La storia delle Feste

Cartolina d'epoca di auguri di Buon Natale del XX secolo (Fonte libera)

Cartolina d'epoca di auguri di Buon Natale del XX secolo (Fonte libera)

Il Nuovo Anno e il Natale nella vecchia Pietroburgo: le celebrazioni dai tempi degli zar fino al XX secolo

La popolazione di San Pietroburgo, quando era capitale dell'Impero russo, era composta da classi sociali chiuse come le caste indiane. Solo un paio di volte l'anno i ritmi della loro vita - che si trattasse di alta società, operai, dipendenti, studenti o poveri - convergevano.

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Poiché i quattro quinti della popolazione della città erano credenti ortodossi e poiché le festività cattoliche, protestanti e ortodosse erano molto vicine nel calendario, Capodanno e Natale - la seconda festa ortodossa più importante dopo la Pasqua - venivano celebrati da tutti i cittadini. L'avvento segnava l'inizio del tempo natalizio, una periodo che arrivava fino al Battesimo (dal 25 dicembre al 6 gennaio, secondo l'antica tradizione).

Il Natale
Natale era una festa in famiglia, soprattutto per i bambini. Alla vigilia, ogni giornale pubblicava racconti e poesie in cui l'eroe veniva miracolosamente salvato dal pericolo il giorno di Natale. I negozi di giocattoli vendevano pistole per bambini, case delle bambole, pupazzi, vestitini, carrozze, mulini d'acqua, modellini di treni e automobili. La novità del 1913 fu un telegrafo inglese senza fili per i bambini, la tecnologia più recente. E tanti scherzi per i grandi: ad esempio, una bottiglia di profumo poteva contenere acqua che veniva spruzzata su chi la riceveva; diavoletti saltavano fuori dai pacchetti di dolciumi... 

Sulla tavola di Natale si poneva uno struzzo seduto sulle uova: il suo corpo era fatto da una noce di cocco, il suo collo da una banana, la testa veniva modellata su una piccola mela con i fori per gli occhi e il becco era una mandorla... Una guida scrive che "pochi abitanti della capitale celebrano il Natale senza una pernice o un'oca".

Fino al giorno di Natale la gente praticava il digiuno (anche se, a San Pietroburgo, pochissime persone seguivano tutte le regole). Ogni famiglia faceva l'albero di Natale. La tradizione era stata presa in prestito dai tedeschi ed è diventata popolare a San Pietroburgo nel 1830, prima di diffondersi in tutta la Russia. Le decorazioni arrivavano dalla Germania in grandi quantità, proprio in vista del Natale.

Le decorazioni venivano quindi poste ai piedi dell'albero per invitare i bambini a fare l'albero, e dolci, soldatini di piombo, frutta e noci appesi all'albero venivano distribuiti come premi ai vincitori di quiz, anagrammi e innumerevoli altri giochi. Le famiglie partecipavano alla messa festiva e si sedevano attorno a una tavola riccamente imbandita.

Tanti giocattoli venivano presi da sotto l'albero di Natale. Fin dalla mattina, i bambini dei quartieri poveri facevano visita agli appartamenti dei benestanti. Davano gli auguri ai proprietari, dicevano una preghiera a Cristo e accettavano i regali, spesso piccole cose, un paio di copechi a testa. Tra coloro che andavano a fare gli auguri di Natale c'erano anche poliziotti, spazzacamini, campanari, netturbini e gli addetti dei bagni turchi. Venivano ricambiati con vodka e un po' di soldi.

Il Natale nella famiglia dello zar era molto simile, tranne che per il numero di alberi di Natale (uno per ogni membro della famiglia) e per il fatto che i doni arrivavano non solo dagli adulti ai bambini, ma anche dai bambini ai grandi. E, naturalmente, il valore dei regali era diverso (gioielli, armi, dipinti, porcellane).

L'Anno Nuovo
Per lungo tempo, il Nuovo Anno non era una vacanza, ma una normale giornata lavorativa. La tradizione contadina, invece, il 1° gennaio celebrava il giorno di San Basilio. Questo santo, che era stato vescovo di Cesarea, era il patrono dei suini: così a Capodanno la gente in tutta la Russia mangiava il maialino.

All'inizio del XX secolo la festa del Nuovo Anno veniva istituita nella capitale. Il 1° gennaio veniva considerato un momento per guardare indietro rispetto all'anno passato. D'altra parte, la notte di Capodanno era il tempo in cui i giovani non sposati nella città si lasciavano andare. Era molto piacevole entrare in un ristorante o in una locanda, per sfuggire al clima di San Pietroburgo.

Fino al Battesimo
Le vacanze invernali duravano due settimane. Durante questo periodo, le feste intorno all'albero di Natale si svolgevano in tutti gli spazi pubblici per gli alunni che frequentano le scuole della città. Durante quel giorno, poi, si accendeva un enorme abete elettrico e bambini sotto i 10 anni ricevevano doni.

Il tempo di Capodanno era proprio per le giovani in cerca di marito. I rituali erano tutti finalizzati ad arrivare alle nozze: davano chicchi d'orzo ai galli, lasciavano cadere fogli di carta con i nomi degli sposi potenziali in una ciotola d'acqua e usavano gli specchi.

Il periodo natalizio si concludeva con le celebrazioni religiose dell'Epifania. Il 6 gennaio, i credenti ortodossi andavano in massa nella loro "Giordania" (su sponde di fiumi, canali e laghi, dove venivano battezzati in acqua). In processione e portando una croce, partivano dalle chiese e si ritrovavano in riva a uno specchio d'acqua: venivano fatti fori nel ghiaccio per il rituale e cappelle venivano costruite nei pressi di quei luoghi. Così, i giorni natalizi volgevano al termine.

Nota: Il Nuovo Anno russo è il 1° gennaio, mentre la Russia celebra il Natale il 7 gennaio, in comunione con la Chiesa ortodossa orientale

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