-tech nella storia dei Giochi Olimpici. Ha riunito in una lunga sequenza narrativa tutta la storia del Paese e gli eventi più significativi della sua vita culturale: i bozzetti dell’Antica Rus, presentati sulle note de "La Sagra della Primavera" di Stravinsky e delle "Danze Polovesiane" di Borodin, il XIX secolo, considerato l’“epoca d’oro” e ricreato mediante motivi tratti dal romanzo "Guerra e Pace", la nascita delle avanguardie russe e del costruttivismo, fino ad arrivare ai giorni nostri con il pezzo "Not Gonna Get Us" delle tATu, grande successo pop a livello internazionale, che è stato scelto quale inno della squadra olimpica russa.

Il “Leviathan” di Andrey Zvyagintsev

Andrei Zvyagintsev si può considerare, in termini di stile cinematografico, un degno successore del grande maestro Tarkovsky, ideatore di un cinema d’essai russo profondo e riflessivo. Il paradosso del suo "Leviathan" è che, pur rimanendo un dramma sociale serio, con allusioni bibliche, è anche una commedia, in cui il regista analizza in maniera satirica ma profonda la società russa.

Il 25esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino

Il 9 dicembre la Germania ha festeggiato una data che importante anche per la Russia: il 25° anniversario della caduta del muro di Berlino, eretto su decisione delle autorità socialiste della Repubblica Democratica Tedesca.  A rappresentare la Russia, durante le celebrazioni di Berlino, è stato l'ultimo leader sovietico Mikhail Gorbaciov, figura che giocò un ruolo chiave negli eventi memorabili del 1989. Dopo una cerimonia simbolica, celebratasi sulle note del leggendario inno rock "The Wall"  dei Pink Floyd, nel corso della quale Gorbachev ha lasciato l’impronta della propria mano su una pietra, l'ex presidente ha formulato quella che potrebbe essere considerata l’essenza della celebrazione: "Non si tratta di trucchi né di messe in scena: è necessario migliorare il mondo”.

Il 250esimo anniversario dell’Ermitage

Foto: Tass

Il 7 dicembre 2014 in Russia si è festeggiato il 250° anniversario del museo più importante del Paese: il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Le celebrazioni del museo si sono susseguite durante tutto il 2014. In estate e autunno le sale espositive dell’Ermitage hanno ospitato una delle biennali europee più importanti dell’arte  contemporanea: Manifesta 10. A novembre, poi, nell’ambito del ballo mascherato "Ozhivshie kartiny", sulla scena del Teatro Ermitage i personaggi dei quadri più celebri hanno preso vita grazie all’interpretazione di famosi attori drammatici, cantanti e ballerini solisti.

L’Ermitage è stato ampiamente celebrato anche nel giorno dell'anniversario stesso. Il 7 dicembre, presso la piazza Dvortsovaya ploshad di San Pietroburgo, si è svolto uno spettacolo con laser davvero impressionante, dedicato alla storia del museo nella cornice più ampia della storia della Russia e di San Pietroburgo. Il regalo più grande che il museo ha ricevuto nel giorno del suo anniversario è stato il riconoscimento del portale Tripadvisor: nella classifica annuale dei principali musei europei, stilata dalla piattaforma sulla base di un sondaggio condotto tra i proprio utenti, l’Ermitage ha conquistato il primo posto.

Il 100enario dall’inizio della Prima Guerra Mondiale

Foto: Ria Novosti

Il primo conflitto mondiale inflisse un duro colpo al Paese: in primo luogo, perché la Russia subì perdite umane enormi (il maggior numero di vittime tra tutti i Paesi che parteciparono alla guerra) e in secondo luogo perché lo scontro fu la miccia che trasformò il crescente malcontento dei contadini e della classe operaia russa nella Rivoluzione del 1917.

Il governo sovietico riteneva tale guerra un conflitto “imperialista" e cercava quindi in tutti i modi di distruggerne la memoria. Quest'anno, le autorità russe hanno invece cercato di rendere il più possibile omaggio alla più grande tragedia nella storia del Paese. Nel mese di agosto, vicino a San Pietroburgo, ha aperto un museo dedicato alla Prima Guerra Mondiale, che riunisce diversi oggetti rari e unici: uniformi, medaglie, armi, documenti e oggetti personali di soldati e ufficiali. Il Museo Russo ha ospitato una mostra di dipinti sulla Prima Guerra Mondiale, mentre a Mosca l'anniversario della guerra è stato celebrato con una grande mostra interattiva presso il Museo d'Arte Multimediale.

Le azioni dell’artista Pavlensky

Nell'estate del 2012 nel mondo dell’arte protestataria russa è comparso un nuovo nome degno di nota: Petr Pavlensky. In tale occasione, l'artista aveva manifestato, da solo, in sostegno delle Pussy Riot presso la cattedrale di Kazan a San Pietroburgo, cucendosi la bocca con del filo. Nel 2013 sono poi seguite le azioni altrettanto clamorose "Tusha" e "Fiksatsiya". Nell’ultima Pavlensky si era inchiodato lo scroto ai ciottoli di Piazza Rossa. L'azione aveva come obiettivo quello di attirare l'attenzione dell’opinione pubblica sulla dilagante apatia politica che caratterizza la società russa. I media mondiali hanno subito soprannominato l'artista  il “nuovo Kulik”.

Nel 2014 Pavlensky è tornato a scuotere la rete internet con le sue performance in altre due occasioni. Nel mese di febbraio, in pieno centro a San Pietroburgo, l’artista ha bruciato un mucchio di pneumatici sotto la bandiera ucraina in solidarietà con le proteste di Maidan, mentre a novembre è salito nudo sul tetto del Centro psichiatrico Serbsky di Mosca e si è tagliato il lobo di un orecchio. Quest’azione di Pavlensky era diretta contro l'uso della psichiatria punitiva in Russia.

Il giovane cinema russo che piace a tutto il mondo

Una scena tratta dal film "Ancora un anno" (Foto: ufficio stampa)

Il 2014 è iniziato con una buona notizia per il giovane cinema russo: Oksana Bychkova  ha vinto uno dei principali premi del Festival di Rotterdam con il film "Ancora un anno". Verso la metà dell'anno la stampa occidentale ha scoperto un altro film unico, di produzione russa: la pellicola "Test" di Alexander Kott, girato senza che gli attori si scambiassero una sola parola. Ad autunno il film ha vinto il primo premio al festival di Tokyo. Un’altra giovane regista russa, Anna Melikyan, che ha esordito quest'anno con il film "Zvezda", è entrata nella classifica dei primi dieci registi più promettenti secondo la rivista Variety. Proprio di recente, infine, sono usciti i film "Corrections Class" (Klass Korrektsii) di Ivan Tverdovsky e "Name me" (Kak menya zovut) di Nigina Sayfullaeva, che hanno già conquistato un premio: entrambi sono stati nominati miglior film dell'anno a Marrakech e Varsavia, rispettivamente.

Tutti questi film hanno una cosa in comune: sono  tutti adatti e comprensibili a un pubblico internazionale. Nel corso della rassegna di cinema russo celebratasi nella città francese di Honfleur il pubblico europeo ha denotato la nascita di una nuova "new wave". "Davanti ai nostri occhi, il Paese sta cambiando, lo vediamo attraverso il cambio di soggetti, di protagonisti e di problemi affrontati”, spiega Francoise Shnerb, presidente del festival.

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