Se il balletto apre le frontiere

Sono sempre di più i ballerini stranieri che calcano i palcoscenici russi (Foto: Vladimir Astapovich / RIA Novosti)

Sono sempre di più i ballerini stranieri che calcano i palcoscenici russi (Foto: Vladimir Astapovich / RIA Novosti)

In aumento il numero di star internazionali che arrivano a Mosca. E la grande tradizione russa incontra i maestri degli altri Paesi

La tendenza si afferma. Ed è in crescita costante. Mosca centro internazionale del balletto. Il Teatro Bolshoj ha chiamato David Hallberg dall'America, la giapponese Koike Saori ha iniziato la propria carriera di ballerina presso la Iwata Ballet School e adesso lavora nel balletto del Cremlino, Kimin Kim e Keenan Kampa danzano presso il Teatro Mariinskij. Tutto ciò non sorprende perché la scuola del balletto russo è molto apprezzata in tutto il mondo. David Hallberg Nel novembre 2011, l’americano David Hallberg ha fatto il suo debutto al Teatro Bolshoj come primo ballerino, interpretando un ruolo importante in Giselle.

L'avventura di David Hallberg

David, biondo e con gli occhi azzurri, un veterano delle scuole di ballo americane e di Parigi, ha interpretato i ruoli principali in numerosi balletti classici del 19° secolo – tra i quali quello del conte Albrecht in Giselle, del principe Desire in Sleeping Beauty, del principe Siegfried nel Lago dei cigni e il più leggendario Lo Schiaccianoci. “L’avventura ha inizio” era scritto sulla pagina Facebook di Hallberg durante il suo primo mese a Mosca, dopo essere diventato il primo americano solista del Teatro Bolshoj. David è nato nella cittadina di Rapid City, nel South Dakota. All'età di 8 anni è stato ispirato dai film di Fred Astaire e ha iniziato a praticare il tip tap dopo la scuola. In seguito, la sua famiglia si è trasferita a Phoenix, in Arizona, dove David ha assistito per la prima volta a un balletto, iniziando a frequentare nel 1997 l’Arizona Ballet School. Qui ha avuto come insegnante un ex solista del Balletto di Boston, Kee Juan Han.

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All’età di 17 anni Hallberg ha proseguito i suoi studi presso la Scuola dell'Opera di Parigi. Due anni dopo ha frequentato i corsi estivi presso l'American Ballet Theatre di New York e ha ricevuto una borsa di studio nazionale per l’Abt. "I miei genitori hanno sostenuto il mio desiderio di danzare fin dall’inizio, anche quando era solo un divertimento", ha confessato Hallberg a Rbth. Il balletto classico lo ha scoperto quando ancora si dedicava allo step e alla danza jazz, "come un bravo ragazzo americano". Nel 2011, Hallberg ha accettato l'offerta del direttore artistico del Teatro Bolshoj, Sergei Filin, ed è diventato primo ballerino del Balletto Bolshoj, dove si è allenato con Alexander Vetrov. "Molta strada è stata fatta grazie al lavoro con Sasha Vetrov ", ha sottolineato Hallberg. "Abbiamo lavorato insieme e io ne ho tratto grande beneficio”. Aggiungendo che si è trattato di un’esperienza sfidante in cui gli sembrava di esibirsi in un nuovo tipo di balletto perché si trattava di qualcosa di completamente diverso e con un approccio più minuzioso al suo ruolo. "Sono davvero felice nel teatro Bolshoj perché mi sembra di ispirare in una certa misura gli altri ballerini e allo stesso tempo di trarre ispirazione da loro”, ha detto Hallberg.

Nel corso del tempo Hallberg è diventato ballerino principale presso l'Abt. "Il balletto americano è entusiasmante e sensazionale". D' altro canto il balletto russo tende a essere più basato sui riferimenti storici. Secondo Hallberg, la differenza tra la scuola del balletto russo e quella americana è come quella che intercorre tra “la notte e il giorno". Egli definisce inoltre il suo stile "internazionale". “Non è esattamente americano, francese o russo, ma mi sono allenato attingendo a tutti questi stili", ha proseguito Hallberg. Aggiungendo di sentire la necessità di rappresentare personalmente la formazione americana di alto livello e lo spirito americano. "In realtà non ho accettato subito la proposta di Sergei Filin perché sapevo quanto sarebbe stato importante un passo del genere per me", ha detto a RBTH. "Sapevo quanto fosse serio Sergei nel volermi presso il Teatro Bolshoj e volevo davvero prendere in considerazione questa opportunità". Il Balletto russo per Hallberg rappresenta ovviamente una scuola storica e una delle migliori del mondo, insieme alla scuola francese dell’Opera di Parigi. “È una delle migliori palestre per il balletto classico", ha detto. "La scuola del balletto russo è visibile non solo nelle scuole Bolshoj e Mariinskij, ma anche nel resto del mondo".

Hallberg ha creato presso l’Abt la Innovation Initiative, un forum per l'esplorazione coreografica e la Borsa di Studio David Hallberg, un mentorship annuale per aspiranti studenti di danza di sesso maschile. "Mi piace la Russia", ha detto Hallberg. "A volte è una sfida, perché mi ci è voluto un po’ per abituarmi alla vita qui". La vita moscovita per Hallberg è molto affascinante perché ha dovuto ambientarsi senza parlare il russo. Ha grandi amici al di fuori del Teatro Bolshoj, e ammette che è bello riuscire ad avere un equilibrio tra il lavoro e la vita sociale. "E naturalmente ho anche i miei posti preferiti”, ha spiegato. "Uno di questi è il ristorante ‘Honest’ , e un altro il bagno russo Sandunovsky. Mi ci reco quasi ogni lunedi prendendo parte al rituale russo”.

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La carriera di Morihiro Iwata

Morihiro Iwata ha sentito molto parlare del balletto russo fin dall'infanzia, guardando i video con Vasilyev, Soloviev e Baryshnikov. Quando nel 1989 ha aperto a Tokyo l'Istituto di balletto russo Morihiro è diventato uno dei suoi primi studenti. Un anno dopo gli è stata offerta una borsa di studio, che ha accettato volentieri, presso la Scuola del Balletto di Mosca. “È stata un’opportunità molto interessante per poter conoscere di più il balletto russo, così ho deciso di andare a lavorare in una delle compagnie del balletto di Mosca dove potessero lavorare anche gli stranieri", ha detto. "Si trattava del Russian Ballet State Theatre, sotto la direzione di Gordeeva. Io credo veramente che i russi e i giapponesi siano spiritualmente affini. Aspetto evidente nel fatto che entrambi onorano le loro tradizioni, hanno cura della propria cultura e dei propri costumi e rispettano i loro antenati”.

Iwata ha poi lavorato per 17 anni presso il Teatro Bolshoj, ma purtroppo il balletto è una professione da giovani. Dopo aver raggiunto l'età pensionabile, ha deciso di provare a dirigere una compagnia di balletto e si è trasferito a Ulan – Ude, in Buriazia. "Sono stato invitato molte volte al festival dell'arte popolare ‘La corona dell’amicizia’", ha detto. "Lì ho presieduto la giuria, ho incontrato grandi artisti buriati e in seguito sono stato invitato a lavorare nel teatro dell’opera". Iwata ama lavorare in Siberia. Nonostante il clima molto freddo, non pensa di tornare a Mosca. Ha un compito: migliorare la qualità del balletto buriato e non partirà “fino a quando sarò in grado di dare tutto il mio contributo". Iwata ama anche la cultura siberiana perché sia i buriati, che i giapponesi sono buddisti e hanno quindi le stesse radici culturali. "Posso anche affermare che abbiamo lo stesso dna", ha detto. "Siamo più vicini di quanto non siano i cinesi o i coreani, il che significa che abbiamo gli stessi antenati”. Il suo successo come capo del balletto del teatro ha portato a un aumento degli spettatori.

Durante il suo servizio presso il Buryat State Academic Opera and Ballet Theater, Iwata ha diretto numerose produzioni, tra le quali "Walpurgisnacht", "Don Chisciotte", "The Blue Bird" e "Tamasha”. Gli ultimi due balletti sono sue produzioni personali. "La mia famiglia si è dimostrata comprensiva di fronte al mio trasferimento a Ulan - Ude, perché ciascuno di loro è molto legato all'arte: mia moglie era una ballerina e ora insegna presso la scuola di danza di Mosca”, ha detto. "I miei figli sono persone creative e sono consapevoli del fatto che mi sento meglio quando posso dedicarmi al massimo all'arte". Quest'anno Iwata sta preparando un nuovo capolavoro del balletto russo drammatico, "La Fontana di Bakhchisarai". "Cerco di preservare l'intento dell'autore, ma anche di aggiungere la mia visione dei fatti storici – per esempio, sull’invasione dei principati polacchi da parte di orde tartaro- mongole”. Per quanto riguarda i suoi prossimi progetti, Iwata sta preparando il terzo Festival internazionale dell’arte del balletto Larisa Sakhyanova e Pyotr Abasheyev. All’evento prenderanno parte artisti provenienti dai teatri Bolshoj e Mariinskij.

I ballerini stranieri in Russia devono affrontare le stesse difficoltà di tutti gli stranieri in Russia, ha sottolineato Iwata. Queste ultime sono legate principalmente al visto di lavoro o al permesso di soggiorno, al trovare un appartamento e, naturalmente, alla conoscenza del russo. "Ho vissuto in Russia più di metà della mia vita", ha detto. "Mia moglie e i miei figli vivono qui. L’altra parte della mia famiglia vive in Giappone: mia madre, mio padre e mia sorella. Quindi non posso definirmi ‘russificato’. Probabilmente mi considero cittadino di due paesi: la Russia e il Giappone. E io amo questi due paesi con tutto il cuore!”.

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