Di padre in figlio

Mikhail Sholokhov fu padre di quattro figli (Foto: Ria Novosti)

Mikhail Sholokhov fu padre di quattro figli (Foto: Ria Novosti)

“Russia Oggi” ricorda alcuni grandi scrittori russi nel ruolo del papà, raccontando cosa ne è stato dei loro figli

Alcuni scrittori sono così famosi per la loro arte che le loro famiglie sono state eclissate dalla fama, mentre per altri scrittori era difficile gestire l'invidiabile vicinanza dei loro cari. Russia Oggi ricorda che tipo di padri sono stati alcuni grandi scrittori russi e cosa sono diventati i loro figli.

Aleksandr Pushkin (1799-1837)

Il patrimonio più importante della letteratura russa, il poeta Aleksandr Pushkin, e sua moglie Natalja ebbero quattro figli: Maria, Natalja, Aleksandr e Grigorij. Pushkin fu un padre particolare: dopo aver visto la sua primogenita, la figlia Maria, rimase molto deluso, perché scoprì che gli assomigliava e ritenendosi brutto, si preoccupò della sorte della bambina. Le sue ansie, però, si rivelarono inutili, poiché Maria era carina e secondo alcune voci Tolstoj riprese il suo aspetto fisico per descrivere Anna Karenina. Maria era una dama di compagnia dell’imperatrice. Il figlio maggiore di Pushkin, Aleksandr, divenne un eroe della guerra russo-turca e la carriera militare lo portò fino al grado di generale. Grigorij, il più piccolo, fu un giudice di pace. La figlia minore, la bella Natalja, nata appena 8 mesi prima del duello fatale del padre, divenne la moglie morganatica del principe Nicola Guglielmo di Nassau. Maria e Grigorij rimasero senza figli, mentre Aleksandr ne ebbe 13 e Natalja 6. Oggi si contano più di 200 discendenti di Pushkin, sparsi per tutto il pianeta.

Fedor Dostoevskij (1821-1881)

Foto: Ria Novosti
La famiglia di Dostoevskij
(Foto: Ria Novosti / Cheprunov) 

Anna, la seconda moglie di Dostoevskij, non mise soltanto ordine negli impegni editoriali dello scrittore, ma gli regalò anche la felicità domestica e quattro figli che Fedor Mikhailovich amava alla follia, come testimoniano i suoi contemporanei e la corrispondenza familiare. Due di loro, la figlia maggiore Sofia e il figlio minore Alexei, morirono in tenera età; per Dostoevskij furono perdite terribili. La seconda figlia dello scrittore, Ljubov, come l’altro figlio Fedor, si cimentarono nella letteratura ma senza raggiungere il successo. Nel 1913 Ljubov lasciò la Russia e scrisse delle memorie sul padre, che alcuni ricercatori accolsero con scetticismo; in fondo aveva 11 anni quando il padre morì. Fedor invece completò brillantemente gli studi, diventando un noto specialista nell’allevamento dei cavalli.

Lev Tolstoj (1828-1910)

Foto: Ria Novosti

La famiglia di Lev Tolstoj (Foto: Ria Novosti)

Il grandissimo scrittore russo ebbe da sua moglie Sofia 13 figli, di cui però 5 morirono da piccoli. Tolstoj prestava grandi attenzioni alla famiglia, ma – come raccontava sua figlia Tatjana – “non era mai tenero con i bambini molto piccoli”. Tolstoj amava stare in loro compagnia quando diventavano più grandi, giocava con loro e raccontava le favole. L’amore per i suoi cari non fermò il brillante letterato dai tentativi di distribuire i suoi beni ai poveri, il che non favorì un’atmosfera familiare rilassata. La figlia minore Aleksandra fu la più vicina a Tolstoj ed è proprio a lei che lo scrittore lasciò in eredità il suo patrimonio letterario. Oggi si contano più di 400 discendenti di Tolstoj, tra cui i più famosi sono la scrittrice Tatjana Tolstaja e suo figlio Artemij Lebedev, designer e famoso blogger, oltre a Vladimir Tolstoj, direttore della casa-museo di Jasnaja Poljana, la tenuta di famiglia di Lev Tolstoj dove una volta ogni due anni si svolge un incontro tra tutti i discendenti.

Boris Pasternak (1890-1960)

Foto: Ria Novosti

Evgenij Pasternak alla scrivania del padre Boris (Foto: Ria Novosti)

Boris Pasternak, poeta, scrittore e premio Nobel, ebbe due figli: il primo, Evgenij, dal matrimonio con la pittrice Evgenia Lure; il secondo, Leonid, dalla seconda moglie, Zinaida Nejgauz. Del figlio minore del poeta non si sa molto, morì a 38 anni e gli studiosi dell’opera di Pasternak amano trovare parallelismi tra la sua morte e quella di Yuri Zhivago, il protagonista dell’omonimo romanzo che valse allo scrittore il premio Nobel per la letteratura. Il figlio maggiore Evgenij ricordava che il momento in cui il padre abbandonò la famiglia fu la più grande delusione della sua vita (all’epoca Evgenij aveva 3 anni). Boris rimase in buoni rapporti con la prima moglie e andava spesso a trovare il figlio. Evgenij divenne ingegnere navale, ma dedicò molti anni alla critica e alla storia della letteratura, sistematizzando l’eredità paterna. Scrisse anche la prima biografia di Boris Pasternak.

Mikhail Sholokhov (1905-1984)

Fonte: wikipedia / G.Veil
La famiglia Sholokhov (Fonte: wikipedia / G.Veil)

Padre di famiglia esemplare, quattro figli, Mikhail Sholokhov trascorse buona parte della vita nella sua terra natale sul Don, il villaggio cosacco di Veshenskaja. Con i soldi del premio Lenin, ottenuto per il romanzo “Terre dissodate”, vi costruì persino una scuola. I suoi figli crebbero “molto liberamente”, come raccontava la figlia maggiore Svetlana: “Ci voleva molto bene. Non ci imponeva mai i suoi giudizi, non si immischiava per dare consigli. Anche quando glieli chiedevamo diceva: hai una testa sulle spalle. Siamo cresciuti molto liberi, nessuno ci teneva sott’occhio”. Maria, la figlia minore dello scrittore, ricordava che era un uomo buono e non sgridava mai. Sapeva educare con il solo sguardo. Di tanto in tanto Sholokhov andava a caccia o a pesca con i figli, si portava la famiglia all’estero, viaggiando in treno. Entrambe le figlie di Sholokhov, Svetlana e Maria, diventarono filologhe, il figlio Aleksandr fu biologo, mentre Mikhail si occupò di filosofia.

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