Pensioni, urge la riforma

Vignetta di Sergei Yolkin

Vignetta di Sergei Yolkin

Rinviata al 2014, la revisione della spesa per i lavoratori a riposo diventa oggi quanto mai urgente per dare una svolta all'economia interna

È necessario prendere alcune decisioni strategiche serie al fine di creare condizioni favorevoli per le imprese in Russia. Le “road map” del Presidente Vladimir Putin, che delineano una serie di percorsi mirati a migliorare il clima imprenditoriale all’interno del Paese, sono già un buon inizio.

Tuttavia, le procedure accelerate per l’ottenimento dei permessi di costruzione e un sistema doganale efficiente non sono sufficienti. Il carico fiscale totale in Russia è del 30 per cento superiore a quello del vicino Kazakhstan, i prezzi dell'energia qui hanno raggiunto quelli degli Stati Uniti e i tassi di interesse sono i più alti del mondo civilizzato.

Uno dei problemi chiave è il ritardo nell’introduzione di una riforma sulle pensioni, che è stata rinviata al 2014. La strategia del governo è stata criticata più volte da diverse personalità della comunità imprenditoriale.

Per le imprese è di vitale importanza il modo in cui funziona il sistema pensionistico, dal momento che i loro premi assicurativi sono la fonte principale dei contributi del Fondo Pensione e l’ammontare dei premi (e le procedure per il loro accumulo e pagamento) ha delle ripercussioni sulla redditività delle imprese stesse e sulle loro prospettive.

Quando, nel 2011, i premi furono alzati al 34 per cento (per poi essere ridotti al 30, dopo una protesta), la quota degli stipendi in nero salì dal 9 al 41 per cento, un livello che nel Paese non si vedeva da oltre un decennio. Le entrate del Fondo Pensione sono scese e l'intera economia ne ha sofferto.

Il governo non affronterà per il momento la questione del deficit delle pensioni. Aumenterà di nuovo i contributi sociali e le imprese continueranno a pagare.

L’associazione commerciale Delovaja Rossija ha proposto una serie dettagliata di riforme che potrebbero, nonostante tutto, risolvere il problema, finanziando le pensioni attraverso fonti diverse, a seconda dell'età dei cittadini.

Secondo tale proposta, i russi nati dopo il 1967 percepirebbero le pensioni accumulate attraverso il Fondo Pensione, mentre per le persone che sono già in pensione o che presto vi andranno verrebbe creato un “Fondo per le generazioni più anziane”, finanziato con i proventi delle privatizzazioni, dei dividendi delle compagnie petrolifere e del gas, delle tasse sul tabacco e sull’alcol e di una tassa speciale sui beni di lusso.

Questo sistema consentirebbe di pagare pensioni ragionevoli anche ai pensionati non lavoratori e potrebbe rivitalizzare il programma di privatizzazione che versa in uno stato letargico. Tuttavia, il problema va al di là dell’introduzione di riforme specifiche in materia di pensioni, tasse, crediti, tariffe e infrastrutture.

Abbiamo bisogno di un programma che miri a sviluppare i settori non legati direttamente ai beni primari e a industrializzare la concorrenza e l'intero settore privato. Se saremo in grado di rispondere a queste sfide, la Russia ha delle possibilità di crescita eccellenti, nonché praticamente uniche.

Abbiamo un enorme potenziale nella sostituzione delle importazioni, nella lavorazione delle materie prime, nell’alta tecnologia, nell’agricoltura e nei trasporti. La Russia vanta una forte domanda, sostenuta dalle materie prime, ed è finanziariamente solvibile e stabile. Abbiamo i soldi e le risorse, la tecnologia e il personale: tutto ciò che ci serve per una svolta economica.

Boris Titov è il difensore civico del Presidente russo per i diritti degli imprenditori

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