La nuova musa del balletto

Solista principale del Bolshoj di Mosca, Olga Smirnova danzerà oggi per la prima volta in Italia al Premio Positano. “Una fortuna e una responsabilità. Significa che la mia arte è stata notata”
 

Olga Smirnova in La Bayadere
(Foto: Damir Yusupov) 

Per doti tecniche e temperamento artistico Olga Smirnova è la nuova musa del balletto russo, votata alla sua arte come a una religione. A 23 anni è Solista principale del Balletto Bolshoj di Mosca, che ha preferito al Marinskij di San Pietroburgo. “Vivo nella capitale da quattro anni e qui sono cresciuta, ma il mio cuore rimane nella mia magnifica e fiera città del nord” confida la ballerina.

“Anche se il tempo passa so che rimarrò sempre fedele alle mie radici, felice di preservare la tradizione della scuola dove mi sono formata, l’Accademia Vaganova”. Le differenze stilistiche tra il balletto moscovita e pietroburghese non sembrano preoccupare l’artista: “Sono solo all’inizio del mio viaggio e penso che il mio stile si stia ancora evolvendo: ogni ruolo mi sfida in modo diverso e mi insegna qualcosa di nuovo. Quando entro in scena desidero iniziare una conversazione con il pubblico, raccontargli cosa provo interpretando quel ruolo e cosa ho vissuto preparandolo. Sia un balletto drammatico o brillante, di bravura o di stile, l’importante è esprimermi in modo autentico e sincero, sperando di dare sempre un’interpretazione che tocchi gli spettatori e lasci loro qualcosa da contemplare anche una volta usciti da teatro”.

L'artista

Olga Smirnova è nata nel 1991 a San Pietroburgo, dove si è diplomata all’Accademia Vaganova. Entrata nel 2011 nel Balletto del Teatro Bolshoj di Mosca, è interprete dei grandi titoli del repertorio della troupe. Nel 2013 ha vinto il “Premio Benois de la danse” di Mosca come migliore ballerina. Lo scorso maggio è stata invitata a New York a danzare La Bayadère con l’American Ballet Theatre.

Con questo spirito la giovane Olga è entrata nei grandi ruoli del balletto classico e drammatico che l’hanno fatta amare dal pubblico e dalla critica: Il Lago dei cigni, La Bayadère, Onegin, La Dama delle camelie.

“La creazione di un ruolo è sempre molto complessa: innanzitutto devo capire la mia eroina, provando a trovare un senso e a giustificare le sue azioni; questa comprensione mi aiuta a disegnare il suo carattere e a trovarne i colori giusti. Naturalmente mi affido molto anche alla mia personalità ed è interessante vedere come ogni nuova esperienza che vivo faccia cambiare nel tempo i miei personaggi”.

Proprio la profondità artistica di Olga Smirnova è tra le motivazioni del “Premio Positano”, che la porterà oggi a danzare in Italia per la prima volta. “Significa che il processo creativo che ho applicato ai miei ruoli preferiti ha ragione di essere ed è stato notato. Il premio intitolato a Massine è una fortuna e una responsabilità, ma la preoccupazione del debutto al Gala svanirà appena entrerò in scena e allora non penserò a nient’altro che a danzare”. 

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