Cinema, un anno positivo

Cresce la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche russe (Foto: PhotoXPress)

Cresce la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche russe (Foto: PhotoXPress)

Il 2012 è stato per la distribuzione e la produzione cinematografica della Federazione ricco di eventi piuttosto significativi. Li commenta il critico Alexander Folin

Il 2012 è stato per la distribuzione e la produzione cinematografica russa un anno positivo, caratterizzato da una serie di eventi piuttosto significativi. Infatti, non si può dire di certo che l’industria cinematografica in Russia sia rimasta ferma a guardare, essendo diventata ormai una forza che Hollywood non dovrebbe sottovalutare.

Nella commedia di Frank Oz “Tutte le manie di Bob” (What About Bob?), uscita nelle sale sei mesi prima del crollo dell’Unione Sovietica, uno psichiatra consiglia al protagonista la lettura del suo ultimo libro “Baby Steps”, “Passi di bimbo”. Il libro era piuttosto voluminoso, ma i principi alla sua base si possono riassumere in un paio di righe: imporsi, giorno dopo giorno, dei piccoli obiettivi, andando avanti per passi “di bimbo”.

Non vi è nulla di più sciocco che mettersi a cercare una sorta di saggezza universale nella commedia di Franz Oz, eppure il consiglio del dottor Marvin non è poi così male, e, nella pratica, funziona davvero.

La distribuzione cinematografica russa è, in effetti, come un bambino che non ha ancora raggiunto l’età giusta per poter vedere film che contengono immagini di violenza e di sesso e un linguaggio forte. Il settore ha un potenziale enorme, e le ambizioni non sono poche, ma vanno incanalate nella giusta direzione.

Quest'anno si è stabilito un record: il film d'animazione “L’Era Glaciale 4: continenti alla deriva” è stato proiettato su ben 2.090 schermi. Prima di esso, nessun film aveva superato la soglia dei duemila. Nel 2011, il record andò ai “Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare”, proiettato, però, solo su 1.716 schermi.

A pensarci bene, non si tratta proprio di piccoli passi “di bimbo”, eppure le cifre americane sono ancora molto lontane... Non vi è alcun dubbio che nel 2013, come negli anni precedenti, si stabiliranno dei nuovi record. Ciò è confermato da due importanti affari che si sono conclusi nel mese di dicembre 2012.

Il primo è stato la fusione di due grandi catene di sale cinematografiche, “Formula Kino” (sesta sul mercato per numero di sale) e “Kronverk Cinema” (quarta). La nuova struttura gestirà un totale di 254 sale in Russia e in Ucraina, mentre “Cinema Park”, al primo posto nella classifica di mercato, possiede 272 sale.

Un’altra notizia che ha suscitato grande interesse è stato l’acquisto da parte di Paul Heth del pacchetto azionario di controllo della rete di cinema “Karo Film”, che, fino a poco tempo fa, era la seconda catena più grande del Paese. Paul Heth è una delle figure chiave nella storia del cinema russo. Fu lui che nel 1996 aprì a Mosca il “Kodak Kinomir”, il primo cinema della Russia dotato di un sistema audio Dolby surround.

Nel 2002, inoltre, fondò la catena di sale cinematografiche “Kinostar de Lux”, che dopo essere stata acquistata da Vladimir Potanin, ha permesso a “Cinema Park” di diventare la rete di cinema più grande della Russia. Il semplice fatto che Heth si dedichi da così tanti anni allo sviluppo del mercato cinematografico, dimostra quanto esso sia promettente.

Inoltre, i tassi di crescita del settore non dipendono solo dalla banale mancanza di cinema moderni (che in alcune città della Russia sono praticamente assenti), ma anche dal boom della tecnologia. E per chi non ha ancora avuto la possibilità di provare il 3D, gli ingegneri coreani hanno creato una nuova forma di intrattenimento.

Poco prima della fine dell'anno il multiplex di Mosca “Cinema Park DeLuxe” ha aperto la prima sala del Paese dotata di sistema 4DX, un sistema che, durante la visione del film, coinvolge praticamente tutti gli organi sensoriali.

Nel mercato della produzione cinematografica gli affari vanno un po’ più a rilento. Se nel 2011, nella Top 10 dei film che avevano sbancato il botteghino, rientravano ben tre pellicole russe, nel 2012, nemmeno il lungometraggio“ДухLess”, campione di incassi in Russia, è riuscito a entrare nella Top 20.

Forse è proprio per questo che si è parlato tanto di introdurre delle modifiche alle condizioni necessarie per ottenere i finanziamenti dello Stato nell’ambito della produzione cinematografica.

Il prossimo anno, il Ministero della Cultura russo parteciperà attivamente alle attività del Fondo russo per il Cinema, l’ente che si occupa di finanziare le produzioni delle più importanti case cinematografiche russe, e la priorità verrà data a progetti con un impatto a livello sociale.

Inoltre, il più importante istituto cinematografico del Paese, l’Università statale panrussa di cinematografia (Vgik), ha raggiunto un accordo con il Ministero affinché i vincitori dell’International Student Film Festival di Mosca ricevano un premio in denaro per finanziare la produzione di un intero lungometraggio di debutto. E questa, forse, è la notizia migliore dell'anno.

Nel frattempo, il sogno di molti talentuosi registi russi continua a essere Hollywood. Dopo Timur Bekmambetov, che si è ormai stabilito in pianta stabile a Los Angeles, anche Aleksandr Rodnjanskij si è messo a inseguire il sogno hollywoodiano. Assieme all'agente di Angelina Jolie, Geyer Kosinski, Rodnjanskij ha creato un fondo di investimento pari a 120 milioni di dollari che verrà utilizzato per le riprese di sei lungometraggi, tra cui l’opera drammatica di Billy Bob Thornton, “Jayne Mansfield's Car”, e due progetti di Robert Rodríguez: “Machete Kills” e il sequel di “Sin City”.

Vi sono poi anche dei cineasti russi che sognano di conquistare altri Paesi, ma con dei film girati in patria. Anno dopo anno, le attività dei mercati cinematografici diventano sempre più forti ed efficaci, comprese quelle che si svolgono nell’ambito del Festival Internazionale del Cinema di Mosca e del Festival “Kinotavr”.

Gli specialisti notano come l'interesse dimostrato dalle società di distribuzione straniere per il cinema russo sia in crescita e come i mercati cinematografici attirino sempre più “scout” alla ricerca di nuovi progetti da acquistare e successivamente distribuire.

Sì, per il momento non ci sono tanti motivi per essere euforici. Il mercato è solo in fase di sviluppo, e procede, senza troppa fretta. L’importante è che, nonostante si tratti di passi “di bimbo”, continui a procedere e non indietreggi.

Alexander Folin è caporedattore dell'edizione russa di The Hollywood Reporter

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta