L'Ucraina ha meno voglia di Europa

Il presidente ucraino Viktor Yanukovich (Foto: Itar-Tass)

Il presidente ucraino Viktor Yanukovich (Foto: Itar-Tass)

Mentre il presidente Viktor Yanukovich cerca l’equilibrio tra Mosca e Bruxelles, il suo Paese perde il feeling con il Vecchio Continente

Non sono bastati gli Europei di calcio 2012 ad avvicinare l’Ucraina all’Europa. Certamente è stato tutto un grande spettacolo, l’Ucraina ha fatto la sua bella figura, ma per portare Kiev verso Bruxelles ci vuole altro.

Nemmeno gli sforzi del presidente Viktor Yanukovich, che a ogni piè sospinto dichiara la vocazione europea del Paese e sostiene la linea dell’integrazione con le strutture occidentali, sembrano bastare a convincere gli ucraini che la strada da percorrere è quella verso Occidente.

Mentre la Bankova si barcamena così tra Mosca e Bruxelles, con il rischio sempre più evidente di isolarsi, la popolazione sembra sempre meno convinta che l’Europa, o per meglio dire l’Unione Europea, debba essere un obiettivo da raggiungere a tutti i costi.

Almeno questo è quanto si arguisce da un sondaggio realizzato dall’Istituto Ifak per conto della Deutsche Welle, in cui si evidenzia come il numero di coloro ritengono che l’Ucraina non debba diventare membro della Ue è in notevole aumento.

Se nel 2011 solo il 18 per cento degli ucraini rifiutava l’Europa, nel 2012 si è passati al 29. Anche tra gli ucraini che vogliono agganciarsi a Bruxelles in tempi rapidi, entro cinque anni, il numero è sceso dal 39 al 26 per cento.

In realtà, come mostra il sondaggio, tra Ucraina e Unione non ci sono particolari problemi (nemmeno il 20 per cento degli ucraini giudica i rapporti bilaterali carichi di tensione), ma è un dato di fatto che l’attrazione verso Occidente è meno evidente. Al contrario vengono viste in miglioramento le relazioni con la Russia (55 rispetto al 43 per cento di sei mesi fa) e il fattore nuovo è che queste valutazioni sono condivise in parte anche nelle regioni dell’Ovest, considerate tradizionalmente filoccidentali.

Negli ultimi mesi a livello politico però non sono state rose e fiori: sono aumentate le pressioni del Cremlino per l’entrata di Kiev nell’Unione doganale euroasiatica il nodo del gas non è stato ancora sciolto.

In sostanza si assiste in Ucraina alla chiara tendenza di raffreddamento nei confronti dell’Europa: probabilmente da un lato conta il fatto che ai proclami di Yanukovich non hanno fatto seguito passi concreti e il caso di Yulia Tymoshenko è rimasto l’ostacolo più evidente a dividere le posizioni di Kiev e Bruxelles; dall’altro la mancanza di una strategia europea, senza l’apertura di quelle porte che ora rimangono chiuse, conduce all’inevitabile risultato che non solo la politica, ma anche la società si è messa a fare i conti con la situazione reale.

L’Europa, già in crisi di identità, non può e non vuole accogliere l’Ucraina, che, volente o nolente, sembra prendere a livello politico e sociale, un’altra direzione. Almeno per ora.

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