La cittadinanza russa è un sogno europeo?

L'attore Gérard Depardieu mostra ai fotografi il passaporto russo (Foto: Reuters/VostockPhoto)

L'attore Gérard Depardieu mostra ai fotografi il passaporto russo (Foto: Reuters/VostockPhoto)

Sull'onda della vicenda di Gérard Depardieu, "Russia Oggi" analizza il fenomeno degli stranieri che chiedono di diventare cittadini della Federazione. E non sono pochi gli italiani, stando ai dati di Eurostat

Qualche tempo fa un amico italiano mi raccontò una storia che mi è tornata in mente solo adesso, leggendo la vicenda dell'attore Gérard Depardieu. Anni fa, questo mio conoscente aveva deciso di chiedere la cittadinanza russa; all'ufficio lo hanno guardato con molta perplessità e sorpresa, come se fosse un marziano. “È un caso raro, sa di dover perdere la cittadinanza italiana? E dovrà fare il visto per entrare nel suo bel Paese?”, la risposta delle autorità russe.

Sì, lui era a conoscenza di tutti i pro e i contro della sua richiesta, era convinto di voler prendere la cittadinanza russa, ma queste parole lo fecero desistere. Oggi, invece, il trend è cambiato. L’Europa sta attraversando un momento economico non certo dei migliori, con l’aumento del tasso di disoccupazione in tutti i Paesi dell’Ue e l’ascesa della pressione fiscale. Così, molti europei cominciano a guardare altrove, non solo verso le solite mete, come gli Usa e il Canada, ma anche la Russia.

Il giornale belga Le Soir riporta i dati 2010 di Eurostat, dai quali risulta che tanti europei sono diventati cittadini russi: 4.503 francesi, 4.191 tedeschi, 1.925 finlandesi e - udite udite - 1.881 italiani. Eurostat, però, non riporta i numeri di quanti russi siano diventati cittadini europei. 

Il clamore intorno all’argomento, senza dubbio, è stato scatenato dalla vicenda dell’ attore francese Gérard Depardieu, che prima ha comprato una casa nel villaggio belga di Néchin, al confine con la Francia, attratto dai vantaggi fiscali del Belgio, e poi ha ottenuto la cittadinanza russa grazie a un decreto del Presidente della Federazione Vladimir Putin. Il tutto come atto di protesta per la super tassazione dei ricchi al 75 per cento decisa dal presidente francese François Hollande, ma bocciata dalla Corte Costituzionale francese (e che comunque, a parte la fuga dei ricchi dalla Francia, avrebbe portato nelle casse dello stato d’Oltralpe solo 210 milioni di euro l’anno).

Bocciata la supertassa, rimane comunque il fatto che la tassazione russa, che è uguale per tutti al 13 per cento resta molto più bassa di quella francese e di quella italiana, dove l'aliquota massima del 43 per cento si applica ai redditi sopra i 75mila euro. Ma, mettendo insieme tutte le tasse e gli oneri fiscali, la pressione fiscale nel Belpaese è al 45,2 per cento sulla carta, ma se si calcola il sommerso arriva al 55 per cento, ottenendo il primato di essere la più alta del mondo; a sostenerlo è l'Ufficio studi di Confcommercio.

Così, seppur molti europei sognano di ottenere la cittadinanza russa, non è cosa facile. La cittadinanza russa si può ottenere con un decreto del Presidente della Federazione russa, come nel caso di Gérard Depardieu (che nel suo ultimo film interpreta Grigorij Rasputin), e come probabilmente potrebbe succedere all’attrice francese Brigitte Bardot (che non vuole risparmiare sulle tasse, ma bensì lottare per la causa animalista, che a Putin sta molto a cuore).  

Ma in pochi invieranno una lettera direttamente al Presidente russo. Per tutti gli altri comuni mortali l’iter è lungo (esclusi i figli nati da un genitore russo, per i quali è invece abbastanza facile). Mosca richiede che si risieda in Russia (con regolare permesso di soggiorno) per almeno 5 anni.

Un periodo un po’ più lungo di quello previsto dal Belgio, che richiede almeno 3 anni di residenza. Ed è proprio per la durata del suo soggiorno che l'Ufficio immigrazione di Bruxelles ha recentemente presentato un "parere negativo" alla commissione delle naturalizzazioni della Camera dei Deputati belga su Bernard Arnault, l'uomo più ricco di Francia, presidente del gruppo del lusso LVMH (suo figlio Antoine è fidanzato con l'ex modella russa Natalia Vodianova), che aveva chiesto la cittadinanza belga.

Arnault non può dimostrare di aver vissuto in Belgio tre anni. L’uomo d’affari ha indicato, come suo domicilio, il Belgio da solo un anno, da quando ha acquistato la sua proprietà a Uccle, una zona residenziale di Bruxelles. Quindi, adesso, o Arnault aspetta i tempi della normativa belga o scrive una lettera direttamente a Vladimir Putin, se vuole tornare a essere concittadino di Depardieu. 

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