I businessmen dell'anno

A sinistra il magnate russo Roman Abramovich (Kommersant Photo)

A sinistra il magnate russo Roman Abramovich (Kommersant Photo)

La classifica stilata da "Forbes" incorona per il 2012 il numero uno di Alfa Group, il russo Mikhail Fridman. Un riconoscimento anche per Roman Abramovich

Forbes ha eletto "l'uomo d'affari dell'anno" nel 2012. Ci sono sette categorie nella lista e i vincitori sono stati scelti dalla redazione della rivista. Il principale criterio di valutazione del successo sono state le entrate finanziarie, ma sono state considerate anche le conseguenze delle decisioni prese dagli imprenditori russi.   

L'uomo d'affari dell'anno è Mikhail Fridman, grazie alla transazione con cui la compagnia statale Rosneft ha inglobato la privata TNK-BP. Fridman e i suoi soci hanno stabilito un record assoluto per la Russia, concordando la vendita della loro fetta di compagnia per 28 miliardi di dollari. 

Foto: Kommersant

L'uomo d'affari dell'anno, secondo Forbes, Mikhail Fridman (Foto: Kommersant)

Nella categoria "Pionieri dell'anno", che raccoglie i businessmen pronti a lanciarsi in imprese avventurose, ha vinto Mark Kurtser, il più affermato ginecologo di Mosca. Secondo Forbes, il dottor Kurtser ha dimostrato che in Russia è possibile creare una public company del valore di quasi un miliardo di dollari fornendo servizi di assistenza medica.  

"Filantropo dell'anno"  è stato nominato Alisher Uzmanov: nel 2012 ha speso oltre 150 milioni di dollari in beneficenza. Il vincitore per la categoria "Il fiasco dell'anno" è il fondatore del gruppo di investimento Renaissance Capital, Stephen Jennings. Il secondo posto è andato a Boris Berezovskij, che ha perso la causa intentata presso il tribunale di Londra contro Roman Abramovich

"La rivista cerca di dare sostegno al business, un tipo di attività che ha perso la sua popolarità tra i russi -, ha dichiarato la redattrice di Forbes Elizaveta Osetinskaja. - Abbiamo deciso di concentrarci su tutti gli aspetti che caratterizzano questo o quel modello di business. Il nostro principale obiettivo ideologico è fare propaganda degli affari e del successo. Attualmente l'imprenditoria non è, diciamo così, al primo posto tra le attività più amate".

"Volevamo dare risalto al progetto più innovativo, ma anche al più grande e drammatico insuccesso dell'anno: perché il business non è mai privo di sconfitte, in fondo è una cosa normale. Agli insuccessi bisogna guardare con comprensione - ha aggiunto la Osetinskaja -. Mi sembra che in Russia gli insuccessi imprenditoriali siano visti con minore tolleranza: si ha meno il diritto di sbagliare qui che non negli Usa. Noi vorremmo che questo atteggiamento cambiasse".

Il valore di questa classifica è assai controverso, osserva l'esperto economico-finanziario indipendente Aleksandr Trifonov. "Non direi che tutti questi rating abbiano un effettivo legame con il business. Non voglio nemmeno dire che siano soltanto una fiera delle vanità; probabilmente, questa classifica conferma uno status elevato, lo status di businessman, le possibilità finanziarie e la notorietà di alcuni uomini d'affari".  

"Innanzitutto - sottolinea - è un omaggio alla tradizione, è il desiderio di attirare l'attenzione su di sé - parlo del rating di Forbes - è la sua nicchia, e aumenta la popolarità del periodico. Non credo che vi sia una qualche utilità per gli uomini d'affari che figurano nel rating, o per la comunità degli imprenditori".   

Il titolo di edonista dell'anno va al vincitore della categoria Forbes Style, Roman Abramovich. Il "Come-back dell'anno" è stato invece il ritorno al business in Russia del cofondatore della catena "Pjaterochka", Andrej Rogaciov.  

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