Il Natale ortodosso di Roma

Nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Roma per festeggiare il Natale ortodosso (Foto: Daniela Ciabattini)

Nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Roma per festeggiare il Natale ortodosso (Foto: Daniela Ciabattini)

Nella capitale italiana, senza neve ma col sole, i fedeli russi si ritrovano nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria per festeggiare, con un pensiero anche alla tragedia del Cermis

Un Natale ortodosso festoso, ma un po’ giù di tono a causa della tragedia accaduta in Trentino, nella quale hanno perso la vita sei turisti russi, quello che si è svolto oggi a Roma, presso la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.  

“Quest’anno il Natale è più triste: nonostante il giorno di festa il pensiero non può non andare ai sei nostri connazionali morti sul Cermis”. Sono le parole pronunciate da Svetlana, una dei fedeli riuniti a celebrare il Natale ortodosso a Roma.

Una festa tradizionalmente gioiosa che quest’anno risente sia della tragedia della montagna sia del fatto che oggi, in Italia, sia un normale giorno lavorativo. Come tutti ormai sanno, il Natale ortodosso russo viene festeggiato con due settimane di ritardo rispetto a quello cattolico perché la Chiesa Ortodossa Russa è tra quelle che segue il calendario liturgico giuliano, a differenza di quella cattolica che dal 1582 si rifà a quello gregoriano.

La celebrazione solenne a Roma è, come sempre, molto toccante e sentita: tra l’incenso e le sottili candele accese davanti alle icone, è impossibile non lasciarsi trascinare da un’atmosfera che sa di vera tradizione, conservata per secoli, nonostante i regimi politici spesso avversi alle feste religiose.

L'ingresso della Chiesa
di Santa Caterina d'Alessandria
a Roma
(Foto: Daniela Ciabattini)

“Noi a casa abbiamo sempre festeggiato il Natale, di nascosto quando non si poteva - spiega la signora Maria, ucraina ma di lingua e cultura russa - e io ho trasmesso questa tradizione ai miei figli e poi ai nipoti. Quest’anno festeggio Natale a Roma, perché sono venuta a trovare mia figlia che lavora qui, sono contenta ma non è la stessa cosa: l’atmosfera è diversa”.

Le fanno eco anche Lena e Alla, anche loro “fuori sede” per lavoro: In Russia siamo abituati a fare Natale con la neve: oggi a Roma sono 14 gradi, è decisamente strano. Poi, naturalmente ci mancano le nostre famiglie, ma lo spirito del Natale e della tradizione è comunque con noi”.

Durante la celebrazione è stato letto dal sacerdote officiante il messaggio di auguri del Patriarca Kirill, nel quale si ricordano le sofferenze che ha dovuto attraversare la Chiesa Russa durante i secoli ma che ha saputo superare grazie anche alla fede e alla tenacia dei fedeli; nel suo messaggio il Patriarca Kirill ha ricordato anche che nel 2013 cadrà il 1.025° anniversario del Battesimo della Rus’, ovvero dell’adozione della fede ortodossa nelle terre russe, grazie alla conversione del principe Vladimir.

Dopo gli auguri del Patriarca Kirill, uniti a quelli personali del sacerdote e al bacio della Croce e delle reliquie, la festa si è trasferita nei locali adiacenti alla chiesa, per il pranzo offerto dalla parrocchia ai fedeli. Un’atmosfera decisamente natalizia e rilassata è quella che si respira nella sala, con le tavole adornate con tovaglie rosse e imbandite con i piatti tradizionali russi e, grazie ai canti natalizi ortodossi, il tutto è allietato dal coro della chiesa.

Le cupole della chiesa (Foto: Daniela Ciabattini)

“Vengo qui ogni anno -, racconta Olga, che ormai da tempo vive in Italia insieme al marito Giulio, presente anche lui al pranzo di Natale. - Mi sembra di essere a casa, posso parlare in russo e dare gli auguri ai miei connazionali; in Italia sto bene, ma certo passare le feste secondo la mia tradizione è tutta un’altra cosa”. Il marito, poi, che rivela di non sapere il russo, non appare infastidito, anzi: “Accompagno Olga volentieri, è giusto che festeggi secondo la sua religione e la sua cultura; del resto lei non si fa problemi a celebrare le feste cattoliche insieme alla mia famiglia”.

E così, tra golubcy, i tipici involtini di verza ripieni di carne e riso, salumi russi, insalata Olivier, caviale rosso e l’immancabile tè, il Natale ortodosso dei russi di Roma trascorre in modo sereno anche per loro che, per un motivo o per un altro, sono costretti a festeggiarlo lontani dalla loro terra d'origine.

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