I russi e l'anno nuovo

I russi e il 2013: speranze e sogni (Foto: Alexey Smirnof)

I russi e il 2013: speranze e sogni (Foto: Alexey Smirnof)

Dopo aver promosso a livello personale il 2012, i cittadini della Federazione danno il benvenuto al 2013 con entusiasmo e grandi aspettative

È stato un anno di riforme, proteste e investimenti. Ora, è giunto il tempo dei bilanci. Tra le mura di casa, reduci dai festeggiamenti di capodanno (trascorso in famiglia dal 73 per cento della popolazione, secondo le previsioni del Vtsiom), i russi tirano le somme di un 2012 che si chiude e cede il passo al nuovo anno.

A fotografare gli umori dei cittadini della Federazione è stato il Centro di Ricerche Vtsiom, che ha interrogato 1.600 persone in 46 diverse regioni del Paese.

Se il 2012 è stato giudicato un anno “difficile” e “molto pesante” per il Paese (56 per cento), a livello personale è stato definito “buono” dal 50 per cento degli intervistati. E il 2013 non sarà da meno: il 51 per cento dei russi è convinto che si aprano dodici mesi positivi, a fronte di una fetta di popolazione meno ottimista (30 per cento), sicura che si andrà incontro a un periodo piuttosto difficile per sé e per la propria famiglia.

Ai poli opposti, l’8 per cento degli intervistati crede che il 2013 sarà un anno di grandi successi, mentre il 3 per cento si aspetta un periodo totalmente nero. Alla faccia della profezia Maya.

La febbre da fine del mondo, che ha contagiato anche la Russia con un curioso boom di vendite dei kit per la sopravvivenza, è comunque già stata dimenticata: l’Apocalisse (o presunta tale), rientra nella lista degli avvenimenti più importanti del 2012 solo per l’1 per cento della popolazione.

In cima alla classifica si trovano le elezioni presidenziali (49 per cento), le inondazioni a Krymsk (12 per cento), la lotta alla corruzione (9 per cento) e l’allontanamento dell’ormai ex ministro della Difesa Anatoly Serdyukov (8 per cento).

Volendo tracciare un grafico dei sentimenti attuali del popolo russo, poi, l’andamento nel complesso risulta rassicurante: “gioia e attesa di un cambiamento in meglio” caratterizza il 35 per cento dei russi; il 23 per cento si definisce “sereno e fiducioso”, mentre un 17 per cento non si fa grosse aspettative, dichiarandosi alieno a particolari stati d’animo. Agitazione e stanchezza pesano invece sul 15 e 16 per cento della popolazione.

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