Musica, la playlist del 2012

Le band esordienti che hanno sconvolto la scena musicale russa nell'anno che volge al termine

I generi musicali della “nuova ondata” di musicisti russi nel 2012 sono tanto multiformi quanto la popolazione del nostro plurinazionale Paese: chillwave, post punk, disco e persino il gospel hanno trovato degli ascoltatori negli spazi sconfinati della Russia. Russia Oggi ha scelto i giovani talenti più significativi dell’anno che sta finendo.

 

Roundelay, gospel
Dieci bellissime ragazze di Samara sotto la guida del pianista Dmitri Kolevatych hanno registrato il singolo in inglese “The River” con il batterista degli Arcade Fire, Jeremy Gara. Nella natia Samara le ragazze e Dmitri danno soltanto qualche concerto all’anno, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Per loro “la musica è un vettore della vita spirituale”, e non la vita stessa e men che meno un lavoro.

 

Scofferlane, post-punk
Diventati di recente i pupilli dei critici musicali di Mosca, i ragazzi di Elektrostal (regione della Podmoskove), una città di periferia, suonano un post-punk gotico, registrano nel luogo della fabbrica abbandonata  “AZLK” (“Fabbrica automobilistica del komsomol leninista”, ndr). I musicisti cercano nei poeti russi l’ispirazione per i loro testi in inglese: Mandelshtam, Brodskij, Chaadaev. L’atmosfera delle loro canzoni rimanda ai film di Michael Di Giacomo, mentre dal punto di vista musicale si rifanno a Tim Buckley e Fred Neil. Esteti fino al midollo.

 

Gidropony, disco a 8 bit
Il duetto della Repubblica di Mordovia ha mandato in estasi i club di Saransk con un’allegra disco-punk in stile 8 bit, rompendo con gli stereotipi della “musica russa riflessiva”, dove, in un gruppo, per ogni canzone allegra ce ne sono dieci deprimenti. I Gidropony calcano le scene già da quattro anni durante i quali hanno dato non più di dieci concerti, lagnandosi per la pigrizia e la poca voglia di lavorare.

 

Jack Wood, blues-punk

I Jack Wood si sono formati in modo spontaneo: un giorno i fondatori del gruppo erano andati nel bosco in visita alla tomba del loro cane Jack e sulla strada del ritorno hanno fermato una macchina che li riportasse a casa. Il conducente era un ragazzo che si era diretto in quello stesso bosco a cercare delle ossa per farci le bacchette della batteria; fu così che al gruppo si aggiunse il batterista. Si sono chiamati così per il cane (Jack) e in onore del leggendario bosco (Wood). Le sonorità garage e blues sono gli assi nella manica della giovane band. La solista intanto si è esibita al Cremlino di Mosca nel coro giovanile. Eccovi il punk siberiano. 

 

 

Ggle Highs, elettronica
Il diciannovenne Maksimiljan, studente dell’Università Statale Pedagogica di Mosca, incide malinconici pezzi elettronici con il semplice programma “Fruity Loops”. Di recente la sua musica è stata oggetto d’attenzione da parte di “Altered Zones” (insieme di blogger musicali attenti alle nuove tendenze, ndr), l’autorevole voce americana in fatto di novità musicali, dopo di che anche le piste da ballo russe gli hanno puntato gli occhi addosso. La musica di Ggle Highs risale alle tradizioni dell’elettronica degli anni Settanta e Ottanta, come conferma lo stesso artista: “Ora i generi di quegli anni sono tornati in vita, ma sono diversi: la house, il new rave, il post-punk hanno già sonorità nuove…”.

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Parks, Squares & Alleys, indie
L’estremo Oriente è sempre stato ricco di musicisti e quest’anno Chabarovsk ha offerto ai club russi una nuova “perla”: il diciannovenne Sergei Chavro con il suo “milione di progetti musicali”. Nel suo portfolio ci sono già l’indie-rock, il dream pop e il chillwave.

 

Guru Groove Foundation, funk
L’assordante giovane band di veri professionisti di Mosca fa elettrofunk con il sintetizzatore e una potente voce femminile che canta in inglese. Parallelamente i musicisti lavorano per gli arrangiamenti degli interpreti pop russi, producono la “Fabbrica di stelle” (analogo di “X-Factor”) e fanno tournée con le popstar per tutto il Paese. I musicisti sperano di portare il loro stile tirato a lucido e privo di qualsiasi asperità sulle piazze europee, ma per il momento si accontentano dei club della capitale.

 

Archngl, urban pop

Tre musicisti che nascondo nomi e volti interpretano un languido urban pop a Syktyvkar, la capitale della Repubblica di Komi. Perché le maschere bianche al posto della faccia? Forse è un capriccio da artisti, oppure nella capitale dei Komi la pop music non è tenuta in grande considerazione (il che è assolutamente possibile). Nonostante ciò la fama dei “tre mascherati” è giunta fino a Mosca. Il gruppo è eterogeneo: un solista dell’opera, il direttore di una società di elettricisti in una fabbrica di lavorazione del legno e un libero artista. Dagli esordi il gruppo ha fatto molta strada, dalle canzoni in stile “System of a down” fino all’urban pop che caratterizza le sonorità del loro ultimo Ep.

 

 

Brodsky, folk d’orchestra
Una melanconia luminosa, melodie ricercate e un timbro acerbo sono il biglietto da visita del musicista e compositore Brodsky. Ha 28 anni e lavora come commesso in un negozio di scarpe di Kaliningrad. Chiama la sua città “una gabbia per i pigri” e dice che da Kaliningrad è più difficile raggiungere la Russia che l’Europa, ma anche l’Europa, secondo il parere di molti abitanti di Kaliningrad “si annoia”. Ecco che allora i ragazzi di Kaliningrad scrivono canzoni soft da accompagnare con chitarra e violino, quando oltre il vetro ci sono venti gradi sottozero.

 

Vagina Vangi, witch house
Il recente genere musicale della witch house si sta diffondendo in Russia a una velocità incredibile ed esserne i rappresentanti non è un gioco da ragazzi. La popolarità di questo stile negli ampi spazi postsovietici ha una sua spiegazione: sempre la solita propensione al “minor” (un andamento musicale alla base del quale c’è una triade con una terza e una quinta pura che restituisce somorità tristi, ndr), ai quadretti piuttosto tetri e alle melodie scomode. Il ventiseienne Ilja di Murmansk è risultato vincitore della corsa al “minor”, chimico di formazione, tecnico audio di vocazione e musicista nel tempo libero. Per scrivere la straziante musica house si è fatto ispirare dall’inno della Russia interpretato da un’orchestra siriana. Così tutto è iniziato.

 

Ifwe, chillwave
Perché praticamente tutti i gruppi russi cantano in inglese? È difficile calare molti stili musicali nei realia nazionali. Il gruppo Ifwe canta in russo di pennarelli secchi, del Cremlino, dei litorali perduti, del sole che brilla sulle teste di tutti. “Lo sappiamo, le nuove canzoni non le censurano per cattiveria”, recita un verso di una traccia del duetto pietroburghese. Un minimalismo da ninna nanna, una romantica e smorzata drum-machine e la nostalgia per il periodo sovietico: il chillwave à la russe.

 

Surtsey Sounds, optimystica orchestra
L’orchestra di Pietroburgo Surtey Sounds è comparsa relativamente da poco, non più di due anni fa. Ogni membro ha iniziato la propria carriera musicale a parte, negli anni in cui la parola “post-rock” suonava ancora come una parola d’ordine per i melomani. Il loro post-rock non ha la tipica enfasi e le cupe impennate, non è ottimista in stile pietroburghese, ma si nutre della piccola bellezza che l’orchestra da camera riesce a ricreare sul palcoscenico.

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