Odissea in mare aperto, il teatro diventa itinerante

Il festival è iniziato a San Pietroburgo con lo spettacolo “The Memories of Life” (Foto: ufficio stampa / vk.com)

Il festival è iniziato a San Pietroburgo con lo spettacolo “The Memories of Life” (Foto: ufficio stampa / vk.com)

Il festival teatrale “Meeting the Odyssey”, iniziato a San Pietroburgo, si prepara a salpare a bordo del veliero Hoppet per poi far rotta verso i mari di tutta Europa, dove porterà esibizioni di strada, laboratori e spettacoli. Anche in Italia, grazie al contributo del direttore artistico Michele Losi

Il primo giugno il veliero Hoppet (“speranza”, in svedese) inizierà la sua epica crociera teatrale di tre anni da San Pietroburgo in tutta Europa. Hoppet è una missione itinerante speciale finalizzata a unificare l’Europa grazie all’arte teatrale. Ogni volta che il veliero attraccherà in un nuovo paese, avrà inizio un festival teatrale con esibizioni di strada, laboratori e conferenze impartite da registi teatrali, attori, commediografi, coreografi e musicisti. Gli organizzatori hanno dato a questa iniziativa il nome di “Meeting the Odyssey”, per affermare che questo viaggio teatrale sarà fantastico, proprio come lo fu l’Odissea.

L’idea del festival risale a tre anni fa e si deve al produttore teatrale finlandese Matilda Sundström e al direttore artistico italiano Michele Losi, che l’ebbero quando le ripercussioni della crisi economica colpirono l’Europa meridionale. “In quella fase così difficoltosa abbiamo deciso di dar vita a un progetto che potesse unire i vari popoli di diverse regioni europee – spiega Michele Losi -. L’unica cosa di cui si parlava erano i soldi. L’unica cosa a cui si pensava erano i soldi. Noi abbiamo provato il desiderio di parlare di qualcosa di meno materiale, ma che al tempo stesso fosse importante per tutti gli europei, qualcosa in grado di collegare sud e nord”.

 
Il cinema e lo straniero

“Viviamo tutti tipi diversi di Odissea, ma siamo a bordo di una stessa barca. Scopo del festival è proprio far vedere che abbiamo tutti le stesse radici”, aggiunge Matilda Sundström. Matilda e Michele hanno condiviso la loro idea con Alexander Winestein, direttore del teatro Skorohod di San Pietroburgo. Ad Alexander l’idea è piaciuta molto, e così ha deciso di aderire. “Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo progetto è il fatto che è nato da un sogno ed è diventato realtà. L’idea di una nave itinerante era assolutamente pazzesca, folle, ma poi si è trasformata in un sogno fattosi realtà. I miracoli sono possibili. E se noi possiamo realizzare i nostri sogni, allora può realizzarli chiunque. Spero soltanto che riusciremo davvero a ispirare la gente affinché insegua i propri sogni”, ha detto Alexander.

Il festival è iniziato a San Pietroburgo il 22 maggio con lo spettacolo teatrale “The memories of life” (Ricordi di vita) del teatro finlandese Viirus presso il teatro artistico Skorohod. Il primo di giugno la performance salperà a bordo del veliero Hoppet per il Mar Baltico insieme ad attori danesi, finlandesi, estoni e cechi. Giancarlo Biffi, regista teatrale italiano, commediografo e produttore, salirà a bordo della Hoppet in estate e sarà responsabile degli spettacoli di strada. “Il teatro non può evolvere all’interno di un’unica nazione: necessita di più spazio, deve tessere una tela, intrecciare sentimenti, produrre una canzone con le voci dei tempi passati a stento udite. Ecco perché credo che il progetto sia grande! E sono felice di farne parte”, ha detto Giancarlo Biffi. L’estate prossima Hoppet navigherà nel mar Mediterraneo trasportando a bordo la compagnia teatrale russa Legkie Ludi, diretta da una giovane regista teatrale, Tatiana Priyatkina.

Le pièce teatrali che Legkie Ludi porterà in scena non hanno parole, ma sono caratterizzate da movimenti molto espressivi, che ci rammentano, ancora una volta, che abbiamo tutti uno stesso linguaggio comune e vi è sempre una possibilità di arrivare a un’intesa. Per l’estate del 2016 non ci sono ancora progetti precisi. Gli organizzatori dicono che è un po’ troppo presto per capire chi salirà a bordo della Hoppet tra due anni. La rotta, invece, è già definita: il veliero navigherà intorno al mar Egeo. Durante questi tre anni itineranti Hoppet farà tappa a Tallinn, Opole, Berlino, Praga, Copenaghen, Campsirago, Bravio, Genova, Malta, Gozo, Sardegna, Montpellier, Firenze, Corfù, Atene, Rodi, e molte altre ancora.

“Il progetto ‘Meeting the Odyssey’ è particolare sotto tutti i punti di vista. Io lo ritengo un progetto sia artistico sia sociale, che prevede una nave come mezzo di trasporto, che farà di una tournée un’Odissea vera e propria. I partecipanti sperimenteranno una propria odissea personale, e faranno confluire le loro vite e i loro pensieri in un viaggio unico e memorabile. Il progetto avrà un’influenza anche sui popoli dei vari luoghi, perché saranno organizzati laboratori e naturalmente esibizioni in ogni porto. ‘Meeting the Odyssey’ è un viaggio pieno di cose imprevedibili ed eccitanti, e le scopriremo una dopo l’altra. Il progetto itinerante è speciale perché mescola sul serio i vari paesi e le varie culture e cerca di unire sud e nord, est e ovest”, ha concluso Matilda Sundström.

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