Kusturica e quell'opera punk che ha fatto ballare Kubana

Lo spettacolo "Il tempo dei gitani", tratto dall'omonimo film del musicista e regista serbo, è stato presentato per la prima volta all'aperto al tradizionale Festival musicale sul Mar Nero

Emir Kusturica arriva al Kubana. E travolge le folle. Il musicista e regista serbo, insieme alla sua rock band “The No Smoking Orchestra”, ha presentato al Festival Kubana, sulle rive del Mar Nero, l'opera punk “Il tempo dei gitani”.

L'idea di realizzare un’opera punk basata sul film cult di Kusturica “Il tempo dei gitani” è stata annunciata la prima volta nel 2002, e cinque anni più tardi ha fatto il suo debutto sul palcoscenico del Teatro Opéra Bastille di Parigi. Ha riscosso un grande successo in Serbia e in Grecia, e ora al Kubana è stata eseguita per la prima volta all’aperto.

Nel film sono state utilizzate le musiche di Goran Bregovic, mentre per la versione teatrale la tragica storia d'amore tra Perhan e Azra è accompagnata dagli arrangiamenti musicali di Dejan Sparavalo, Nenad Janković e del musicista della “The No Smoking Orchestra” Stribor Kusturica, figlio del regista.

Ciascuno dei suoi film è un po’ come un'opera lirica: la musica gioca un ruolo importante in tutte le sue opere. "In realtà, non ci sono generi - dice Kusturica -. Ho scoperto il punk da solo negli anni Settanta-Ottanta. Noi vogliamo uccidere i generi, uccidere le tendenze. Tutte queste divisioni in generi nel cinema, nella lirica e così via... E poi guardo i risultati, e direi che è meglio se lo chiamiamo solo teatro. Qui si può fare tutto ciò che non è possibile fare in un film. Il teatro è uno spazio astratto e questo spazio ti dà la possibilità di fare miracoli".

"I trucchi teatrali praticati dal russo Meyerhold - prosegue -, sono qualcosa a metà tra il circo e il teatro serio, un mix di generi sul palco, dove si può sperimentare. Stiamo parlando di qualcosa costruito sulla base di canoni classici, ma d'altra parte, visivamente abbastanza inusuale. Penso che sia molto romantico unire lirica e punk. Ai tempi del capitalismo, la gente ha bisogno di allontanarsi dalla cultura di massa. Io, per esempio, ho sempre cercato di starne lontano”.

Nella sua forma, l’opera assomiglia a un cabaret, con i numeri che si susseguono uno dopo l’altro. Una roulotte compare sul palcoscenico, la luna scivola giù dal cielo con una corda, un corteo nuziale balcanico con maghi e giocolieri procede lungo montagne di plastica, oche vere irrompono sulla strada del villaggio.

L’Aria di Ahmet è suonata con un ritmo rock, accompagnata dal suono "sporco" di una chitarra elettrica.

“Viviamo in un mondo di capitalismo corporativo, in un mondo i cui valori sono assolutamente cambiati rispetto a quelli del secolo precedente, ed è per questo che voglio stare lontano dalla cultura di massa. Anche se per fare ciò devo chiamare quest’opera, che ho messo in scena, un'opera punk. Sì, il punk è morto, ma lunga vita al punk!”.

Parlando con i giornalisti, Kusturica ha inoltre riferito che attualmente sta lavorando a un grande progetto che coinvolge la Russia. Negli ultimi anni, il regista ha lavorato a un film su Dostoevskij.

L'articolo è stato realizzato sulla base di materiali tratti da Ria Novosti, Komskomolskaya Pravda e Rossiyskaya Gazeta

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