Gli Alpini tornano in Russia, in nome della musica e della solidarietà

Il coro degli Alpini dell'Ana di Trento si esibisce davanti agli allievi della scuola italiana di Mosca Italo Calvino (Foto: Viktoria Makarova)

Il coro degli Alpini dell'Ana di Trento si esibisce davanti agli allievi della scuola italiana di Mosca Italo Calvino (Foto: Viktoria Makarova)

Il Coro dell’Ana di Trento è stato ospite della scuola Calvino di Mosca: parteciperà anche alle celebrazioni per il 20mo compleanno dell’Asilo Sorriso di Rossosch

A un cenno della maestra, le aule dell’istituto scolastico Italo Calvino si riempiono delle note del più famoso canto degli Alpini: “Sul cappello, sul cappello che noi portiamo, c’è una lunga c’è una lunga penna nera” intona il coro dei bambini, dalla prima elementare alle medie.

 
La festa dei 40 anni della Calvino
nella nostra fotogallery e in un video

La scuola italiana di Mosca, che nel 2013 festeggia i suoi primi quarant’anni, accoglie così gli ospiti venuti da lontano: con gli alunni, infatti, nella mattina del 19 settembre 2013, (il 19 settembre del 1985 scompariva lo scrittore italiano, al quale la scuola è intitolata), c’è il Coro degli Alpini di Trento, partito alla volta della Russia per un viaggio che unisce memoria storica e solidarietà, come nella migliore tradizione del Corpo.

Dopo il benvenuto dei più piccoli, tocca a loro esibirsi: gli Alpini, diretti dal maestro Aldo Fronza, regalano al giovanissimo pubblico una selezione del loro migliore repertorio in dialetto e in italiano, da “Son vegnù da Montebel” a “San Matio”, dall’“Inno al Trentino” a “La montanara”, prima di cantare ancora una volta, insieme a tutti i bambini, “Sul cappello” e l’inno di Mameli.

A Maurizio Pinamonti, presidente della sezione trentina dell’Associazione Nazionale Alpini, il compito di rispondere alle tantissime curiosità degli allievi della Calvino, spiegando loro quali sono i valori dell’associazione e dello spirito di corpo che lega tutti i suoi aderenti.

Fabio Capello in visita
alla Italo Calvino:
guarda il video! 

I bambini, naturalmente, vogliono anche sapere se qualcuno di loro ha mai visto “un vero carro armato” o combattuto in guerra: “Noi per fortuna non abbiamo fatto nessuna guerra”, risponde sorridendo l’alpino, “ma chi ci ha preceduti le ricorda. Oggi una delle principali attività di cui ci occupiamo è la protezione civile: terremoti e alluvioni sono i nostri nuovi campi di battaglia”.

Chi la guerra la ricordava era Nardo Caprioli, sottotenente del Battaglione Alpini Edolo in Russia, tra i pochi sopravvissuti alla terribile battaglia di Nikolajevka dove il 26 gennaio 1943 gli ultimi resti dell’Armir (Armata Italiana in Russia) riuscirono a rompere l’accerchiamento sovietico e a proseguire la loro tragica ritirata.

Il video degli alpini
alla Calvino di Mosca

Grazie agli sforzi di Caprioli e dell’Ana, all’epoca da lui presieduta, nel 1993 è nato l’Asilo Sorriso, una struttura per l’infanzia che gli Alpini hanno voluto costruire simbolicamente a Rossosch, proprio dove cinquant’anni prima si era insediato il loro comando militare. Una scuola al posto delle trincee, per testimoniare appunto che sul fronte della solidarietà gli ex soldati dal cappello con la penna nera vogliono combattere le loro battaglie future.

Il gruppo partito da Trento si unirà a tutti gli altri Alpini italiani che si preparano a festeggiare il ventesimo compleanno dell’Asilo insieme al presidente nazionale Sebastiano Favero. Prima, però, li aspettano all’università di Voronezh, nell’ambito di un incontro organizzato in collaborazione con le istituzioni e la Fondazione Museo Storico di Trento.

Non mancherà certamente una visita a Nikolajevka, che oggi si chiama Livenka: uno dei tanti nomi di città e paesi della geografia russa, tra il Dnestr e il Don, impressi nelle pagine più dolorose della memoria collettiva. Uno dei nomi che ogni Alpino è tenuto a ricordare.

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