Il Lago dei Cigni nei passi dell'étoile

Olga Esina nel Lago dei Cigni (Foto: Natasha Razina)

Olga Esina nel Lago dei Cigni (Foto: Natasha Razina)

Dal Mariinskij di San Pietroburgo al Ravenna festival. La star della danza Olga Esina sarà in Italia per la tournée al Teatro Alighieri della troupe pietroburghese

Quella di Olga Esina è una storia artistica dalle svolte improvvise, che neppure lei stessa sa spiegare e che oggi sembrano ricondurla alla scelta inaspettata di otto anni fa, quando giovane ballerina di grandi speranze lasciò il Balletto Mariinskij di San Pietroburgo per entrare al Wiener Staatsballett. Da due stagioni Olga Esina è tornata al Teatro Mariinskij come Artista Ospite: è in questa veste che la vedremo al Ravenna festival, in occasione della tournée al Teatro Alighieri della troupe pietroburghese, che alla sua Odette-Odile ha affidato l’onore della prima recita del Lago dei cigni, giovedì 2 ottobre.

 
Così abbiamo portato
il Mariinskij a Ravenna

Torniamo a San Pietroburgo, all’Accademia Vaganova dove si è diplomata.

Una scelta difficile, ma sempre più coinvolgente… Nessuno della mia famiglia appartenenva al mondo dell’arte. Iniziai come tante bambine in Russia frequentando una piccola scuola, e contemporaneamente provando altre discipline, ma la danza era la mia preferita e quella in cui riuscivo meglio, così decisi di tentarne lo studio professionale. Entrata alla Vaganova ricordo che all’inizio non ero molto brava, ma con il tempo lo studio della danza divenne per me sempre più interessante e dopo due o tre anni sapevo con certezza di voler diventare una ballerina.

Al Balletto Mariinskij, dove entrò dopo il diploma, le offrirono opportunità?

Per due anni lavorai duramente nel corpo di ballo, ma devo ammettere di sì. All’epoca il direttore era Makhar Vaziev, che mi offrì l’opportunità di interpretare diversi ruoli da solista e e un paio di volte anche Odette-Odile nel Lago dei cigni. Proprio in questo balletto mi vide l’allora direttore del Wiener Staatsballett, che mi invitò ad unirmi alla compagnia. Decisi in quel momento, così.

Olga Esina nel Lago dei Cigni (Foto: Natasha Razina)

Al Mariinskij tentarono di fermarla?

Il teatro non la prese bene, ma non avrebbero potuto convincermi, perché ero molto sicura di quello che stavo facendo. Non saprei dire veramente perché lasciai il Mariinskij: accadde, e in quel momento mi sembrava giusto. Ma oggi so che sarei stata felice anche se fossi rimasta…

Come sono stati i suoi anni a Vienna?

Molto interessanti, perché ho potuto danzare un ampio repertorio, dai classici al balletto moderno fino ai coreografi contemporanei, con i quali ho lavorato a stretto contatto. In questi otto anni a Vienna, città bellissima che è diventata la mia seconda casa, sono successe molte cose, tanto che forse non ho neppure realizzato che persona sono diventata. Semplicemente è successo.

A Vienna danza i classici russi nelle versioni di Nureyev. Lei che è cresciuta con quelli del Mariinskij, come li trova?

Come noto Nureyev si basò per le sue versioni sugli allestimenti del Teatro Kirov, rendendoli più complessi come tecnica e, a mio parere, meno intensi da un punto di vista emotivo. Ma questa è solo la mia opinione, perché in Occidente il pubblico ama sempre molto il personaggio Nureyev e continua ad apprezzare i suoi balletti. Personalmente preferisco le produzioni russe, non solo a quelle di Nureyev, ma a tutte le altre: per lo stile e soprattutto per quel qualcosa di più difficile da esprimere a parole, che ha a che fare con… l’anima. Credo si tratti di questo, perché sento la differenza, ma non so dire esattamente quale sia. Lo si capisce proprio dal Lago dei cigni del Mariinskij: per me in assoluto il più bello.

Come è avvenuto il riavvicinamento con il Balletto Mariinskij?

Gradualmente. Tornai per un Gala, poi Jurii Fateev, il direttore del Ballo, mi invitò per uno spettacolo e oggi eccomi qui. Ne sono molto felice, perché ho capito quanto mi erano mancati i nostri balletti classici e come è bello tornare a casa. Certo non è semplice, perché il mio impegno principale resta al Wiener Staatsballett: solo nei periodi liberi posso programmare di danzare al Mariinskij. 

Cosa si augura per il futuro?

Adesso voglio ballare i grandi classici del balletto russo: Giselle, Il Lago dei cigni, La Bayadère, Raymonda, Romeo e Giulietta, tornare al nostro repertorio.

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