Putin dice sì alla legge anti-adozioni per gli Usa

Il Presidente russo ha firmato il provvedimento che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2013

Bambini all'orfanotrofio di Vladivostok (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

Putin vieta le adozioni di bambini russi da parte di coppie americane. Dopo settimane di tensioni, il 28 dicembre 2012 il Presidente della Federazione Russa ha firmato la controversa legge "Dima Yakovlev", dal nome del bambino russo morto quattro anni fa negli Stati Uniti perché dimenticato dal padre in macchina.

Conosciuta anche come legge anti-Magnitsky, voluta in risposta al provvedimento preso dagli Stati Uniti per vietare l’ingresso negli Usa ad alcuni funzionari russi, presumibilmente coinvolti nella morte dell’avvocato Sergei Magnitsky, entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2013.

Un provvedimento destinato ad alzare la tensione tra i due Paesi, duramente criticato anche da alcuni funzionari russi, come il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il ministro dell’Istruzione Dmitr Livanov. I sostenitori della legge, invece, si appellano ai diciannove bambini russi morti negli ultimi vent’anni negli Stati Uniti.

Secondo gli esperti del Consiglio presidenziale dei diritti umani, comunque, il provvedimento sarebbe incostituzionale, poiché la Duma di Stato non avrebbe consultato le regioni. 

“Non c’è alcuna ragione per cui non dovrei firmare – aveva dichiarato Putin alla vigilia del suo sì, anticipando comunque la sua intenzione di rivedere il testo fino alla fine -. In questo modo si va a modificare le procedure per aiutare i bambini orfani, i minori senza genitori e i bambini che si trovano in difficoltà a causa dei loro problemi di salute”.

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