La bontà mette le ali: stupite i vostri amici con le allodole vegane di primavera

Viktoria Drej
Questi dolcetti facili e gustosi devono essere cucinati alla fine dell’inverno. E non dimenticate di sistemarli sui davanzali delle finestre: secondo la tradizione, sono di buon auspicio per l’arrivo della bella stagione

Marzo è il mese più atteso dopo il lungo inverno: evoca il disgelo, l’inizio del primo tepore, il cinguettio dei uccellini. E proprio marzo è il periodo in cui, fin dall’antichità, in cucina si preparano le “allodole” (zhavoronki, come venivano chiamate dagli slavi): squisiti dolcetti, oggi diremmo vegani, a base di farina, acqua e zucchero, che rendono omaggio agli uccelli migratori che in questo periodo fanno ritorno dalle terre del sud, portando con sé il calore tanto atteso.

Le allodole, simbolo di primavera, hanno ispirato i grandi maestri pasticceri del passato che hanno creato questi squisiti dolcetti al forno. Una volta cotti, devono essere sistemati sui davanzali delle finestre per “richiamare la primavera”.

Mia nonna ricorda che quando era bambina, sua madre cucinava gli zhavoronki sempre alla fine di marzo.

Vi sveliamo la ricetta.

Ingredienti:

  • 300 gr di farina
  • 130 ml di acqua
  • 2 cucchiai di zucchero
  • ½ di sale
  • 2 cucchiai di lievito in polvere
  • 40 ml di olio vegetale
  • Chiodi di garofano per la decorazione
  • Tè nero per spennellare

Preparazione:

1 Versate l’acqua tiepida in una ciotola. Aggingete lo zucchero, il lievito in polvere e mescolate, facendo sciogliere bene gli ingredienti. Quindi aggiungete la farina setacciata, il sale e l’olio vegetale. Iniziate a lavorare l’impasto aiutandovi con una forchetta, poi impastate direttamente con le mani. L’impasto dovrà risultare denso, elastico ma non appiccicoso.

2 Impastate per circa 7-10 minuti. Se vi accorgete che l’impasto è ancora appiccicoso, aggiungete un altro po’ di farina. Formate una palla e mettete l’impasto in una ciotola unta d’olio, copritela con della pellicola trasparente e lasciatelo lievitare per circa un’ora e mezza in un angolo caldo della casa.

3 Quando l’impasto avrà raddoppiato le proprie dimensioni, punzecchiatelo e arrotolatelo nuovamente formando una palla. Lasciatelo riposare altri 30-60 minuti per la seconda lievitazione.

4 Dividete l’impasto in 8 pezzi rotondi uguali, ungeteli con un po’ d’olio e lasciateli riposare avvolti in un canovaccio per altri 10 minuti.

5 Ora formate gli uccellini: prendete un pezzo di pasta rotondo e stendetelo con le mani, fino a ottenere un lungo “bastoncino”. Premete leggermente sulla parte centrale in modo che i bordi risultino più spessi del centro.

6 Fate un nodo, arrotolando le due estremità. Create leggere incisioni con un coltello nella parte posteriore del vostro uccellino, in modo da creare la coda, e date forma al becco dividendo in due l’altra estremità. Ora aggiungete gli occhi, ovvero i chiodi di garofano, che possono essere sostituiti anche da uvetta. Ripetete l’operazione fino a dar forma a tutti i vostri uccellini.

7 Sistemate le vostre bellissime allodole su una teglia coperta con della carta da forno; copritele delicatamente con della pellicola trasparente e lasciatele lievitare altri 20 minuti. Nel frattempo preparare una tazza di tè nero che userete per spennellare le vostre allodole prima di cuocerle.

8 Cucinate le allodole in forno per 15-20 minuti a 200°C fino a quando avranno assunto un colore dorato. Alla fine, spennellatele con qualche goccia di olio vegetale per farle risultare brillanti. Priyatnogo appetita!

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