Irina Antonova dà l'addio al Pushkin dopo mezzo secolo

La storica direttrice del museo moscovita, in carica da 52 anni, lascia il posto a Marina Loshak

Irina Antonova, dopo 52 anni a capo del Museo statale delle Belle Arti A. S. Pushkin di Mosca, lascia la carica di direttrice per ricoprire quella, creata appositamente per lei, di presidente.  “Le siamo eternamente grati e le chiediamo di continuare il suo lavoro come presidentessa del museo”, ha annunciato il ministro russo della Cultura, Vladimir Medinsky, durante una conferenza stampa.

Il nuovo direttore

Marina Loshak è una nota gallerista e storica d’arte. Ha curato la creazione della collezione della banca SBS-Agro ed è direttrice artistica e co-proprietaria della Galleria “Proun” nel centro Vinzavod. Nel corso dell’ultimo anno, in qualità di direttrice dell’associazione “Stolitsa” si è adoperata per convertire le principali sedi espositive moscovite in importanti centri artistici e culturali. Nel 2012-2013, il centro espositivo del Maneggio ha ospitato le seguenti mostre: “Tutto in vendita. Storia delle insegne russe”, “Il neorealismo sovietico”, “Il femminismo. Dalle avanguardie ai giorni nostri”, il progetto ideato dal tedesco Fritz Roth “La mia valigia più importante”, la suggestiva installazione “Crossing Lines” dedicata all’artista giapponese Chiharu Shiota, lo spettacolo di luci “Eco terrestre di tempeste solari” di Charles Sandison, e le installazioni di Irina Korina e del collettivo artistico AES + F. Il centro espositivo del Maneggio ospita, inoltre, le esposizioni del Museo della cultura sullo schermo e del Museo del libro

La direzione del museo passerà alla gallerista e storica dell'arte, Marina Loshak, già direttrice dell’unione musei e sale espositive “Stolitsa”, che comprende, tra i tanti, il grande centro espositivo del Maneggio, il museo del Nuovo Maneggio e il complesso espositivo “L’operaio e la kolkhoznitsa”.

Dopo essersi laureata presso l’Università Statale di Mosca, dove si era specializzata nel Rinascimento italiano, Irina Antonova ha iniziato a lavorare al Museo Pushkin nel 1945, assumendone la direzione nel 1961.  Insignita di numerose onorificenze, tra cui il titolo di “Cavaliere dell’Ordine al merito per la Patria”, è membro ufficiale dell’Accademia Russa dell’Istruzione e dell’Accademia Russa delle Belle Arti, nonché autrice di oltre 100 pubblicazioni. Dal 2013 ricopre la carica di curatore capo dei musei statali della Russia.

Sotto la sua direzione, il Museo Pushkin ha ospitato grandi progetti e collaborazioni internazionali con i più importanti musei del mondo, che hanno attratto di volta in volta un gran numero di visitatori.

La mostra “Parigi-Mosca” del 1981, dedicata ai capolavori di Matisse, Picasso, Malevich, Kandinsky, Filonov e Chagall permise di analizzare il rapporto e le influenze dell’arte francese su quella russa.

La mostra “Mosca-Berlino/Berlino-Mosca. 1900-1950” del 1996 raccontò la storia di questi due Paesi attraverso la pittura, l’architettura, la musica, e il destino dei loro creatori. “Russia-Italia. Da Giotto a Malevich”, nel 2005, mostrò le influenze culturali tra i due Paesi.

Le mostre su Modigliani (2007), Picasso (2011), Dalì (2011) e Turner (2012) furono caratterizzate sempre da code interminabili, durante tutta la durata delle esposizioni. Il museo ospita attualmente le seguenti mostre: “I Preraffaelliti: un’avanguardia vittoriana” e “Tiziano. Dalle collezioni dei musei italiani”.

Ogni anno, il Museo Pushkin viene visitato da circa un milione di persone. Al suo interno sono custodite più di 560mila opere di pittura, disegno, scultura e arte applicata, nonché monumenti archeologici e numismatica. Concepito come un “deposito” educativo e pubblico di calchi e copie di opere d’arte classica, provenienti da tutto il mondo, il Museo Pushkin divenne, nel 1930, uno dei più importanti musei del mondo, grazie all’acquisizione di alcuni capolavori artistici di collezioni private nazionalizzate, provenienti dall’Europa Occidentale, e di opere della Galleria Tretyakov e di alcuni musei di Leningrado.

La collezione del Pushkin fu ulteriormente ampliata nel 1948, quando il Museo di Stato di nuova arte occidentale fu chiuso su ordine di Stalin e la sua collezione, composta perlopiù da opere di arte moderna raccolte dai famosi collezionisti russi Sergei Shchukin e Ivan Morozov, fu spartita tra il Museo Pushkin di Mosca e l’Ermitage di San Pietroburgo. In questo modo si evitò che i capolavori fossero distrutti o venduti all’estero. I visitatori, tuttavia, poterono ammirare queste opere solo nel 1974, anno in cui l’esposizione di opere provenienti da musei occidentali fu resa finalmente possibile, nella capitale russa, in cambio di capolavori appartenenti al Museo Pushkin.

Irina Antonova annunciò l’idea di voler riaprire il Museo di Stato di nuova arte occidentale con la sua collezione originale – comprese, pertanto, le opere impressioniste e post-impressioniste in possesso dell’Ermitage –, davanti a tutto il Paese, durante una linea diretta con il Presidente Putin. L’iniziativa non piacque, tuttavia, al direttore del museo pietroburghese, Mikhail Piotrovsky, che si oppose al trasferimento delle opere. Dopo una serie di accese discussioni che coinvolsero tutta la comunità museale, il Ministero della Cultura decise di non toccare le opere in possesso dell’Ermitage, per non creare un precedente, costringendo un museo a cedere parte delle proprie collezioni.

Rimane ancora aperta, invece, la questione del “bottino di guerra”, lo spettacolare patrimonio di opere sequestrate nei musei e nelle residenze private dei tedeschi nel 1945-46 e finite in gran parte proprio nei depositi blindati del museo Pushkin e inaccessibili persino agli specialisti.

Nel 2012, in occasione del centenario del Museo statale A. S. Pushkin, si è deciso di rendere ufficiale il progetto che prevede un ampliamento della struttura e la costruzione di un nuovo quartiere culturale. La realizzazione del progetto di ricostruzione, proposto da Norman Foster già nel 2007, consentirà di quadruplicare l’area espositiva del complesso museale e di creare nuovi spazi, tutti aperti al pubblico.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond