Legge anti-pirateria, il parere degli artisti

Quali vantaggi comporterà la nuova normativa, pensata per regolare la diffusione gratuita della musica e dei documenti on line? L'opinione di alcuni critici e musicisti russi

Negli ultimi quindici anni tutti i Paesi industrializzati hanno adottato, non senza difficoltà, nuove norme per combattere la pirateria digitale, come accaduto con il Digital Millennium Copyright Act (Dmca), approvato dagli Stati Uniti nel 1998. Adesso tocca alla Russia.

Per la Federazione è arrivato il momento di adottare una nuova, più amplia normativa contro la pirateria digitale, che comprenda leggi sulla condivisione e il download di ogni sorta di documento, compresi software e opere letterarie e musicali. La decisione senza dubbio aprirà un nuovo dibattito sui mezzi di comunicazione. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi che le nuove norme anti-pirateria comporteranno per i musicisti russi?

Negli ultimi trent’anni in Russia la pirateria musicale - apparsa per la prima volta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, parallelamente a un’economia di mercato più aperta e libera - si è diffusa a ritmi serrati. I russi credono che i “pirati” siano i produttori e i venditori di cassette audio-musicali, nastri VHS, dvd e cd. Negli anni Novanta in molte città della Russia sorsero spontaneamente dei mercatini per la compravendita di cassette e cd contraffatti. A Mosca la gente ancora ricorda quello famoso di Gorbushka, nei pressi della stazione di Bagrationovskaya, nella zona di Fili, dove dischi, musicassette e video copiati o incisi su richiesta venivano smerciati sottobanco direttamente dai portabagagli delle automobili.  

Gorbushka. Into the Forest, 1987-1999 (Fonte: YouTube)

In Russia, quando si parla di pirateria musicale si intende un’industria clandestina che produce, distribuisce e vende cd e dvd musicali contraffatti. Milioni di copie di cd e dvd copiati che comprendono ogni tipo di musica da ogni parte del mondo, in particolare occidentale o appartenente alla tradizione popolare russa. Ogni tanto la televisione mostra la polizia che irrompe in uno stabilimento clandestino di cd e dvd, o racconta di una fabbrica che di giorno produce cd autorizzati e di notte si trasforma in un’impresa criminale che sforna merce contraffatta.

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Le nuove leggi sono pensate per far fronte a una situazione nuova, dove i pirati sono invisibili e si muovono nel cyberspazio, e non possiedono nessuno stabilimento segreto nei quartieri malfamati. È per questo che in Russia molti musicisti e critici musicali non ritengono che la condivisione di documenti digitali e i siti torrent rientrino nella definizione di pirati o criminali. Alcuni musicisti addirittura considerano i siti torrent come un valido strumento promozionale, perché attraggono ogni giorno milioni di visitatori. Vi è poi un’altra categoria di musicisti, appartenenti di solito a una generazione passata, le cui abitudini e opinioni si sono formate in un’epoca precedente a Internet. Questi paragonano il processo di registrazione musicale a una pasticceria che produce torte: se vuoi una torta la devi pagare. Non si può entrare in una pasticceria e arraffare dolci a sbafo. E dopo aver comprato una torta e averne gustato qualche fetta, non la si può condividere con milioni di persone.

Artem Troitsky, un influente critico musicale residente a Mosca, è uno dei sostenitori della condivisione gratuita della musica via Internet, e ha proposto a più riprese l’abolizione delle vecchie leggi “primitive” sui diritti d’autore, che oggi, nel XXI secolo, considera obsolete. In una sua recente apparizioni sul programma “Un’opinione particolare”, della seguita stazione radiofonica “Eco di Mosca”, egli ha invitato a riflettere sulla condivisione e il download dei file digitali: “A chi vanno tutti i soldi? Non ai musicisti, che ne ricevono solo una percentuale minima. Non agli attori, ai registi, agli interpreti o agli inventori. Tutto il denaro va a coloro che detengono i diritti d’autore, ovvero alle gigantesche compagnie che si procurano quei diritti e poi ne gonfiano il valore. È così che possono permettersi di andare e tornare dal lavoro a bordo di elicotteri privati, mentre il resto della popolazione paga per il loro stile di vita lussuoso. Io stesso sono un pirata, da questo punto di vista. E se nascerà un Partito della pirateria, vorrò farne parte”.

Andrei Makarevich è un famoso musicista rock. La sua band, Mashina Vremeni (La macchina del tempo) era molto nota già alla fine degli anni Settanta. Makarevich è un sostenitore delle attuali leggi contro la pirateria digitale, e in un’intervista pubblicata sul numero di agosto 2013 della rivista settimanale Afisha ha espresso le sue opinioni e preoccupazioni circa i “pirati” e la condivisione gratuita di file musicali. Riportiamo di seguito alcune delle sue dichiarazioni:

In merito al download gratuito di musica da Internet:

“Perché nessuno oggi si scandalizza di dover pagare l’accesso a Internet? Ve o spiego io: è perché tutte quelle voci che reclamano a gran voce la gratuità della musica su Internet appartengono a coloro che con il traffico Web si arricchiscono”. 

A proposito di una particolare licenza necessaria per l’impiego non-commerciale della musica:

“Considerando il modo in cui vanno le cose, un album, la cui produzione è costata 150.000 euro e ha richiesto due anni di vita, venderà sino a quando su Internet non appariranno i primi risultati di licenza per impiego non-commerciale”. 

A proposito dell’industria discografica statale in Russia:

“Ogni tipo di industria ha bisogno di denaro per poter funzionare. Nel mondo della musica non circola più denaro perché rispetto a quindici anni fa i musicisti hanno perso l’occasione di farsi pagare per le loro registrazioni”.

Un’iniziativa contro la nuova legge anti-pirateria ha già raccolto le firme di centomila cittadini, desiderosi tra l’altro di avviare un pubblico dibattito che tenga conto di tutte le opinioni, comprese quelle dell’utente medio di Internet.

In uno sviluppo dell’ultima ora, la nuova legge contro la pirateria digitale è stata modificata e su alcuni punti che riflettono le preoccupazioni di grandi compagnie di Internet come Yandex (la “Yahoo” russa) è stato raggiunto un compromesso. Adesso per poter sporgere denuncia per violazione dei diritti della proprietà intellettuale bisogna aver precedentemente chiesto a un sito torrent o di condivisione di documenti di eliminare i contenuti non autorizzati, dimostrando di detenere il diritto esclusivo sui loro contenuti. Inoltre, chi detiene i diritti deve dimostrare che i contenuti in questione non sono stati rimossi dal sito malgrado le richieste. Le centomila firme sono state ignorate.

Per più di dieci anni, da quando in Russia esiste l’accesso rapido a Internet, la condivisione o il download di musica è stato completamente gratuito. Malgrado i tempi siano cambiati, come cantava Mick Jagger “le vecchie abitudini sono dure a morire”. Ammesso che muoiano.

Per leggere il testo integrale dell'intervento di Andrei Makarevich pubblicato su "Afisha", cliccare qui

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