Ritorno a Hollywood. In Crimea

Una scena tratta dalla pellicola "Chapiteau-show", un film su un variopinto gruppo di persone che va in vacanza in Crimea (Foto: Itar Tass)

Una scena tratta dalla pellicola "Chapiteau-show", un film su un variopinto gruppo di persone che va in vacanza in Crimea (Foto: Itar Tass)

A seguito dell’annessione della Crimea, l’industria cinematografica russa intende riportare la “settima arte” sulla penisola. Del resto, fu proprio qui che negli anni ‘20 nacque la cosiddetta “Hollywood sovietica” e vennero girate decine di film dall'epoca d'oro

Alcuni registi russi, con il sostegno del governo, intendono potenziare l'industria cinematografica in Crimea. Lo studio cinematografico Mosfilm sta pensando di spostare parte delle sue riprese sulla penisola, mentre Lenfilm di aprirvi direttamente una filiale. Lo studio cinematografico della penisola, lo “Yaltinskaya kinostudiya”, conservatosi dall’epoca sovietica e che attualmente non sta attraversando uno dei suoi periodi migliori, verrà trasformato in un centro di formazione per i registi alle prime armi. La Crimea è sempre stata un’importante location per il cinema russo, soprattutto per via dei suoi bellissimi paesaggi. Se l'azione in un film, aveva luogo tra palme e cipressi, e sullo sfondo si intravedeva il blu del mare, allora quasi sicuramente le riprese erano state effettuate in Crimea. Le ville delle stazioni balneari e le antiche stradine della Crimea, poi, costituivano l'ambientazione perfetta per i film storici.

Esperimenti prerivoluzionari

Il cinema fece la sua comparsa in Crimea prima della rivoluzione del 1917. I primi registi russi che si recavano in Crimea lo facevano principalmente in cerca della luce. "Nel 1910 era tecnicamente difficile e costoso ricorrere all'illuminazione artificiale e la luce naturale, nelle latitudini settentrionali, non era sufficiente. Per questo le équipe cinematografiche andavano al Sud, dove in un anno, in media, ci sono molte più giornate di sole”, spiega il critico Sergei Filippov a RBTH.

Uno dei primi a scoprire il clima soleggiato della Crimea fu il regista e produttore cinematografico Alexander Khanzhonkov. Nel 1909 egli realizzò il primo lungometraggio russo dal titolo "Difesa di Sebastopoli". Nel 1917, Khanzhonkov tornò in Crimea assieme alla sua équipe e aprì uno studio cinematografico nella località di Yalta. Successivamente, molti registi rimasero bloccati in Crimea a causa della guerra civile. Lo Stato smise di finanziarli, molti attori fuggirono all’estero e persino incontrare delle pellicole divenne complicato. Nonostante la difficile situazione, Khanzhonkov, nel giro di tre anni, riuscì comunque a girare in Crimea circa trenta film. Il film di Nikita Mikhalkov "Schiavo d’amore" del 1975 parla proprio del lavoro di Khanzhonkov a Yalta. Il lungometraggio racconta la storia di un regista che riesce a mettere insieme una troupe, procurarsi una pellicola e continuare a girare. Le riprese di “Schiavo d’amore” furono realizzate in Crimea proprio negli stessi luoghi in cui aveva lavorato Khanzhonkov.

La Hollywood sovietica

Alla fine del 1920 il governo sovietico decise di creare, a partire dallo studio di Khanzhonkov, una vera e propria città cinematografica, in cui poter girare la maggior parte dei film sovietici. La Crimea sarebbe potuta diventare così il corrispettivo sovietico di Hollywood: splendeva sempre il sole, il che era importante per le riprese, e c’erano le montagne, sulle quali si sarebbe potuta fare brillare la scritta "Crimea", proprio come a Los Angeles. Il progetto fece un sacco di rumore ma rimase, di fatto, solo sulla carta. "L'idea era inutile, giacché nel 1930 tutti gli studi del mondo erano passati già da tempo alla luce artificiale. Pertanto un tempo soleggiato già non costituiva un vantaggio", spiega Sergei Filippov.

Nonostante il fallimento del progetto della "Hollywood sovietica", in Crimea si continuò comunque a girare in maniera piuttosto intensa grazie al modesto studio cinematografico “Yaltinskaya kinostudiya”. La luce già non era essenziale, ma la location sì continuava a essere importante. La cortina di ferro impediva ai registi di recarsi all'estero per effettuare le riprese, di modo che qualsiasi storia in cui l’azione si svolgesse in climi meridionali, veniva girata in Crimea. Fu così che negli anni ‘50 e ’70, la Crimea divenne comunque qualcosa di simile a Hollywood, ma in maniera spontanea. I cineasti sovietici ricorrevano attivamente ai paesaggi della penisola per la realizzazione di film storici e fantasy. Il palazzo Levadiysky e i giardini circostanti vennero, per esempio, utilizzati per riprodurre la Spagna del XVII secolo, nel film "Il cane dell’ortolano". Le fontane ombrose e le sale arredate in maniera lussuosa erano la cornice ideale per fare da sfondo alle passioni degli eroi di Lope de Vega.

Per le riprese del blockbuster fantasy “L’uomo anfibio” venne di nuovo scelta la Crimea per via della sua vegetazione tropicale. La pellicola narra la storia di uno scienziato argentino che munisce il proprio figlio di branchie, trasformandolo in un "mostro marino", che riesce nonostante tutto a vincere il cuore di una bella ragazza. Le coste rocciose e le baie della Crimea che si vedono nel film potrebbero tranquillamente sembrare i dintorni di Buenos Aires. L'unica cosa che non era possibile trovare in Crimea era il mondo subacqueo dell’Oceano Pacifico. Fu così che risultò necessario decorare il fondale di una delle baie con alghe e coralli artificiali. Nel film si capisce chiaramente che si tratta di oggetti di scena, ma ciò che sorprende è l’incredibile abilità dei decoratori di quegli anni di lavorare nelle profondità marine. Anche il primo film d’azione russo "Pirati del XX secolo" ricorse alla ricca varietà dei paesaggi e dell’architettura della penisola. Il porto asiatico, l’isola tropicale, il villaggio della tribù indigena: a meno che non si conoscano bene le sagome delle montagne e il litorale, la Crimea risulta quasi irriconoscibile sullo schermo.

I centri balneari russi nell’obiettivo della macchina da presa

L’intensa vita delle stazioni balneari è il soggetto di molti film russi. Il lungometraggio “La signora con il cagnolino” (1960), ad esempio, basato sul racconto omonimo di Cechov, restituisce al lungomare di Yalta l’aspetto che aveva alla fine del XIX secolo. Attraverso i fotogrammi del film prende vita la passeggiata, lungo la quale lo stesso Cechov si soffermava a osservare i villeggianti. Anche una delle migliori commedie sovietiche "Una vergine da rubare" è stata girata in Crimea. Si tratta della storia di un giovane esploratore che salva una giovane e bella ragazza dal rapimento, passando per una serie di peripezie, tipiche di una classica commedia d'avventura: una nottata passata su pittoresche scogliere, inseguimenti tra le rocce e persino una caduta in un ruscello di montagna. Il paesaggio della Crimea, in questo caso, rimpiazza perfettamente le montagne del Caucaso.

Il cinema russo continua ancora oggi a interessarsi alla Crimea e alle abitudini dei suoi villeggianti. Nel 2012, un gruppo di giovani cineasti ha girato "Chapiteau-show ", un film su un variopinto gruppo di persone che va in vacanza in Crimea: un padre che va a fare alpinismo accompagnato dal figlio, un ragazzo che decide di trascorrere una vacanza al mare con la ragazza, e un astuto uomo d'affari che cerca di arricchirsi sfruttando i gusti sempliciotti dei vacanzieri. "Chapiteau-show" mette in scena molti luoghi comuni moderni, nonché il meraviglioso paesaggio multiforme della Crimea. “Abbiamo girato in Crimea per tutta una serie di ragioni. In primo luogo, perché lì si conservano ancora oggi parte delle infrastrutture e dello spirito dello studio cinematografico Yaltinskaya kinostudiya”, ha spiegato a RBTH la sceneggiatrice del film, Marina Potapova. “E poi per via della ricchezza dei paesaggi che si possono osservare sulla penisola: vari tipi di montagne, pianure, laghi e il mare. Bastano un paio di ore in macchina per uscire dalla città e imbattersi in un paesaggio che ricorda quello del film “Gerry" di Gus Van Sant. E poi continuare ancora un po’ e ritrovarsi a Las Vegas. Girare in Crimea è assolutamente perfetto".

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta