Se Tennessee Williams incontra Amleto

Ecco il nostro consueto appuntamento con gli eventi culturali della prossima settimana. Dal viaggio intorno alle radici del folk fino all'arte low cost

Ogni sera una scoperta. Un tour virtuale nella cultura della capitale. Dove l'offerta culturale aumenta settimana dopo settimana. E nonostante l'inverno ci si può riscaldare con una tournée del Kolyada-Theatre, con concerti di musica lirica e canzoni folkloristiche. E con una spedizione per soccorrere degli studiosi nell'Artico.

13 gennaio (lunedì)

Al Crocus City Hall di Mosca si terrà un concerto di Pelageja, una delle più interessanti e note interpreti del folklore russo. La cantante, che comparve sulla scena per la prima volta all'età di quattro anni, da allora ha continuato a esibirsi con regolarità. Pelageja riesce a coniugare con successo il repertorio folkloristico di varie regioni della Russia con degli arrangiamenti rock; è una cantante-simbolo della musica leggera russa. Molte delle canzoni da lei interpretate rientrano nella "top ten" del nostro immaginario collettivo. Ad esempio, la canzone cosacca "Ljubo bratsy, ljubo", cantata da Pelageja all'età di nove anni, divenne l'inno non ufficiale dei soldati russi impegnati nella Seconda guerra cecena. Il fatto che Pelageja sia tanto richiesta negli show dei principali canali televisivi dimostra che ha trovato il suo posto come vera interprete, amata e apprezzata da tutti, della nostra identità popolare.  

La nave rompighiaccio "Krasin", oggi museo (Foto: Lori / Legion Media)

13 gennaio (lunedì)

A San Pietroburgo vi sono diversi musei galleggianti. Oltre al leggendario incrociatore "Aurora", dal quale prese il via la rivoluzione del 1917, vi è un altro museo davvero sorprendente: il rompighiaccio "Krasin". Il Krasin fu costruito proprio nel 1917, lo stesso anno in cui l'incrociatore Aurora sparò il suo simbolico colpo a salve contro il Palazzo d'Inverno, e l'operatore radio trasmise a tutto il mondo la notizia della creazione del nuovo stato sovietico. Il rompighiaccio Krasin fu per molti anni la nave ammiraglia per le ricerche scientifiche dei sovietici nel Mar Glaciale Artico. Fu un rompighiaccio assai longevo: la sua ultima navigazione avvenne nel 1998.

In questo periodo il museo offre ai suoi visitatori una mostra dedicata alla famosa spedizione di salvataggio compiuta dal rompighiaccio nel 1928, che fu seguita dal mondo intero. Il ricercatore italiano Umberto Nobile con un equipaggio di 16 uomini compì una spedizione in dirigibile verso il Polo Nord. Durante il viaggio di ritorno l'aeromobile precipitò sui ghiacci. Vi furono diverse vittime, e gli esploratori superstiti montarono su una lastra di ghiaccio un accampamento a cui diedero il nome di "Krasnaja palatka" e in cui aspettarono per un mese l'arrivo del Krasin, che li avrebbe tratti in salvo.

15 gennaio (mercoledì)

Presso il Centro Teatrale sullo Strastnoj Bulvar a Mosca inizia la tournée del Kolyada-Theatre di Ekaterinburg. Questo teatro da camera fu fondato da uno dei migliori drammaturghi russi, Nikolaj Koljada, le cui opere vengono rappresentate nei teatri della Russia e anche all'estero. Koljada è conosciuto anche come un originale regista d'avanguardia. Con un budget ridottissimo, luci, scenografie e costumi amatoriali, messi insieme letteralmente a partire da dei vecchi stracci e degli oggetti scovati nei mercatini delle pulci, Koljada riesce a dar vita a delle grandiose narrazioni mitologiche. Attraverso i rituali, il simbolismo e le immagini poetiche questo regista riesce a trasformare classici come Shakespeare, Cechov, Pushkin e Gogol fin quasi a renderli irriconoscibili, e accompagna con mano ferma gli spettatori verso la catarsi. Il Kolyada-Theatre è un ospite gradito in Francia e in Polonia. Per gli spettacoli delle tournée annuali a Mosca, che sono ormai diventate una tradizione, i biglietti sono introvabili.

Nell'ambito di questa tournée il Kolyada-Theatre proporrà gran parte degli spettacoli del proprio repertorio: "Amleto" di Shakespeare, "Il giardino dei ciliegi" di Cechov, "Boris Godunov" di Pushkin, "Il ballo in maschera" di Lermontov, "Le anime morte", "Il revisore" e "Il matrimonio" di Gogol; "Il servitore di due padroni" di Goldoni, "Un tram che si chiama desiderio" di Tennessee Williams, e altri spettacoli.

16 gennaio (giovedì)

Alla Casa Internazionale della Musica di Mosca (Moskovskij Mezhdunarodnyj Dom Muzyki) si terrà il concerto di arie d'opera "Le voci della Bulgaria". Maria Zhekova, Aleksandr Nosikov, Plamen Bejkov e Ivajlo Dzhurov, accompagnati dall'Orchestra statale di fiati della Russia, interpreteranno alcune arie dalle opere di Verdi, Rossini, Bizet, Saint-Saëns, Glinka, Rachmaninov, Rimskij-Korsakov, oltre ad alcune romanze di compositori russi. La mezzo-soprano Zhekova e i bassi Nosikov, Bejkov e Dzhurov si sono formati in Europa e sono assai richiesti sui più importanti palcoscenici mondiali.  Questo concerto rappresenta una sorta di resoconto artistico che permetterà ai cultori del canto lirico di percepire il colorito balcanico e di apprezzare ancora una volta questi classici e amatissimi brani vocali.    

18 gennaio (sabato)

Alla galleria d'arte "Triumph" di Mosca sarà inaugurata una mostra dell'artista americano Russ Karablin. Il pittore, che parla russo, è originario di Odessa (una città del Sud dell'Ucraina). Negli stati Uniti, dove vive e lavora già da molti anni, le sue opere sono sempre più apprezzate. Karablin lavora sul filo della crisi nervosa: con le sue tele pittoriche sposta sempre più in là i confini del consentito nell'espressione artistica. Una delle sue opere, ad esempio, raffigura la capote di un'automobile con quattro teste umane mozzate.   

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