Russia-Ue, cosa aspettarsi

Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin tra il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, a sinistra, e Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, a destra (Foto: Ria Novosti / Sergey Guneev)

Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin tra il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, a sinistra, e Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, a destra (Foto: Ria Novosti / Sergey Guneev)

Dal summit di Bruxelles parla il rappresentante permanente della Russia presso l'Unione Europea, Vladimir Chizhov

Dal summit di Bruxelles Russia-Ue parla il rappresentante permanente della Federazione presso l'Unione Europea, Vladimir Chizhov, sulle relazioni future tra la terra degli zar e il Vecchio Continente.

Come valuta lo stato attuale delle relazioni tra la Russia e l'Unione Europea? C'è distanza su diverse questioni: dalla situazione in Siria e l'Iran all'esito delle elezioni in Bielorussia e Ucraina, dalla polemica sull'attività di Gazprom in Europa alle opinioni sulla situazione politica in Russia.
Ci sono sempre aspetti positivi e negativi nei rapporti tra la Russia e l'Unione Europea. E la situazione della Russia non è unica. Se chiedete se è facile trattare con l'Unione Europea, sono sicuro che la maggior parte degli Stati del mondo (in ogni caso tutti gli Stati principali) risponderebbero più o meno allo stesso modo: l'Unione europea non è mai stata e non sarà mai un partner facile. Lei ha citato alcune questioni di politica estera nodose. È vero che non c'è accordo su queste. Eppure ci sono altri esempi più positivi. Per esempio, stiamo lavorando abbastanza bene con l'Ue in qualità di membro del quartetto del Medio Oriente dove noi collaboriamo per mantenere la stabilità strategica. Naturalmente, l'Ue pone a volte domande sulla situazione in Russia. Tuttavia, anche noi a volte domandiamo circa i problemi dell'Unione Europea, compresa la situazione dei diritti umani.

Perché, anche se non c'è l'accordo, raggiungere l'esenzione del visto per i titolari di passaporti di servizio porterebbe a una sostanziale liberalizzazione del regime dei visti?
Le statistiche mostrano che, nel 2011, più di 5 milioni di visti Schengen sono stati rilasciati a cittadini russi. Il numero di visti per la Russia rilasciati ai cittadini dell'Ue è leggermente più piccolo, ma comunque significativo. Siamo impegnati in due processi di negoziato paralleli: il primo è sulle misure comuni che porteranno alla fine del regime dei visti, il secondo è sul miglioramento dell'accordo del 2006 sulla semplificazione dei visti. Sulla seconda strada, siamo pronti ad adottare una versione aggiornata dell'accordo 2006: espandere, cioè, la prassi di rilasciare visti per più ingressi, chiarire alcune questioni e semplificare una serie di procedure. Durante la discussione sui modi per aggiornare l'attuale accordo, la Russia ha proposto la diffusione del regime senza visti per i viaggi brevi da parte dei titolari di passaporti diplomatici e, cosiddetti, di servizio.Perché il processo è in stallo? Fin dall'inizio, i nostri partner europei si sono sentiti a disagio per il numero di titolari di passaporto di servizio in Russia (anche se sono meno che nell'Ue). Un gran numero si spiega, prima di tutto, per tutti i militari russi di stanza nei Paesi della Csi, ai quali vengono emessi passaporti di servizio. A mio parere, i Paesi dell'Unione Europea semplicemente non hanno avuto la volontà politica di accettare di abolire i visti per le seguenti categorie di cittadini.

Come evolverà la situazione?
Staremo a vedere come vanno le trattative. Non vorrei anticipare i risultati. A nostro parere, la maggior parte dei Paesi membri dell'Ue è pronto a firmare tali accordi.

Per quanto riguarda la prima strada di negoziazione, l'abolizione dei visti può iniziare nella prima metà del 2013
C'è una tale possibilità in termini tecnici ed organizzativi. Se il programma sarà rispettato dipende, ancora una volta, dalla volontà politica.

Qual è lo stato dei negoziati su un nuovo accordo di cooperazione di base tra Russia e Ue?
Abbiamo preso una decisione congiunta sulla necessità di rivedere l'accordo di base del 2006. Ma i negoziati non sono mai stati avviati fino al 2008, dopo che il Consiglio europeo aveva approvato il mandato negoziale. Dodici incontri ufficiali si sono tenuti da allora. Poi c'è stata una pausa tecnica, in quanto i termini per l'adesione della Russia al Wto non erano ancora chiari. Ora il processo negoziale è formalmente in uno stato di pausa tecnica, ma i colloqui informali sono ancora in corso. Nel frattempo il processo di integrazione economica euroasiatica è andato avanti.

Questo impatta coi negoziati con l'Ue?
Sì, tutto questo deve essere preso in considerazione, perché la Russia ha conseguito una serie di competenze a livello nazionale e su quello della Commissione economica eurasiatica.

Cosa aspettarsi dal vertice di Bruxelles? Tutti i documenti importanti verranno firmati?
Il successo o il fallimento di un summit non è determinato dal numero di documenti firmati. La maggior parte dei nostri vertici non è arrivato a tutti i documenti finali, ma questo non li rende un flop. Non si tratta di cerimonie fastose, ma sulla sostanza della discussione e degli accordi che si raggiungono, anche se si tratta di accordi solo verbali.

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