Una settimana in mostra

Festival teatrali, poi il concerto dei Nazareth. Ed esposizioni dedicate a Wahrol, Paradzhanov, Goncharova e Bakst

Una settima ricca di eventi, quella che va dal 10 al 16 febbraio. Soprattutto per quanto riguarda le mostre. Dai cineasti che hanno segnato la storia della settima arte nell'epoca sovietica fino al creatore della pop art, Andy Warhol. E spazio anche alla nostalgia rock con il concerto dei Nazareth. Ecco il calendario culturale proposto da Russia Oggi.

10 febbraio (lunedì)

Al Centro Mejerkhold di Mosca, dal 10 al 15 febbraio, si terrà il festival dedicato al centoquarantesimo anniversario della nascita del grande regista teatrale russo. Al festival verrà allestita la mostra di grafica delle avanguardie “Mejerkhold e Rodchenko” e contestualmente verranno messi in scena alcuni spettacoli per la regia di indiscussi astri del teatro contemporaneo del nostro paese come Mindaugas Karbauskis, Ivan Vyrypaev, Boris Jukhananov, Jurij Butusov e Andrej Moguchij. Il festival prevede anche una sezione scientifica con lezioni e incontri tenuti da critici teatrali e registi.

Sergej Paradzhanov (Foto: Ufficio Stampa)

12 febbraio (mercoledì)

Il progetto Andy Wahrol dal titolo “I dieci” (dalle collezioni americane di proprietà della famiglia Blavatsky) verrà esposto presso il Museo Ebraico e Centro della tolleranza di Mosca. In mostra un ciclo di ritratti di eminenti rappresentanti della cultura e dell’arte ebrei del XX secolo. Le serigrafie di Wahrol ritraggono una serie di studiosi, scrittori, artisti, musicisti, filosofi e politici da Sarah Bernhardt, ai Fratelli Marx; da George Gershwin, ad Albert Einstein, Franz Kafka e Golda Meir. I curatori della mostra hanno selezionato un’ingente quantità di materiali d’archivio tra cui fotografie, interviste e filmati su ciascuno dei soggetti ritratti nelle opere in mostra. Wahrol è molto popolare in Russia. In aprile al Centro del design “ArtPlay” verrà allestita una grande personale del maestro della Pop Art che verrà poi trasferita a Pietroburgo.

13 febbraio (giovedì) 

Sergej Paradzhanov (1924-1990), il cineasta di origine ucraino-armena, è autore di film che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali quali “L’ombra degli avi dimenticati”, “Il colore del melograno”, ecc. Il suo è un destino tragico: negli anni del potere sovietico fu detenuto in prigione in base al barbaro articolo che puniva l’omosessualità come reato. E gli fu inoltre impedito di lavorare e realizzare i suoi film. Oltre che per il cinema, Paradzhanov è famoso anche come pittore e autore di collages. La Galleria “Na Soljanke” di Mosca ha curato una mostra per il novantesimo anniversario della nascita del grande regista e artista dove, oltre ai lavori del maestro, verranno anche esposti numerosi materiali d’archivio. Non si tratta della prima mostra dedicata a Paradzhanov, ma ogni volta gli organizzatori scoprono qualcosa di inedito. Nell’ambito della mostra si svolgerà anche un festival dedicato a Paradzhanov nel corso del quale verranno proiettati i suoi film e alcune opere su di lui.

13 febbraio (giovedì) 

Al Crocus City Hall di Mosca è in programma il concerto della leggendaria band hard-rock dei Nazareth. Le voci circolate un paio d’anni fa secondo cui la band non si sarebbe più esibita dopo il tour d’addio in Russia, sono quindi state smentite. Il gruppo esiste da 45 anni, ma i suoi componenti continuano ad andare in tour e a registrare nuovi album. In Russia i Nazareth sono molto famosi e amati. La loro prima data in Russia risale al 1989 e allora il Palazzo dello Sport fu letteralmente preso d’assalto durante tutti i sei concerti del gruppo. Ora l’entusiasmo dei fan sembra un po’ in calo, ma per il concerto di giovedì si preannuncia il tutto esaurito.

13 febbraio (giovedì)

La mostra di Natalja Goncharova alla galleria “Nashi khudozhniki” (I nostri artisti) di Mosca reca il titolo di “L’arte decorativa”. Ciò che accomuna Bakst e la Goncharova  è la collaborazione con la compagnia dei Balletti Russi fondata da Djagilev. Al di fuori di questo, si tratta di due artisti provenienti da scuole e tendenze del tutto diverse: Bakst è un simbolista, mentre la Goncharova è un’esponente dell’Avanguardia. Ma è proprio l’arte decorativa e il loro lavoro sui costumi teatrali, le scenografie, i tessuti e la grafica a unirli più che la loro colleganza teatrale.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta