La febbre del sabato sera ai tempi dell'Urss

Ai tempi dell'Unione Sovietica le persone ballavano spesso nei centri ufficiali russi della cultura o nei cortili dei palazzi (Foto: Itar-Tass)

Ai tempi dell'Unione Sovietica le persone ballavano spesso nei centri ufficiali russi della cultura o nei cortili dei palazzi (Foto: Itar-Tass)

Le feste nei cortili e primi dance floor: gli anni Ottanta in Unione Sovietica sono stati caratterizzati da un boom di discoteche, dove si ballava anche sulle note di Al Bano e Celentano

Oggi i dj, in Russia, sono ovunque. Su dieci manifestazioni pubbliche, almeno nove avranno un dj. Un computer portatile, un mixer e un paio di cuffie: questa la semplice attrezzatura necessaria per suonare. Attrezzatura che può essere facilmente contenuta in uno zaino.

I dj vi raggiungono ovunque voi siate. Ma c’è stato un tempo in cui la gente faceva lunghe file in piedi nel tentativo di trovare i biglietti per accedere a quel luogo magico e divertente chiamato discotecaGuardando a come le persone passavano il loro tempo libero dopo il lavoro ai tempi dell’Unione Sovietica, la prima cosa che viene in mente è la discoteca. Gli anni Ottanta sono stati davvero l'età d'oro per le piste da ballo.

La musica che sfidava l'Urss

È noto che ai tempi dell’Urss le persone avevano uno stile di vita duro e monotono. Ma indipendentemente da quanto fosse difficile la vita per i cittadini sovietici, a loro piaceva divertirsi e hanno trovato un modo spontaneo e sicuro per farlo, organizzando feste danzanti. La gente ballava nelle città, nei centri ufficiali russi della cultura o in luoghi chiamati "dvor" (cortile, giardino condominiale) di fronte alle loro case. La vecchia generazione ricorda ancora le serate estive, quando qualcuno portava un grammofono di fronte al palazzo e i vicini arrivavano per ballare "Rio Rita", una melodia molto popolare all'epoca.

In occasione dei party venivano impiegati un giradischi automatico, un fisarmonicista o una semplice band con tre componenti. Il ballo in Urss era probabilmente uno dei pochi tipi di divertimento ammessi ufficialmente. Molti film sovietici negli anni Trenta e Cinquanta comprendevano scene di ballo, e questi film erano approvati dalla censura sovietica.

Negli anni Settanta la febbre mondiale della discoteca ha raggiunto le case dei cittadini sovietici. Le prime discoteche in Urss sono comparse nelle Repubbliche Baltiche, ora Stati indipendenti. Le discoteche di tipo occidentale erano molto popolari tra i cittadini sovietici perché offrivano un modo nuovo e moderno di organizzare i party.

In base alla tipica organizzazione sovietica, nella quale la gente lavorava dalle 9 alle 5, erano obbligatorie riunioni dello staff almeno una volta al mese. Queste riunioni erano infarcite da discorsi ideologici e di cosiddetta "informazione politica" a opera dei dirigenti locali del Partito Comunista.

Eventi di questo tipo venivano organizzati nei centri della cultura o negli auditorium, dove potevano trovare posto alcune centinaia di persone. Per rendere tali eventi più attraenti, gli esponenti del Partito Comunista e i militanti più giovani del Komsomol (l'organizzazione giovanile del partito comunista sovietico) cercavano un certo tipo di intrattenimento per concludere queste manifestazioni ideologiche austere e noiose: la discoteca rappresentava la soluzione perfetta. La discoteca ha dunque rappresentato uno strumento di intrattenimento controllato dal dipartimento della cultura del partito comunista. Dal momento che a frequentare le discoteche erano soprattutto i giovani sovietici, la loro gestione era affidata al Komsomol.

In Urss c’erano discoteche di tutti i tipi. Quelle più ambite ed eleganti, ad esempio, si trovavano presso la catena di bar dell’Intourist hotel che era dotata di buone attrezzature e aveva un ambiente confortevole. Il cittadino medio sovietico non aveva accesso a questo tipo di alberghi e di bar.


Solo la nomenclatura sovietica e i membri del Komsomol potevano entrare mescolandosi tra i turisti stranieri, le prostitute locali e un esercito di agenti sotto copertura del Kgb. Anche i contrabbandieri e gli affaristi erano presenze costanti presso i bar e le discoteche degli Intourist hotel perché questi luoghi si adattavano ai loro affari.

I primi dj professionisti cominciarono ad apparire in questi posti esclusivi. Dal momento che un’industria di intrattenimento in stile occidentale mancava in Urss, i dj professionisti sovietici sono stati formati in tipico stile anticapitalista. Ogni festa doveva avere un titolo ufficiale che spiegava la ragione per cui le persone stavano ballando in quel luogo.

Il titolo doveva essere collegato alle più recenti disposizioni del comitato centrale del partito comunista, o all'ultimo discorso del segretario generale Leonid Breznev, o essere una specie di slogan che avrebbe giovato alla salute dei cittadini. I dj dovevano essere ricchi d’invettiva per ottenere l'approvazione ufficiale della loro musica. Dal momento che la musica era parte dell'ideologia sovietica, c'erano censori che decidevano che tipo di musica si potesse eseguire e quale no.

"Accresciamo la nostra grande amicizia con i nostri più cari amici dei Paesi socialisti”; "Ballate per mantenere il vostro corpo sano e in forma!"; "La discoteca è dedicata alla Giornata Internazionale della Donna"; "Festeggiamo il matrimonio dei nostri più cari compagni Ivanov e Petrova!". Le olimpiadi estive di Mosca nel 1980 hanno rappresentato una spinta importante per le discoteche della capitale. Sono stati costruiti nuovi alberghi e nuove arene sportive con infrastrutture per l’intrattenimento e il tempo libero.

Quando le Olimpiadi sono terminate e migliaia di turisti stranieri hanno lasciato Mosca, le nuove e moderne discoteche sono diventate luoghi molto appetibili per la gioventù dell’epoca. Una di queste nuove discoteche si trovava all'interno dello stadio da ciclismo "Velotrek", in zona Krylatskoye a Mosca. Questa discoteca era supervisionata e gestita dal distretto di Kuntsevo, quartier generale del Komsomol. Comunque, anche se questa discoteca era controllata dal Komsomol, veniva concesso un certo grado di libertà e qui suonavano anche gruppi underground per la gioia del pubblico alla moda, pieno di studenti.

Quando a Mosca prende piede una certa tendenza, poi, nel giro di pochi anni si diffonderà anche nel resto del Paese. La stessa cosa ovviamente si è verificata con le discoteche. Le discoteche venivano aperte nei dormitori, nei centri della cultura per i lavoratori, nei caffè all'aperto e nei ristoranti. In questi luoghi la censura era più allentata e le persone potevano ascoltare qualsiasi tipo di musica. È interessante notare come in Unione Sovietica i brani musicali più popolari non fossero gli stessi dell’Occidente.

Ad esempio, nei primi anni Ottanta la canzone occidentale più famosa nelle discoteche sovietiche era "Abracadabra" della Steve Miller band. Questa canzone si poteva ascoltare ovunque. Così come i brani di Boney M, Dschinghis Khan, Modern Talking. Alcuni dj sovietici, come Sergei Minayev, cercarono di imitare i brani occidentali più popolari nelle discoteche, creando versioni russe accompagnate da una performance teatrale.

Al popolo sovietico piacevano molto i cantanti pop italiani come Celentano, Pupo, Al Bano e Romina Power e, naturalmente, la musica leggera rappresentata dalle hit delle pop star sovietiche. Così, in una tipica discoteca dell’epoca, si poteva ascoltare musica statunitense, tedesca, italiana, francese, svedese e sovietica. Può sembrare singolare e strano, ma era così, e i gusti musicali del pubblico russo non sono cambiati molto dal 1980.

Le discoteche hanno rappresentato anche un luogo deputato al mercato nero. I biglietti di ingresso per i club erano spesso contraffatti. I baristi vendevano cocktail illegali con alcool a buon mercato. I commercianti vendevano abiti occidentali e jeans sottobanco. Le discoteche erano diventate il luogo eletto della cultura e del commercio alternativi.

Nelle discoteche frequentate dagli studenti i dj hanno cercato di mixare una musica più seria ed educare musicalmente le masse. Mixando brani dei Pink Floyd, King Crimson, Yes. Qualche dj ha anche inserito uno speaker che teneva una sorta di lezione sul rock occidentale. A causa della mancanza di attrezzature tecniche per le discoteche, ai tempi dell’Urss i dj utilizzavano come strumento principale un paio di registratori a bobina aperta. L'utilizzo dei giradischi era problematico perché un vinile delle star occidentali costava quasi uno stipendio mensile al mercato nero, così nessuno voleva correre il rischio di danneggiare o perdere i preziosi LP durante le performance.

Una tipica coppia di registratori a bobine aperte utilizzata dai Dj comprendeva una bobina di musica preparata per la notte su un registratore e una bobina per le richieste da parte del pubblico, che era una caratteristica tipica delle discoteche sovietiche, così come la “white dance” - un lento in cui le donne invitavano gli uomini a ballare. Le richieste di brani e la "white dance" rappresentavano un’eredità delle tradizionali feste da ballo dell’Unione Sovietica, prima dell’avvento della mania delle discoteche.

La generazione sovietica degli anni Ottanta – che adesso ha 50 anni - è ancora giovanile e desiderosa di tanto in tanto di ricordare i vecchi tempi. In molte città russe si svolgono party comunemente chiamati "La discoteca anni Ottanta". A Mosca "La discoteca anni Ottanta" si svolge annualmente presso lo stadio Olimpico, dove migliaia di persone cantano e ballano i loro brani preferiti di quel periodo.

Vasily Shumov è un musicista, produttore e video artista. Nato a Mosca, è stato il fondatore nel 1980 della prima band di musica elettronica e New Wave di Mosca, i Center (Tsentr). Dal 1990 al 2008 ha vissuto a Los Angeles, California. È laureato presso il California Institute of the Arts, Master of Fine Arts, 1998. Vasily ha tenuto numerose mostre personali e collettive di fotografia e video arte. La sua più recente mostra fotografica personale si è tenuta nell'aprile 2013 presso la Casa Centrale degli Artisti di Mosca. Nel giugno 2013 si è esibito con la sua band Center (Tsentr) al Pax Festival di Helsinki, in Finlandia.

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