Parole in prestito

La "vodka" è ormai una parola internazionale, comprensibile in molte lingue diverse dal russo (Foto: Lori / Legion Media)

La "vodka" è ormai una parola internazionale, comprensibile in molte lingue diverse dal russo (Foto: Lori / Legion Media)

Il lessico russo è ricco di vocaboli che provengono da altre lingue, in primis l’inglese. Ma ci sono anche esempi opposti: termini russi, senza traduzione, che sono entrati a far parte di altri vocabolari

Certo, la loro influenza non è misurabile facilmente. Ma esiste un settore dell'export dove la Federazione è protagonista. Ed è quello delle parole: da vodka a troika, sono numerose quelle che le altre lingue prendono in prestito dalla Russia. Ecco quelle più diffuse e usate nel mondo.

Vodka

La vodka è una bevanda alcolica tradizionale russa, comparsa nel XV secolo, quando i popoli slavi appresero a distillare il cosiddetto “vino di pane”. La pima tecnologia, basata su studi scientifici, per la produzione della vodka venne sviluppata alla fine del XIX secolo, con il contributo del grande scienziato russo Dmitri Mendeleev, che stabilì la percentuale perfetta di acqua e alcol (40%). Nel 1982, il tribunale arbitrale internazionale concesse all’Unione Sovietica la priorità nella produzione della vodka, nonché il diritto esclusivo di pubblicizzarla sul mercato mondiale con lo slogan: “Only vodka from Russia is genuine Russian vodka” (Solo la vodka proveniente dalla Russia è vodka genuina russa). Ora sulle bottiglie di vodka vengono applicate etichette di avvertenza, come: "Il consumo eccessivo di alcol nuoce alla salute”. La saggezza popolare, tuttavia, risponde a ciò con: “La vodka in piccole dosi fa bene in qualsiasi quantità”.

Troika

La troika è una carrozza trainata da tre cavalli, comparsa a metà del XVIII secolo, quando i servizi di posta a cavallo necessitavano mute leggere per affrontare le lunghe e spesso dissestate strade russe (c'è un detto popolare in Russia che dice: “La Russia ha due disgrazie: gli stupidi e le strade”). Prima del XX secolo, la troika era il mezzo di trasporto più comune e la forma più popolare di intrattenimento. Soprattutto in inverno, le famiglie russe amavano farsi una gita a bordo di grandi slitte trainate, come da tradizione, da tre cavalli. Alla troika è associata un’immagine di vastità e libertà. Alla troika sono dedicate numerose poesie e ballate. L’immagine più espressiva si può considerare quella che Nikolai Gogol ricrea nel poema “Le anime morte”, dove la Russia viene paragonata a una troika: “E anche tu, Rus, non voli forse come una rapida troika irraggiungibile?  Rus, dove corri mai? Dammi una risposta. No, non dà risposta”.

Matrioska

Una matrioska è una bambola di legno vuota al cui interno si trovano, inserite una dentro l’atra, altre bambole di dimensioni via via più piccole. Il termine deriva dalla forma vezzeggiativa del nome femminile “Matryona”. È curioso notare come le matrioske si ispirino in realtà a un giocattolo pieghevole giapponese che venne introdotto in Russia alla fine del XIX secolo. Di solito una matrioska è composta da un minimo di tre pezzi a un massimo di ventiquattro. Ultimamente, come souvenir godono di grande popolarità le matrioske con il volto di importanti figure politiche russe: dentro Putin si trova Eltsin, dentro di lui Gorbaciov, poi Brezhnev, Krusciov, Stalin e infine Lenin.

La vita nelle dacie siberiane

Dacia

Tipica casa di campagna in cui gli abitanti della città sono soliti trascorrere le vacanze estive. Il termine deriva dal verbo russo “dat’” (dare in italiano) e dacia significa letteralmente “qualcosa di dato”. In passato, le autorità russe e ancor prima sovietiche “davano” queste case ai rappresentanti delle classi sociali alte, ai funzionari di stato e a importanti personalità del mondo della cultura e della scienza. A partire dagli anni ’50 e ‘60 del XX secolo, anche ai semplici cittadini venne data la possibilità di possedere una dacia. A tal fine, essi si riunivano nelle cosiddette cooperative per la costruzione di dacie. Oggigiorno nessuno “dà” più dacie: esse si possono o costruire o acquistare, ma la parola rimane.

Pogrom

La parola “pogrom ”deriva dal verbo russo "gromit’" (distruggere, abbattere) e indica azioni violente di massa dirette contro un gruppo preciso della popolazione e caratterizzate da attacchi di natura fisica e la distruzione di case, imprese e edifici religiosi. Grande risonanza ebbero, nel XIX secolo e l’inizio del XX, i pogrom condotti in Russia contro la popolazione ebraica. Fu proprio alla luce di questi fatti che la parola entrò in uso nella maggior parte delle lingue europee.

Kolchoz

Kolkhoz è l’abbreviazione di “kollektivnoe chozjajstvo”, cooperative agricole nelle quali i contadini lavoravano collettivamente la terra, condividendo anche strumenti e macchinari agricoli. Furono costituite inizialmente già nel 1918 ma fu in seguito alla collettivizzazione forzata, avvenuta tra il 1929 e il 1931, che vennero ufficialmente istituite in tutta l’Urss. Per la maggior parte degli agricoltori ebbero conseguenze estremamente negative. I kolchozy si rivelarono un luminoso esempio di gestione agricola inefficiente. Oggigiorno con il nome di "kolchozy" vengono chiamate in maniera dispregiativa le organizzazioni che vengono mal gestite, nonostante il gran numero di dirigenti.

Kalashnikov

Fucile automatico considerato il migliore a livello mondiale nel settore delle armi leggere, dove è conosciuto con il nome ufficiale di "AK-47". Porta il nome del suo inventore, Mikhail Kalashnikov, che lo ideò all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, all'età di soli 20 anni. Nel 1947 comparve il primo modello AK e nel 1949 il fucile automatico venne introdotto nell'esercito sovietico, e successivamente negli eserciti di molti altri Paesi. Mikhail Kalashnikov è venuto a mancare a dicembre del 2013 all’età di 95 anni.

Sputnik

Fino alla metà del XX secolo, il termine veniva ampiamente utilizzato con il significato di "compagno di viaggio", ovvero colui che ti accompagna lungo il cammino. Quando, tuttavia, il 4 ottobre 1957, l'Unione Sovietica lanciò nello spazio il primo satellite artificiale della Terra che rispondeva al nome di “Sputnik 1”, il termine iniziò a essere utilizzato principalmente con il significato di "corpo celeste che ruota intorno a un pianeta", e con questo significato è entrato nel vocabolario di molte altre lingue. Il lancio del satellite segnò l'inizio dell'era spaziale e a livello di relazioni politiche costrinse il mondo a guardare con occhio diverso la Russia, fino ad allora considerata un Paese tecnologicamente arretrato.

Perestroika

Periodo di riforme e trasformazioni iniziato nell’Unione Sovietica da Mikhail Gorbaciov nel 1985 e conclusosi con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. Prima del 1985 la parola non aveva alcun significato politico e significava solo ricostruzione, ristrutturazione di un edificio o di una struttura. All’interno del Paese, la perestroika produsse un'estensione delle libertà, il risveglio dell’impegno civile, l'introduzione di elementi di mercato nell’economia, e sul piano della politica estera, il rifiuto di qualsiasi conflitto in favore di una cooperazione con l'Occidente. La perestroika pose fine alla Guerra Fredda che durò quasi mezzo secolo, e per questo motivo la parola è entrata nelle lingue di tutto mondo con un’accezione piuttosto positiva.

Glasnost

Termine che indica una politica indirizzata a garantire la massima trasparenza nelle attività delle istituzioni statali e una maggiore libertà di informazione. Componente essenziale della politica della perestroika, puntava sull'allentamento delle maglie della censura concedendo una graduale libertà di stampa e l’abbattimento di molte barriere informative. “Glasnost” deriva da “glas”, forma arcaica di “golos" (voce), e designa letteralmente la possibilità di parlare ad alta voce e apertamente.

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