Il Fuoco Santo da Mosca a Roma

Il Fuoco Santo è stato trasportato a Roma dalla Terra Santa via Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / Ufficio Stampa)

Il Fuoco Santo è stato trasportato a Roma dalla Terra Santa via Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / Ufficio Stampa)

Passando per la Russia, la Santa Luce è stata trasportata dalla Terra Santa fino alla capitale italiana, dove è giunta nella chiesa ortodossa di Santa Caterina martire, per poi partire alla volta di Bolzano
In partnership with Transaero

Per la prima volta, quest’anno, il Fuoco Santo proveniente dal sepolcro del Signore di Gerusalemme, è stato trasportato con un volo di linea della compagnia russa “Transaero” fino a Roma. Il Fuoco Santo, o Santa Luce, è stato trasportato a Roma, centro del mondo cattolico, dalla Terra Santa via Mosca. La speciale capsula che conteneva la Santa Luce è giunta nella chiesa ortodossa di Santa Caterina martire al termine della celebrazione della liturgia pasquale e da lì è stata trasferita in treno fino a Bolzano alla chiesa ortodossa di San Nicola a Merano.

A Roma il Fuoco Santo è stato accolto dal priore della Chiesa di Santa Caterina martire, l’archimandrita Antoni (Sevrjuk), attorniato da centinaia di fedeli, muniti di candele da accostare alla Santa Luce.

Il miracolo della discesa del Fuoco Santo proveniente dal sepolcro del Signore di Gerusalemme si compie soltanto nel giorno del Sabato Santo, alla vigilia della Pasqua ortodossa, benché la Pasqua cada ogni anno in giorni diversi. Il Patriarca della Chiesa greco-ortodossa, dopo aver superato i controlli della polizia previsti per tutti gli oggetti infiammabili, entra in chiesa a pregare davanti al sepolcro del Signore per la discesa del Fuoco Santo. Subito appare un alone infuocato, simile a un insieme di piccoli globi azzurri, da cui il capo della Chiesa greco-ortodossa accende lo stoppino e quindi la lampada e le candele che consegna dapprima al Patriarca armeno e quindi al popolo dei fedeli. Di colpo centinaia di fiammelle azzurre cominciano ad ardere nella chiesa. A detta dei testimoni, il Fuoco Santo sarebbe dotato di una caratteristica particolare: arde senza bruciare e i fedeli si inumidiscono letteralmente con il fuoco il volto e la barba senza scottarsi.


Andrej Pruss, direttore del Centro russo Borodina di Merano (Foto: Mikhail Sinitsyn / Ufficio Stampa)

La pellegrina ortodossa francese Barabara Brune de Saint Hyppolite nel XIX secolo così descrive la scena: “D’un tratto da un’apertura laterale della chiesa appare  un fascio di candele accese. Al di sopra della cappella ogni cosa s’illumina: lampade, lampadari. Tutti gridano, esultano, si fanno il segno della croce e piangono di gioia; centinaia, migliaia di candele che si inondano della Luce reciprocamente. Trambusto… Gli arabi si bruciacchiano col fuoco le barbe, le donne arabe avvicinano il fuoco al collo nudo. Nell’oscurità la luce del fuoco trafigge la folla; ma non si danno casi di incendi avvenuti in queste circostanze. L’entusiasmo è indescrivibile, è impossibile rappresentare la scena: si tratta di un miracolo prodigioso! Tutti piangevano di gioia…”

Un numero sempre crescente di testimoni della Chiesa cattolica romana entra in contatto con quest’evento e lo descrive. Lo studioso cattolico Niels Hwidt, nel suo libro Miracoli che avvengono tra il cielo e la terra, lamenta che oggi “il miracolo del Fuoco Santo risulta poco noto ai cattolici occidentali” e assicura gli scettici dicendo che “il miglior argomento contro una supposta manifestazione truffaldina sono le migliaia di testimonianze dei pellegrini che nel corso dei secoli hanno descritto le scintille azzurre che si sprigionano dalla cappella e le candele che si mettono ad ardere da sole dinanzi ai loro occhi senza che vi sia una ragione spiegabile scientificamente”.

È a partire dal 2003 che, nell’ambito del progetto “Pace per Gerusalemme, la Fondazione Andrej Pervozvannyj, con la benedizione di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, porta in Russia il Fuoco Santo dalla Chiesa della Resurrezione di Gerusalemme per la messa pasquale celebrata dal Patriarca nella cattedrale di Cristo Salvatore. Per tradizione i fedeli lo accolgono all’aeroporto e da lì viene portato in giro per le parrocchie di Mosca, dei sobborghi moscoviti e di altre regioni della Russia. Sabato 19 aprile, il presidente della Fondazione Andrej Pervozvannyj, Vladimir Jakunin, capo della delegazione, insieme al vicario del Patriarcato ortodosso di Mosca e di tutta la Russia, il vescovo Savva Voskresenskij, sono giunti con il Fuoco Santo a Mosca.

Dal 2010 il Fuoco Santo viene portato anche sugli Appennini, grazie al Centro russo N.I. Borodina di Merano, il cui direttore, Andrej Pruss, è ora entrato a parte della delegazione della Terra Santa.

La cooperazione tra l'Amministrazione delle parrocchie della Chiesa Ortodossa Russa in Italia, la Fondazione Andrej Pervozvannyj e il Centro russo N.A. Borodina e il sostegno offerto dalla compagnia aerea “Transaero”, che dal 2012 è diventata il vettore ufficiale delle linee italiane (prima di allora la “Transaero” effettuava voli charter per gli Appennini), hanno dato l’opportunità a molti fedeli ortodossi di poter accendere le proprie candele pasquali dal Fuoco Santo.

I fedeli esultano di gioia partecipando alla funzione e ascoltando i canti liturgici pasquali grazie anche alla discesa del Fuoco Santo, benché, secondo la credenza, se il fuoco non si accende è segno che il cielo è avverso e il fedele non è degno della buona novella.  

Durante la Settimana Santa il fuoco verrà custodito nella Chiesa di Santa Caterina martire a Roma e nella parrocchia di San Nicola a Merano, dove i fedeli che lo desidereranno potranno vedere di persona il Santo Fuoco.

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