La storia in 3D per scoprire i Romanov

Alta tecnologia e divulgazione. Per una mostra che registra un grande successo. L'osservazione del passato della dinastia come modo per capire il presente

Foto: Sergei Kuksin / RG

Quindicimila visitatori nel giorno dell’inaugurazione. Una lunga fila che si snodava lungo Piazza del Maneggio. E all’interno del museo, regnavano i bambini: tutti di corsa, davanti agli schermi con le immagini raffiguranti i Romanov. E se le nonne studiavano i pannelli touch-screen, i gruppi di cadetti, sacerdoti e seminaristi si muovevano silenziosi tra le sale.

La mostra “I Romanov. La mia storia” è stata annunciata come uno degli eventi dell'anno. Rappresenta un eccellente strumento didattico a sostegno del programma di storia che viene impartito nelle scuole russe. L’esposizione verrà visitata ogni giorno da circa 35 scolaresche. Gli studenti potranno testare le loro conoscenze completando dei quiz disponibili su iPad in speciali stand sparsi per il museo.

Il fotografo dei Romanov:
"Scattavo sapendo
di non poter pubblicare"

Il regno della dinastia Romanov è considerato il secolo d’oro della cultura russa. “Ignoriamo l’origine di molte delle cose che circondano le nostre vite oggi, anche di quelle più semplici”, afferma Alexander Myasnikov, consulente storico della mostra. “L’obiettivo dell’esposizione è proprio questo, colmare queste lacune. Ad esempio, sapete quando comparvero le prime rose in Russia? Con il primo Romanov, Michele I, che le importò nel nostro Paese. E le fragoline di bosco? Esse vennero introdotte dal figlio Alessio I, che aveva il pollice verde proprio come il padre. E il primo telefono? Pensate un po’, sotto Alessandro III. Il regnante era solito telefonare da Gatchina a San Pietroburgo. Ed è a lui che dobbiamo anche la parola “orzo perlato”, uno dei piatti favoriti dello zar. Anche l'olio di girasole fu inventato in Russia sotto Nicola I. Questo spiega il motivo per cui il girasole è conosciuto in tutto il mondo come un fiore russo, nonostante, in realtà, provenga dall’America”, spiega Myasnikov.

“Fu sotto i Romanov che la Russia creò la sua prima forza aerea con l’aeroplano Ilya Muromets. Tutti ricordano i fratelli Wright come i pionieri del volo, ma in realtà fu Alexander Mozhaysky a far decollare il primo aereo da Krasnoye Selo, 20 anni prima degli americani. La storia è intrisa di misteri. Uno degli obiettivi di questa mostra è proprio quello di svelare questi misteri e dimostrare che la storia non è affatto una materia tediosa”, aggiunge Myasnikov.

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La storia dei Romanov viene presentata mediante l'ausilio di installazioni 3D, collage animati, pannelli luminose e schermi giganti. Tutta questa parte interattiva contribuisce - letteralmente - a immergere i visitatori nella storia. Ciascuna delle 21 sale espositive è dedicata a un rappresentante della dinastia reale. Grazie alle tavole digitali, è possibile studiare i principali eventi storici di ogni periodo e scoprire diversi aneddoti interessanti e curiosi, riguardanti la loro vita quotidiana. La vita religiosa, culturale e scientifica della Russia durante il regno dei Romanov viene affrontata in speciali sale nelle quali vengono trasmessi di continuo dei cortometraggi - brevi filmati, realizzati al computer, con dipinti commissionati dai Romanov durante il loro regno o realizzati posteriormente in onore della famiglia.

Diversi pannelli 3D riproducono vivide immagini del passato: il Periodo dei Disordini è rappresentato dal Cremlino che brucia avvolto da fiamme che sembrano reali; le stanze imperiali del XVII secolo vengono ricreate mediante una realistica installazione retroilluminata; mentre sugli schermi interattivi è possibile ammirare ricostruzioni di operazioni militari. La sala centrale è dominata da uno schermo gigante che ritrae tutti i Romanov contemporaneamente. Grazie alla tecnologia, sembrano vivi: scuotono la testa, respirano regolarmente e guardano i moderni russi con uno sguardo malinconico e severo.

La mostra presenta oggetti personali del primo e dell’ultimo zar della dinastia: lo scettro di Michele I e il diario di Nicola II. L’icona miracolosa di Nostra Signora di San Teodoro, icona patrona della famiglia Romanov, è stata trasportata appositamente dal Monastero Ipatiev di Kostroma per comparire nell’esposizione. Si tratta dell’icona con cui la madre del giovane Michele I benedì il regno del figlio nel XVII secolo. Le reliquie ortodosse godono di grande popolarità tra i russi. Code enormi si formano ogni volta che un’icona viene esposta al pubblico. Se tale tesoro liturgico è stato aggiunto alla mostra è tutto merito degli enti organizzatori, tra i quali figurano il Patriarcato di Mosca, il Governo della capitale e il Ministero della Cultura della Federazione Russa.

L'inaugurazione si è svolta alla presenza del Presidente Putin e del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, che hanno acceso una candela davanti all'icona e hanno fatto un tour delle sale in compagnia dell’ideologo della mostra, l'archimandrita Tikhon.

La mostra continuerà fino al 12 novembre 2013

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