Oleotto: Racconto a Mosca la mia Gorizia

Il festival “Da Venezia a Mosca” ha portato nella capitale russa diversi capolavori premiati alla Mostra del Cinema di Venezia (Foto: Kristina Saprykina)

Il festival “Da Venezia a Mosca” ha portato nella capitale russa diversi capolavori premiati alla Mostra del Cinema di Venezia (Foto: Kristina Saprykina)

Il regista di “Zoran, il mio nipote scemo”, in Russia per la V edizione del Festival “Da Venezia a Mosca”, confessa il suo amore per la Federazione e i classici russi: “Qui mi sento come a casa”

“Pur essendo italiano, mi sento un po’ un uomo dell’Est. Sono nato in una zona geografica, Gorizia, che ha sempre guardato, in un certo modo, più a Est che a Ovest. E così anche qui in Russia il mio film può rivelarsi non così tanto distante dal modo di pensare di questo Paese”. A parlare è Matteo Oleotto, regista di “Zoran, il mio nipote scemo”, uno dei film presentati nell’ambito della V edizione del festival del cinema “Da Venezia a Mosca”, diventato per il pubblico moscovita un’ottima occasione per conoscere le novità del grande schermo del Belpaese.

Il programma dei film in rassegna non ha deluso il pubblico. Tra le pellicole presentate, c’erano film ormai famosi da tempo, come “Le mani sulla città” di Franceso Rosi, e lavori di registi più giovani, come, per l’appunto, la pellicola di Matteo Oleotto, che racconta in maniera ironica la storia di Paolo, un cittadino di Gorizia, che all’improvviso si ritrova a doversi prendere cura di un nipotino autistico. Alla 70ma edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film ha vinto il Premio del Pubblico RaroVideo. Russia Oggi ha scambiato due parole con il regista del film. 

Come è nata la storia di questo film?

Il film nasce innanzitutto dalla voglia di raccontare un territorio. Si tratta della mia terra, del paese dove sono nato, Gorizia. Volevo in qualche modo riuscire a portare in scena le cose che avevo visto durante la mia infanzia. Sono partito dal territorio per raccontare i personaggi, quelli che più mi erano piaciuti e che mi avevano entusiasmato. 

Come reagisce il pubblico russo davanti a questa pellicola?

Il film sta andando molto bene in tutti i Paesi dell’Est. Come dicevo, sono nato in una zona geografica che ha sempre guardato verso Oriente. E così anche qui in Russia il mio film può rivelarsi non così tanto distante dal modo di pensare di questo Paese. Quando la pellicola è stata proiettata a Roma, i miei amici russi sono usciti dal cinema molto contenti. 

In passato aveva già avuto modo di visitare la Russia?

No, è la prima volta in questo Paese. Sono molto contento ed emozionato. La mia compagna era già stata qui per girare un film. Io invece la Russia l’ho conosciuta attraverso i libri. Sono un grande appassionato dei romanzi russi, e ho sempre seguito con grande amore la vostra letteratura. È emozionante vedere di persona i posti che hanno ispirato Dostoevskij, Cechov, Bulgakov. Mosca ha un’energia molto forte. E, per un inspiegabile motivo, mi sento un po’ come a casa.

Tra le sue fonti di ispirazione, si riesce a riconoscere qualche riferimento alla Russia?

Molti personaggi della letteratura russa, incontrati in libri come “Il Giocatore” o “Delitto e Castigo”, mi sono rimasti nel cuore.

I suoi progetti futuri la riporteranno in Russia?

Il prossimo film sul quale sto lavorando sarà un road movie che racconterà un Paese dell’Est. Non si sa ancora precisamente quale Paese sarà. Ma non escludo che possa coinvolgere anche la Russia.

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