Letteratura russa a un bivio?

Gli e-book hanno conquistato i giovani russi e non solo (Foto: PhotoXPress)

Gli e-book hanno conquistato i giovani russi e non solo (Foto: PhotoXPress)

In cerca di nuovi generi, di un nuovo linguaggio e di un nuovo protagonista. Gli addetti ai lavori del mondo editoriale hanno raccontato a “Russia Oggi” cosa è richiesto adesso dal mercato librario della Federazione e cosa vuole il lettore moderno

È ormai da qualche anno che sono tutti assillati da due domande: se la carta resisterà al peso dell’era digitale e se gli scrittori, nel caso di affondamento di questo Titanic, non saranno depredati dai pirati elettronici. Motivi per essere preoccupati ce ne sono: le tirature dei libri stampati si riducono di anno in anno (nel 2012 per esempio quasi del 12 per cento rispetto al 2011), ma significa davvero che i russi stanno smettendo di leggere?

I sociologi assicurano che non vale la pena preoccuparsi per la crisi delle tirature dei libri in versione cartacea; semplicemente, i russi si stanno appropriando a gran velocità dei testi in formato digitale: secondo una ricerca condotta nel 2012 dalla società “Romir”, sette cittadini su dieci di varie città russe leggono già gli e-book.

Il che non significa che si legge molto di meno; che cosa sia richiesto invece è tutta un’altra questione. I rating delle tirature della Camera del commercio librario russo, l’organo dove viene registrato ogni libro che esce nel Paese, delineano uno scenario piuttosto realista: tra i primi dieci autori più venduti del 2012 rientrano 8 scrittori di gialli di vario calibro e un discreto autore di romanzi d’amore e di libri tratti da film di successo.

Maja Kucherskaja, scrittrice e critica letteraria

“Per avere una minima idea della prosa letteraria russa contemporanea bisogna leggere Vladimir Makanin e Mikhail Shishkin: ciascuno ha nel suo portfolio almeno un romanzo geniale: “Asan” e “Cappelvenere”. Sono i due poli della nostra letteratura: da una parte il duro realismo, lo scavo profondo, quasi spietato, nella psicologia dell’uomo, la capacità di comprendere come sono costruiti il potere, la politica, la storia. Dall’altra, la forza elementare del linguaggio che esplode, il dialogo incessante con i classici russi, una sorprendente capacità di ascoltare voci, parole e timbri altrui, la libera musica del linguaggio”

Le vendite nelle catene di librerie della capitale, insieme a quelle dei più grandi negozi online di libri stampati ed elettronici, mostrano un’immagine più raffinata dei lettori: nella decina di libri più acquistati del 2012 rientrano il nuovo romanzo su Fandorin del famoso letterato russo Boris Akunin, i gialli di Aleksandra Marinina, la satira politica in versi di Dmitri Bykov e il suo “Poet i grazhdanin” (Il poeta e il cittadino), “S.N.U.F.F.”, il nuovo libro del creatore di tendenze Viktor Pelevin, “Novyj dozor” (La nuova pattuglia) del famoso scrittore di fantascienza Sergej Lukjanenko e le memorie del conduttore televisivo Vladimir Pozner. Le lotte più intestine però si annidano tra le prime posizioni della classifica dove si è svolta l’ennesima mischia tra vizi e virtù; il testa a testa per conquistare l’amore dei lettori è stato tra la raccolta di storie vere tratte dalla vita del clero russo di oggi, scritta dall’archimandrita Tichon, e le fantasie erotiche di E.L. James e le sue “Cinquanta sfumature di grigio” che stanno facendo il giro del mondo.

Il successo di “Nesvjatye svjatye” (Santi non luminosi) è stato clamoroso: più di un milione di copie vendute e una buona manciata di riconoscimenti, tra cui la vittoria decretata dai lettori per il premio “Bolshaja kniga”, nella nomination “Prosa dell’anno” del premio “Libro dell’anno” e subito due nomination del premio letterario di Runet.

La critica ha immediatamente battezzato il libro “bestseller ortodosso”, e la casa editrice “Olma Media” ha creato sul suo successo una serie di testi sul tema dell’ortodossia.

L’interesse per la non fiction si può segnalare come una delle tendenze più evidenti della letteratura russa contemporanea. La sottolineano sia i critici – Konstantin Milchin dice che “la non fiction nostrana regge bene e questo è un gran bel piacere” – sia gli editori.

Elena Shubina della casa editrice Ast – forse la più famosa redattrice editoriale della Russia, i cui autori vengono immancabilmente premiati ai concorsi letterari – fa notare “il boom d’interesse per il classico romanzo famigliare, dove la storia della famiglia si osserva a partire dai nonni e dai bisnonni per arrivare ai giorni nostri (“Medea” e “Il dono del dottor Kukockij” di Ljudmila Ulickaja, “Le donne di Lazzaro” di Marina Stepnova). In questo spazio bianco c’è posto anche per la non fiction: memorie, biografie, diari. La sensazione di una vita autentica, di una storia ‘di persone’, ecco quello che scatena l’interesse”.

Un’altra redattrice che contribuisce a disegnare il volto della prosa letteraria russa è Julija Kachalkina della casa editrice “Eksmo”. Julija lavora con delle colonne della letteratura russa come Viktor Pelevin e Dmitri Bykov e svela al lettore russo i nomi nuovi. Anche lei è convinta che oggi “le persone vogliono leggere le storie, il concettualismo attira sempre di meno, c’è richiesta di una prosa di qualità e comprensibile, senza ‘involuzioni’. La gente si è stancata dei giochetti mentali. Già così la realtà è incredibilmente complicata, non c’è bisogno di leggerla anche nei libri” ritiene la redattrice. Julia fa anche notare che le tendenze della prosa russa contemporanea sono “particolari”: “I libri di maggiore successo sono quelli memorialistici, con trame d’amore e su personaggi strani che si differenziano dalla massa (romanzi storici o di fiction)”.

Sia nella letteratura alta sia in quella di massa, come ritiene Konstantin Milchin, continuano le ricerche di nuove storie e linguaggi. Julija Kachalkina sostiene che parallelamente si dà la caccia anche a un nuovo eroe positivo; a suo parere “gli scrittori russi si stanno muovendo verso una prosa eroica, sentono questa esigenza dell’epoca”.

“Quest’anno il trend della letteratura di massa è il romanzo medico”, fa rilevare Milchin, a capo della giuria del premio “Nuove lettere”, dove le simpatie dei lettori hanno premiato nel 2012 un libro di bozzetti satirici sulla vita di un infermiere.

Anche la fantascienza è oggetto delle stesse dinamiche di ricerca. Elena Shubina crede che “la fantascienza russa sia sempre più contaminata, stia diventando una parte della ‘prosa realistica con elementi di fantasia’, ovvero la ‘linea degli Strugatskij’ avrebbe definitivamente sconfitto Igor Efremov e l’imitazione del fantasy americano”.

È interessante l’influenza reciproca tra letteratura e rete: negli ultimi anni infatti la letteratura di massa si è riempita di una sfilza di blogger e scrittori i cui primi lavori erano stati inizialmente rifiutati dagli editori, per poi essere acclamati dal pubblico della rete (il più riuscito progetto di questo genere è stato realizzato da Dmitri Glukhovsky con la sua saga post-apocalittica “Metro 2033”). Elena Shubina prevede che il contagio non si esaurirà qui: “Secondo me il genere del racconto e della novella breve, così poco amato da molti editori, diventerà presto una delle tendenze principali, e non da ultimo per il fatto che il genere breve ‘vive’ nei blog e il lettore arriva al libro stampato proprio da lì”.

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