Letteratura, lo stato dell'arte

I grandi scrittori di oggi e di ieri (Fonte: Itar Tass, Foto d'archivio, Ria Novosti)

I grandi scrittori di oggi e di ieri (Fonte: Itar Tass, Foto d'archivio, Ria Novosti)

Successi internazionali. La possibilità di legare l'industria culturale all'approfondimento della storia del Paese. Il rapporto tra intellettuali e potere. Ecco le tappe principali del 2013

I libri più significativi del 2013. E le scelte dell'industria culturale. Passato e futuro del paese. Narrati nei più rappresentativi romanzi dell’anno. Mentre i progetti e gli eventi letterari più interessanti si sono focalizzati sulla tutela dell’eredità classica e la sorte della letteratura russa nei prossimi anni.

Una grande antiutopia: tre libri sul passato e il futuro della Russia

L’ultimo e tanto atteso romanzo dello scrittore russo post-moderno Vladimir Sorokin, Tellurija, è stato uno dei libri più discussi dell’anno. La strategia di Sorokin si può suddividere in due periodi: negli anni ’80 la sua prosa concettuale era costruita su una satira derisoria della filistea quotidianità del regime sovietico, scandagliata attraverso una descrizione dettagliata delle depravazioni e dei piaceri carnali. Fu proprio a ciò che Sorokin dovette da principio anche la sua fama scandalosa. Dall’inizio degli anni ’90, dalla sots-art, Sorokin è poi passato alla rappresentazione degli orrori di una fantastoria rappresentata come controstoria. Un "come sarebbe stato se nella santa madre Russia…" con l’aggiunta di scenari fantasmagorici…

Tellurija appartiene a questo filone dell’antiutopia. Il libro si compone di quindici racconti tutti legati al Leitmotiv dell’incubo: la Russia si è dissolta in una miriade di frammenti e a governare questo agglomerato di principati feudali è un metallo, il tellurio, che viene estratto in Siberia e trasportato a Mosca su veicoli che funzionano grazie all’energia prodotta dalle patate. Oltre a essere una satira grottesca che adombra bizzarri aspetti della realtà russa, il  romanzo è fitto di rimandi metaletterari: nei 50 "racconti-capitoli" che compongono il suo libro, Sorokin, maestro della stilizzazione letteraria, eccelle nella parodia dello stile di scrittori famosi, da James Joyce a Dan Brown…

La poesia militante

All’inizio del 2013 i lettori stranieri hanno potuto accostarsi alle opere di un autore russo che per molti anni aveva respinto qualunque contatto costruttivo con il potere. La casa editrice Ugly Duckling Presse ha pubblicato il libroIt’s no good del poeta russo Kirill Medvedev, militante di sinistra e musicista, che contiene oltre a una raccolta di versi dallo stesso titolo, anche un saggio e la descrizione di una serie di azioni di protesta promosse dall’autore.It’s no good  è stata una delle raccolte poetiche più significative dell’inizio del 2000; e solo tre anni dopo Medvedev, noto in Russia come traduttore di Charles Bukowski, in segno di protesta contro la commercializzazione dell’arte ha ripudiato il copyright, per pubblicare solo on line le proprie opere. Una riga apposta al colophon dell’edizione attuale recita infatti “Copyright denied by Kirill”. Si tratta della prima traduzione dei testi di Medvedev in inglese e l’edizione ha ottenuto grandi echi e recensioni entusiastiche su The New York Observer, New York Times, The Paris Review e altri giornali.

Il principale competitor di Sorokin per la fama ottenuta al di là dei confini russi, Viktor Pelevin, ha pubblicato come lui quest’anno un nuovo romanzo dal titolo Batman Apollo. Questo libro sui vampiri appare anch’esso una sorta di antiutopia. Qui in realtà a governare il mondo sono dei vampiri, gli stessi che la gente vede ogni giorno sugli schermi televisivi, serviti dai caldei.

Il terzo romanzo che ha suscitato scalpore è Lavr (Alloro) di Evgenij Vodolazkin, candidato simultaneamente ai tre premi letterari russi più prestigiosi: Bolshaja kniga, Natsionalnjy bestseller e Russkij booker e alla fine insignito del Bolshaja kniga. A differenza dei primi due autori, Vodolazkin rappresenta un’allegoria del passato russo in cui si narra la storia di un medico del XV secolo dotato di poteri taumaturgici. Vodolazkin, laureato in lettere, è uno specialista di letteratura russa antica.

Creare la storia: progetti scientifici e letterari

Grigorij Chkhartishvili, in arte  Boris Akunin, ha avviato il progetto di una nuova collana, dal titolo "Storia dello Stato russo", che pubblica racconti di avventura ispirati a motivi della storia russa. I libri in collana non escono con il vero nome dell’autore, storico e nippologo di formazione, bensì con lo pseudonimo di “Boris Akunin”. Proprio sotto questo pseudonimo lo scrittore ha ottenuto uno straordinario successo in tutta la Russia come autore di gialli storici, ambientati nella Russia del XIX secolo. Il primo tomo della collana, uscito nelle librerie in novembre, ha suscitato molte polemiche. Gli storici di professione, del resto, non hanno accolto con troppo favore l’impresa dello scrittore, giudicando il suo progetto più vicino alla narrativa che a un’opera scientifica e accademica.

Nel 2013. in collaborazione con il Museo Statale L.N. Tolstoj, il Museo Jasnaja Poljana e la società russa Avvyy è stato inaugurato il progetto storico-letterario “Tutto Tolstoj in un clic”. Lo scopo del  progetto è quello di pubblicare on line e con accesso gratuito l’opera omnia del maestro russo in 90 tomi (non soltanto i romanzi e i racconti, ma anche i diari e le lettere).

Letteratura e potere: insieme e separati

Si prova a delineare anche a  livello statale il futuro della letteratura russa. Il 21 novembre 2013 il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato 500 scrittori russi, poeti e operatori letterari. Si è trattato del primo e più articolato incontro mai tenuto nella Russia post-sovietica tra un capo dello Stato e i rappresentanti della comunità letteraria. All’incontro hanno preso parte anche gli eredi di Dostoevskij, Lermontov e Tolstoj.

Nel suo discorso di saluto ai partecipanti il presidente Putin ha osservato che l’obiettivo comune è quello “di attirare l’attenzione della società sulla letteratura nazionale e trasformare la letteratura e la lingua russa in un potente veicolo di divulgazione del pensiero russo nel mondo”. Per il raggiungimento di tale scopo Putin ha proposto una serie di misure quali la promozione di un programma nazionale di sostegno alla lettura, la dichiarazione del 2015 come anno della letteratura russa, e l’elaborazione di un programma a lungo termine di sostegno finanziario agli scrittori russi, e altro ancora. Tuttavia, il governo ha annunciato la sua disponibilità a collaborare in questa direzione con i singoli autori  e anche con un’unica organizzazione  che li rappresenti, o “Assemblea letteraria russa”, secondo la proposta rivolta dal presidente agli stessi letterati.

Durante l’incontro non è stata presa alcuna decisione congiunta in merito alla creazione di un’unica organizzazione degli scrittori, né si è raggiunta alcuna intesa di opinioni riguardo alle questioni politiche attuali. Così un giovane scrittore di sinistra, Sergej Shargunov, rivolgendosi a Putin, ha sollevato la questione della legittimità delle accuse formulate contro i manifestanti coinvolti nel “caso Bolotnaja”, inclusi anche dei letterati. L’erede di Dostoevskij, al contrario, ha espresso la sua personale, e più che discutibile opinione, secondo la quale sarebbero state la prigione e la deportazione ad aiutare il suo grande antenato a diventare un genio. In ogni caso, durante l’incontro, è stata ribadita la disponibilità del governo a collaborare con la comunità letteraria a condizione che siano gli scrittori stessi a muovere i primi passi in tale direzione. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond