I custodi dell'arte

La Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan (Foto: William Brumfield)

La Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan (Foto: William Brumfield)

Una splendida serie di affreschi racconta tutta la ricchezza e il gusto della celebre famiglia Stroganov: mecenate collettivo nella Russia del XVIII secolo

I membri delle famiglia Stroganov sono famosi ovunque per il ruolo che ricoprirono nell’ambiente della corte imperiale di San Pietroburgo. Ma ben prima che Bartolomeo Rastrelli disegnasse il loro magnifico palazzo in Nevsky Prospekt, la dinastia Stroganov aveva svolto il ruolo di mecenate collettivo dell’arte sacra e dell’architettura delle chiese in tutto il territorio russo, da Nižnij Novgorod sul Volga a Sol'vyčegodsk nel nord. Forse, l’esempio più insolito del loro stravagante mecenatismo si può ammirare a Ustjužna, una cittadina ubicata sul fiume Mologa, affluente del Volga, nell’angolo sudoccidentale dell’oblast di Vologda.

Le origini di Ustjuzna. In base ai parametri russi, Ustjužna non è particolarmente isolata, eppure non è servita dalle ferrovie ed è situata a parecchi chilometri di distanza lungo la strada principale che collega San Pietroburgo e Čerepovec. La ricchezza di Ustjužna in epoca medievale si basava interamente sui vicini depositi di limonite, adatti ai primitivi metodi di fusione del ferro. Tra il XIII e il XVI secolo la cittadina divenne uno dei principali centri russi per la lavorazione dei metalli. Con lo sviluppo nel XVIII secolo degli Urali come principali produttori di metallo in Russia, Ustjužna passò allo status di modesta cittadina regionale che traeva beneficio dalla sua vicinanza alle più importanti vie commerciali. Un cambiamento notevole subentrò nella sua configurazione durante il regno di Caterina la Grande, che negli anni dopo il 1770 mise ordine nella pianificazione urbanistica delle città russe.

Le prime chiese. La pianta di Ustjužna, approvata nel 1778, collegava abilmente su un unico asse le due chiese principali della cittadina, la Cattedrale della Natività della Vergine e la Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan. La Cattedrale della Natività (edificata tra il 1685 e il 1690) è un importante monumento culturale con una grandiosa iconostasi, ma subì gravi danni in epoca sovietica. La perdita più grave fu quella del campanile, raso completamente al suolo negli anni Trenta. Indubbiamente, la conversione della cattedrale in museo di storia locale la salvò da un destino di gran lunga peggiore. L’opera d’arte religiosa più degna di nota di Ustjužna, tuttavia, è la Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan, festosamente decorata, situata presso il cimitero principale della cittadina, la cui prima pietra fu deposta nel 1694 da Gregori Stroganov, che intratteneva rapporti commerciali con Ustjužna.

Dettagli e strutture. L’esterno della Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan assomiglia ad altre chiese degli Stroganov della fine del XVII secolo. Le loro facciate di mattoni rossi sono abbellite da dettagli bianchi che ne sottolineano gli elementi strutturali e decorativi. Di solito, queste chiese culminano in cupole ornamentali sovrastate da croci alte ed elaborate. A differenza di altre chiese degli Stroganov, tuttavia, la Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan è tutta su un unico livello, senza una cripta inferiore sottostante il santuario principale. L’ingresso originario alla chiesa era sovrastato da un portico aggettante dalla facciata ovest che portava a un piccolo vestibolo, o nartece ((papert’). Alla facciata nord fu aggiunta una cappella a un solo piano con un altare dedicato a Santa Caterina, spazio ideale da riscaldare per le funzioni durante l’inverno.

L'800. Alla metà del XIX secolo una cappella simile, e sempre a un unico piano, fu dedicata a San Atanasio, aggiunta alla facciata sud: si creò così un equilibrio su entrambi i lati della struttura principale a due piani. Al tempo stesso, il portico del portone di ingresso fu allargato per adeguarsi alla larghezza delle cappelle collocate a nord e a sud. A prescindere da quanto sia bella l’architettura decorativa, la vera celebrità della Chiesa dell’Icona della Madonna di Kazan è dovuta a una serie di affreschi risalenti alla metà del XVIII secolo, dipinti in uno stile molto vigoroso da maestri della città di Yaroslavl, uno dei centri più importanti per la pittura sacra russa nel XVII e nel XVIII secolo. Lo stile fu influenzato dall’arte sacra occidentale e dalle Bibbie illustrate di origine sempre occidentale, ben note agli artisti di Yaroslavl. Negli affreschi compare anche l’informazione precisa di quando e da chi furono dipinti. L’arco che sovrasta l’ingresso dal vestibolo alla cappella nord mostra infatti un’iscrizione con le date “1 luglio 1756 – 26 agosto 1757”, e i nomi di un gruppo di artisti di Yaroslavl.

L'architettura religiosa del Nord

Le immagini della Genesi. Gli affreschi iniziano nel piccolo vestibolo: entrando in questo spazio si prova l’impressione di tuffarsi nel vivace mondo dell’arte russa provinciale del XVIII secolo, ispirata da fonti occidentali e tuttavia meravigliosamente naif nella sua singolare espressività. I soggetti degli affreschi del vestibolo sono ispirati per lo più al Libro della Genesi. Sulle pareti di sinistra compaiono scene del Giardino dell’Eden, e la Cacciata dal Paradiso, con insoliti corpi nudi di Adamo ed Eva. Sulle volte del soffitto e sul lato a sudest (a destra) compaiono interpretazioni dei Sette giorni della Creazione. Tra gli altri soggetti presenti negli affreschi vi sono il Giudizio Universale, a destra del portone principale, e l’Intercessione della Vergine. Anche la parete di sinistra contiene ritratti in dimensioni reali di santi ortodossi, come pure una raffigurazione di Caino nell’atto di ammazzare Abele. Due figure di angeli ingentiliscono entrambi i lati dell’arco prospettico dipinto che incornicia l’ingresso alla parte principale della chiesa. Un angelo riporta i nomi dei fedeli che entrano nel tempio, mentre l’altro è l’Angelo Vendicatore e impugna una spada.

Scene evangeliche. Il portale immette a un grandioso spazio ricoperto da una delle raffigurazioni più vivaci e colorate dell’arte religiosa russa. L’effetto è fortemente accentuato dalla pianta, un interno privo di elementi che ostacolano la vista, e che si innalza fino alla volta altissima dotata di un’unica apertura nella cupola principale. Le spesse mura esterne sostengono l’intero peso della struttura, ma due file di finestre su diversi livelli consentono alla luce di entrare e di illuminare gli affreschi. I quattro lati dell’alta volta mostrano otto solenni festività sacre nel calendario ortodosso russo: l’Annunciazione, la Natività di Cristo, la Purificazione, l’Epifania (o Battesimo di Cristo), la Trasfigurazione, la Pentecoste, la Natività della Madre di Dio e la Presentazione della Madre di Dio. Sono tutti incorniciati da una striscia di vari episodi affrescati che raffigurano alcune scene della Passione di Cristo. Le pareti stesse sono divise in quattro file orizzontali sovrapposte. Le due più in alto illustrano la vita e gli insegnamenti di Cristo, e raffigurano parabole come Il lavoratore nella vigna e il Figliol prodigo.

Le opere degli Apostoli. La terza fila dall’alto è dedicata per lo più a scene degli Atti degli Apostoli, tra cui alcuni episodi delle vite di San Pietro e San Giovanni. La fila più in basso è dedicata a scene tratte dalla vita di Santa Caterina. Gli affreschi di Santa Caterina, che coprono vari episodi della sua vita, dalla conversione al suo martirio, sono i più grafici nella loro riproduzione del corpo umano. La fila centrale di affreschi è interrotta da grandi immagini come l’Icona miracolosa del Salvatore e da una rappresentazione di Maria e Cristo Bambino ispirata allo stile di Raffaello. Oltre agli affreschi sulle pareti, ci sono anche rappresentazioni sul livello superiore degli spessi vani delle finestre. Gli archi delle finestre sono chiaramente visibili e riportano immagini come il Salvatore Emanuele, e così pure numerosi varianti del volto della Vergine, più che appropriate dato che la chiesa è dedicata all’Icona della Madonna di Kazan. La parete a est sorregge una grande iconostasi che riveste un ruolo fondamentale nel determinare lo spazio interno, ma è stata realizzata molto più tardi, nel XIX secolo, ed è priva della vibrazione davvero unica ed eccezionale degli affreschi. Gli affreschi di Ustjužna trasmettono in modo intenso ed enfatico colore e forma al punto da permeare l’intero spazio degli interni di una sensazione miracolosa.

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