Il violino olimpico

Il violista e direttore d'orchestra russo Jurij Bashmet (Foto: Ria Novosti  / Sergey Piatakov)

Il violista e direttore d'orchestra russo Jurij Bashmet (Foto: Ria Novosti / Sergey Piatakov)

Il 6 febbraio, alla vigilia dell’apertura dei Giochi olimpici invernali, partirà il Festival internazionale delle arti, sotto la direzione di Jurij Bashmet. A parlarne con noi è il prestigioso violista

Jurij Bashmet è semplicemente un'istituzione. Della musica e della cultura russa. Il suo violino e la sua bravura fanno sognare migliaia di ascoltatori. E quest'anno, il suo lavoro s'incrocia con le Olimpiadi di Sochi. Sarà Bashmet, infatti, a dirigere il Festival Internazionale dedicato alle arti che si svolgerà in concomitanza con i Giochi Olimpici.

Quest’anno il Festival internazionale delle arti di Sochi si svolgerà contemporaneamente ai Giochi Olimpici.

Alle Olimpiadi dimostreremo il nostro valore, innanzi tutto nello sport, ma non solo. Ogni grande evento catalizza attenzioni, emozioni e risorse. E non mi riferisco unicamente al prestigio del nostro paese che avrà modo di dimostrare  quanto vale. In questo senso il nostro festival annuale sarà un grandioso mix culturale collegato agli eventi olimpici. Verrà rappresentata una riedizione inedita dell’Evgenij Onegin, l’opera di Chajkovskij ispirata al romanzo in versi di Pushkin, e insieme ai cantanti si esibiranno attori di teatro. In cartellone anche Denis Matsuev e Nino Katamadze.  Evgenij Mironov e Chulpan Khamatova saranno presenti con il loro splendido spettacolo Shukshin’s stories. 

L'intervista di Russia Oggi a Bashmet

Il nostro intento è quello di mostrare tutto il meglio di cui può andar fiera l’arte russa contemporaneaInoltre, parteciperanno al festival i più celebri artisti internazionali, da Barbara Frittoli a Ian Bostridge, da Fazil Say a Olli Mustonen, e la stella del jazz mondiale Brian Lynch. Si terrà un recital di Erwin Schrott, che non sarà solo un recital, ma un vero e proprio evento. Si esibiranno, tra gli altri, anche l’ensemble dei percussionisti reali della Corea, l’Orchestra Aleksandrov, Igor Butman e sono previste serate di musica da camera. Gli spazi consacrati alle manifestazioni del festival quest’anno saranno tre: oltre al Teatro d’Inverno, la Sala per  organo e la sala del centro culturale Galaktika, inaugurata di recente a Krasnaja Poljana. Cresciamo e ci espandiamo.

Qualche anno fa lei ha dato vita all’Orchestra dei giovani russi, appositamente formata per i Giochi Olimpici invernali di Sochi.

Sì, l’Orchestra parteciperà agli eventi olimpici. Se vogliamo dimostrare tutto il nostro valore, dobbiamo farlo non solo attraverso la presenza di maestri, ma anche attraverso giovani di talento che sono il nostro futuro. Abbiamo fatto delle selezioni in tutta la Russia. Il risultato è stato che abbiamo scelto ragazzi provenienti da 32 regioni russe - praticamente l’intera carta geografica del paese – di grande talento e con una straordinaria energia.

Lo speciale su Sochi 2014

L’autunno scorso ha avviato un altro progetto che riguarda l’istituzione di centri di formazione per giovani.

Ho incontrato poco tempo fa Rubin Abdullin, direttore del Conservatorio di Kazan, e mi ha raccontato del grande successo ottenuto dal nostro centro a Kazan. Di recente sono stato a Ekaterinburg dove 16 giovani flautisti hanno realizzato un programma di concerti sotto la guida di un docente inglese che si è trasferito da loro a insegnare. La sala era letteralmente presa d’assalto dal pubblico. Durante l’anno organizzeremo una serie di workshop di perfezionamento musicale, pensati per le scuole dell’obbligo di Ekaterinburg, Novosibirsk, Rostov sul Don e Kazan.

I corsi saranno tenuti da prestigiosi solisti, anche stranieri, che lavoreranno con i giovani musicisti russi. Nel programma saranno coinvolti anche docenti locali e rappresentanti delle amministrazioni provinciali e cittadine. È un fatto straordinario che il Ministero della cultura abbia deciso di sostenerci, senza il suo sostegno sarebbe stato praticamente impossibile realizzare il progetto. Tutte le lezioni per i ragazzi sono assolutamente gratuite.

C’è un ritorno al sistema sovietico?

Allora sapevamo come formare i diplomati che poi vincevano concorsi  in tutto il mondo. Dopo aver vinto al Concorso pansovietico, i musicisti si preparavano per l’ammissione al Concorso Chajkovskij. Vivevano nella pineta di Serebrjannyj Bor, dove venivano nutriti, potevano passeggiare all’aria aperta e i docenti andavano da loro a far lezione. Il modello era un po’ quello degli allenamenti sportivi. E  agli allievi venivano dati  Stradivari e Guarneri delle collezioni di Stato. L’elevato livello del concorso esigeva una preparazione estremamente seria. Vale lo stesso per gli atleti. Non dovevano avvertire il peso della responsabilità, ma sentire l’obbligo interiore di dare il massimo. È essenziale sentire dentro di sé l’amore del popolo, è questo che ti dà le ali. I risultati possono essere imprevedibili, ma noi dobbiamo sempre cercare di dare il massimo.

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