Schnittke e le note proibite ai tempi dell’Urss

Il compositore Alfred Schnittke (Foto: Ria Novosti)

Il compositore Alfred Schnittke (Foto: Ria Novosti)

Ossessionato dai ritmi rock della musica occidentale e per questo condannato dai colleghi sovietici, è considerato uno dei più importanti musicisti dell'epoca. Al pari di Shostakovich e Prokofiev

Oltre i confini dell’Urss. Là dove la fama dei bravi compositori sovietici faceva fatica a riscuotere successo. Erano gli anni Settanta. E in pochi riuscivano a conquistare l’apprezzamenti di colleghi e musicisti occidentali. Fra questi pochi, si ricorda Alfred Schnittke. Per lui, il sogno di conquistare l’Occidente, si avverò. Le sue composizioni, comunque, erano eseguite molto raramente nelle sale da concerto sovietiche, per via di una politica che non favoriva né autorizzava la musica ispirata al cosiddetto “formalismo” occidentale.

Oggi, invece, Schnittke è considerato uno dei più importanti compositori russi della seconda metà del XX secolo, accanto a Shostakovich e Prokofiev.

Nella mia vita ebbi la fortuna di incontrare Alfred Schnittke. Correva l’anno 1980. E, insieme ad alcuni amici, a Mosca diedi vita a un gruppo rock di nome Tsenter (Centro). Ci piaceva la new wave. Ascoltavamo la musica d’avanguardia e il rock sperimentale.

La notte in cui morì
il menestrello dell'Urss

Un giorno, nel 1982, ricevetti una telefonata dalla nonna del chitarrista della nostra band, Andrei Schnittke. Mi disse che il padre di Andrei, Alfred Schnittke, aveva ascoltato una delle nostre incisioni. Si trattava di una forma di improvvisazione libera, della durata di trenta minuti, nella quale avevamo utilizzato la chitarra elettrica e il piano elettrico e li avevamo fortemente elaborati. In quel periodo non sapevo granché di Alfred Schnittke.

Lo incontrai per la prima volta nel suo appartamento di Mosca: si sedette al pianoforte a coda nero, che occupava la metà del suo salotto, e suonò alcune melodie dei Trio, un gruppo new wave tedesco molto in voga a quei tempi. Rimasi veramente colpito dal fatto che un compositore serio come Schnittke conoscesse a memoria e suonasse nel modo giusto quei brani rock al pianoforte, dando una perfetta interpretazione di musiche che non erano ovviamente nel suo repertorio abituale. Rimasi anche molto colpito dalla sua grande raccolta di LP, album di musica sperimentale e d’avanguardia: c’erano i dischi di Karlheinz Stockhausen, Pierre Boulez, Gyorgy Ligeti, Luciano Berio, Philip Glass, Steve Reich e altri compositori d’avanguardia e sperimentali.

Quando la mia collezione di dischi di musica d’avanguardia si ampliò considerevolmente, grazie ai contributi e all’aiuto di Schnittke, ricevetti molte visite da parte di giornalisti esperti di musica e di musicologi di Mosca, curiosi di ascoltare le registrazioni dei compositori occidentali moderni, così difficili da reperire nel territorio dell’Urss.

Nel frattempo venni a conoscenza del difficile rapporto tra Alfred Schnittke e l’Unione dei Compositori Sovietici. Per legge nell’Urss ogni cittadino doveva avere un lavoro governativo ufficiale. Per gli artisti, negli anni Trenta Stalin aveva creato le cosiddette associazioni di artisti, come quella degli scrittori, dei giornalisti, dei compositori e degli artisti in genere. Essere socio dell’Unione dei Compositori conferiva uno status di ufficialità al proprio lavoro e offriva l’occasione di pubblicare, e di far sì che le orchestre statali eseguissero le opere dei vari soci dell’Unione. Tutto ciò portava a guadagni ben superiori al salario medio mensile dei lavoratori dell’Urss. Schnittke, invece, non godeva di nulla di tutto ciò. Le sue composizioni viveva di influenza occidentale. Una caratteristica che non veniva affatto accettata in quel periodo.

Nei lavori di Schnittke si notano diverse tecniche musicali che affondano le proprie radici in Occidente. Una pratica del tutto vietata dalle autorità.

Poiché nessuno poteva mettere in discussione la professionalità e la competenza di Schnittke, egli continuò a far parte dell’Unione, ma senza opportunità di ricevere un reddito regolare. Le orchestre sinfoniche delle più importanti città sovietiche, come Mosca e Leningrado, si rifiutarono di suonare le sue composizioni.

La carica delle rock band
nelle terre dell'Est

Le difficoltà che Schnittke incontrò in Urss erano dovute anche alla sua origine tedesca ed ebraica. Era nato nel 1934 nella città di Engels, nella Repubblica socialista sovietica autonoma tedesca del Volga, da padre ebreo e madre tedesca. Durante i primi anni della sua vita, Schnittke aveva parlato in tedesco con sua madre e imparò a parlare il russo soltanto in seguito. Schnittke fu quindi trattato come un “diverso” e addirittura un “sospetto” dal sistema totalitario sovietico, dove l’antisemitismo rivestiva un ruolo prioritario della propaganda sovietica.    

Nonostante le pressioni e i limiti imposti alla sua musica, Schnittke si dimostrò molto attivo: nel catalogo della musica che scrisse vi sono circa una settantina di composizioni, tra le quali sinfonie, opere, balletti, musica da camera e musica corale.

Nel tentativo di trovare modi alternativi per procurarsi da vivere e mantenere la sua famiglia, Schnittke si rivolse al settore cinematografico sovietico. Comporre una colonna sonora per un film era molto più facile, perché quel tipo di progetti non richiedeva necessariamente l’approvazione dell’Unione dei Compositori. Inoltre, nei film sovietici la censura si concentrava perlopiù sulla sceneggiatura e sulle immagini della pellicola, lasciando ogni decisione riguardante la colonna sonora al regista del film. Così Schnittke riuscì a comporre le colonne sonore di molti film sovietici, lavorando con importanti cineasti. A lui si debbono le colonne sonore di oltre sessanta pellicole.

Nel 1983 Alfred mi disse che avrebbe iniziato a lavorare a un nuovo film per la casa cinematografica moscovita Mostfilm, insieme al regista Igor Talankin. In quel film una scena sarebbe stata girata nel bar di una nave di crociera, dove avrebbe dovuto suonare un gruppo rock di giovani. 

Schnittke suggerì quindi di assegnare il ruolo a noi. A noi giovani della piccola band Tsenter. Il regista Talankin acconsentì.

Vennero così a farci visita nel nostro piccolo studio di registrazione, per conoscerci e per fare una sorta di casting. In un primo tempo  Talankin si dimostrò dubbioso, perché le nostre canzoni rock appartenevano a un genere musicale che lui non conosceva. Ma Schnittke lo convinse che la nostra band rappresentava un’intera nuova generazione e sarebbe andata benissimo per quella scena. Talankin se ne andò con una nostra registrazione, dicendoci che ci avrebbe pensato su e ci avrebbe fatto sapere.

Qualche mese dopo ricevetti una telefonata dal dipartimento musicale della casa cinematografica Mosfilm: mi dissero che dovevo presentarmi da loro e ritirare la sceneggiatura del nuovo film di Talankin. Quando arrivai alla Mosfilm appresi che nella fase di pre-produzione erano stati apportati alcuni cambiamenti al film e che Schnittke non avrebbe più composto la colonna sonora. Il registra decise che il tema musicale del nuovo film sarebbe stato uno dei brani della nostra band. Alfred non ci raccontò mai i dettagli, ma sono sicuro che fu lui a convincere Talankin a usarci come compositori musicali per il suo film.

Con i cambiamenti della Perestrojka e l’avvento di una società più aperta in Urss, dopo il 1985 Schnittke riscosse molti più riconoscimenti e poté anche viaggiare, andare all’estero, soprattutto in Europa e in America dove la sua musica era eseguita dalle orchestre sinfoniche. Nel 1990 si trasferì ad Amburgo, in Germania, dove ha continuato a lavorare fino alla sua morte, nel 1998.

Vasily Shumov è musicista, produttore, fotografo e video-artista. Nato a Mosca, nel 1980 ha fondato la prima band moscovita di musica new wave ed elettronica, Tsenter (Center). Dal 1990 al 2008 ha vissuto a Los Angeles in California. Si è laureato al California Institute of the Arts, Mfa, nel 1998. Ha esposto più volte da solo e in collettive, presentando le sue opere fotografiche o i suoi video artistici.

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