Alai Oli, il reggae che arriva da Ekaterinburg

Il gruppo, seppur giovane, ha già diviso il palco con Horace Andy del collettivo dei Massive Attack e con Lee "Scratch" Perry

Gli Alai Oli sono un giovane gruppo reggae originario di Ekaterinburg. Hanno condiviso il palcoscenico con Horace Andy, cantante dei Massive Attack, e con la leggenda del dub giamaicano, Lee "Scratch" Perry.

Olga Marquez e Aleksandr Shapovski hanno formato la band nel 2004. Da allora, i due sono riusciti a creare una sonorità e uno stile unici, che i mezzi di comunicazione hanno definito “emo-core reggae”.

Odiati dai puristi del reggae, ma amati da un pubblico che non è solito ascoltare questo genere, i testi delle loro canzoni sono poesie sull’amore e la lotta, scritte dalla componente femminile del gruppo, Olga Marquez.

Il duo è riuscito a promuovere la sua musica grazie a Internet. Senza l’aiuto di nessun produttore o intermediario, i brani di Olga e Aleksandr sono diventati dei veri e propri successi nella Rete, e non solo in Russia ma anche all’estero.

I loro primi due album, “Da, bro?” (Sì, fratello?) del 2007 e “Snezhnaya Barcelona” (Barcellona innevata) del 2008 rispecchiano la loro fase più eclettica, caratterizzata dalla fusione di reggae, ska e rock. Il ritmo caldo del reggae, unito ai testi allegri e alla voce femminile di Olga, hanno fatto sì che alcune delle loro canzoni, come “Natty Dread”, “Ne budet vojny” (Non ci sarà la guerra), o “Pro Manu Chao” (Manu Chao) siano diventate molto popolari.

Considerato il miglior gruppo reggae, ska e hip-hop di Ekaterinburg, vanta migliaia di fan. Nessuno si sarebbe potuto immaginare che questi giovani musicisti, influenzati da Manu Chao e Bob Marley, avrebbero condiviso il palco del leggendario Gorbushka di Mosca con grandi cantanti reggae come Horace Andy e Lee "Scratch" Perry, subito dopo aver pubblicato il loro primo demo, l’album “Satta Massagana”.

Nel 2011, il sound degli Alai Oli subisce una svolta radicale. Il duo smette di mescolare stili nettamente contrastanti per conseguire sonorità più mature e meno gioiose rispetto ai lavori precedenti.

È difficile incasellare gli Alai Oli in uno stile definito. Sono considerati il ​​“reggae cattivo”, per il modo in cui mixano questo genere, senza riuscire a realizzare fusioni chiare. A mio avviso, i loro mix sono un po’ radicali e pertanto non riconducibili a uno stile specifico.

Nel marzo 2012, la band ha lanciato un mini-album intitolato “Home”. Nello stesso anno, è uscito anche il loro ultimo lavoro, “Lullabies for Rudboya”. L’album è composto da 16 tracce, alcune delle quali risalenti ai primi anni del gruppo. Si tratta, in parte, di una raccolta dei brani morbidi e leggeri, che Aleksandr e Olga hanno prodotto nel corso della loro carriera.

All’inizio, gli Alai Oli realizzavano mix molto simili a quelli di diverse band barcellonesi: la formula rock, punk, rockabilly, ska e reggae, e l’influenza di Manu Chao hanno segnato un’epoca nonché una generazione intera di gruppi che mescolano questi stili.

Tuttavia, il periodo d’oro del genere sembra essere ormai tramontato.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta