Putin e la stampa

Il 20 dicembre 2012 il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i giornalisti nella conferenza stampa di fine anno (Foto: Mikhail Klimentyev/Ria Novosti)

Il 20 dicembre 2012 il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i giornalisti nella conferenza stampa di fine anno (Foto: Mikhail Klimentyev/Ria Novosti)

Interpellati da Russia Oggi, alcuni esperti russi analizzano la conferenza di fine anno tra i giornalisti e il Presidente della Federazione, interrogato a 360 gradi sulle grandi questioni del Paese

Si è rivelata piuttosto informale e confidenziale la grande conferenza stampa di Vladimir Putin. La prima, dopo il suo ritorno al Cremlino. La platea si è dimostrata impegnativa e incalzante, ma il Presidente è riuscito a tenerle testa. Secondo gli esperti, l’incontro (tenutosi il 20 dicembre 2012, ndr) si è concluso in maniera soddisfacente, e Putin è riuscito a dimostrare all’Occidente di non essere ostile nei confronti di nessuno. 

Gli opinionisti interpellati da Russia Oggi ritengono che la conferenza si sia svolta in maniera piuttosto pungente e colloquiale. Nonostante ciò, Vladimir Vladimirovich, dal punto di vista politico, ha dato prova di essere in ottima forma.

Oltre sessanta le domande rivolte al Presidente. Che nella prima ora ha ripetuto almeno quattro volte la sua posizione in merito alla risposta russa al provvedimento Magnitsky, che vieta l’adozione di bambini russi a coppie americane. Per la prima volta i giornalisti hanno condotto una discussione parecchio forte con Putin, definendo questa decisione un provvedimento “cannibale”.

Uno dei corrispondenti dell’Accademia Russa delle Scienze, Gleb Fetisov, crede che la platea si sia dimostrata critica e tagliente: “Tuttavia – dichiara l’esperto -, si è riusciti a spostare la conversazione su temi economici”.

“L’incontro si è concluso in maniera soddisfacente sia per Vladimir Putin, sia per i giornalisti in sala – ha spiegato il capo del Centro di Informazione Politica, Alexei Mukhin –. I rappresentanti della stampa se ne sono andati con la convinzione di aver ‘spremuto’ il Presidente. Putin invece con l’idea di aver risposto in maniera positiva ai gironalisti”.

“Ho avuto l’impressione che in sala ci fosse un po' di disorganizzazione – ha detto Inessa Zemler, conduttrice presso la stazione radio Eco di Mosca, tra i primi a rivolgere una domanda al Presidente -. Io ho indossato apposta una giacca gialla per attirare l’attenzione. Anche se non avevo comunque la certezza che mi avrebbero passato il microfono”.

Le domande rivolte dai giornalisti stranieri (che erano esattamente tanti quanti nel 2008, ovvero circa duecento), in generale sono state fatte nella seconda parte della conferenza stampa. Alexei Mukhin ha notato che Putin ha dato ampio spazio soprattutto ai rappresentanti dei mezzi di comunicazione asiatici, rivolgendosi in maniera un po’ più fredda a quelli europei e occidentali.

Di fatto per la prima volta si è parlato del rafforzamento della cooperazione con la Cina in materia di investimenti, evidenziando i tratti principali per una forte collaborazione economica tra i due Paesi, senza dimenticare l’alta tecnologia, l’energia atomica e l’industria aeronautica.

Non sembra del tutto casuale l’accento posto da Putin sulle relazioni con i Paesi asiatici secondo Alexei Chesnakov, direttore scientifico del Centro per la congiuntura politica. “Nel mondo si sta raggiungendo la consapevolezza che il centro di sviluppo economico si sta spostando verso l’Asia. E la Russia non può non prendere atto di questa cosa. Il rischio è quello di perdere una grossa opportunità. In Europa si sta delineando una certa dissonanza tra l’andamento politico e l’indebolimento della sua influenza economica. Una situazione che non farà che peggirare”.

Per quanto riguarda l’Occidente, secondo i politologi il Presidente ha dato prova che la Russia non ha alcuna intenzione di dimostrarsi ostile con nessuno, pur mantenendo intatti i propri interessi nazionali.

Secondo quanto ha dichiarato Chesnakov, Putin ha assicurato che si darà ampia attenzione ai rapporti con il business, e che le istituzione politiche risulteranno più democratiche: un fattore importante per gli investitori.

“La conferenza stampa ha dimostrato che il Presidente Putin è in buone condizioni di salute, pieno di forza e pieno di progetti a lungo termine per fare della Russia un Paese sviluppato, potenza mondiale insieme alla Cina, agli Stati Uniti e all’Europa”, conclude Vyacheslav Smirnov, direttore dell’Istituto di sociologia politica.

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